Jazz

Valutazione Autore
 
82
Valutazione Utenti
 
0 (0)
 THE URBAN RENEWAL PROJECT - 21st Century Ghost

Sì lo sappiamo che molti, solo che a sentir nominare la parola “rap” vengono presi da attacchi di cistite fulminante, da lombo sciatalgie, orchite  e  malinconia acuta. C’è una generazione che viene dal rock e dal jazz, con qualche spruzzata pop, e che delle chiacchiere in rima e assonanza non vuol proprio sapere, con buona pace dello scrittore  David Foster Wallace, che si prodigò, in un bel libro intitolato “Il rap spiegato ai bianchi” di avviarli a sanare la ferita. Però se il rap è di classe, non quella robaccia “gangsta”, e magari avvolto anche in sontuose panni rhythm and blues, in morbide casacche soul, in atmosfere che fanno pensare agli anni  ’60 e ’70, e il tutto  ve lo propongono a sua volta ben sistemato negli interstizi di una vera e ruggente orchestra jazz, con tanto di sezioni di fiati, un ascolto potete ben darcelo. E magari scoprire che tutte quelle voci che intarsiano un tessuto strumentale febbrile e magnificamente arrangiato funzionano: non è rap, non è soul music, non è jazz. E’ tutto assieme. Arrivano da Los Angeles, li guida un direttore sveglio come R. W. Enoch, Jr. Provate a sintonizzarvi. (Guido Festinese)

Valutazione Autore
 
80
Valutazione Utenti
 
0 (0)
WES MONTGOMERY - In Paris: The Definitive ORTF Recording

Pubblicato in vinile per il Record Store Day's Black Friday e in cd nel gennaio del 2018, lo storico concerto del 27 marzo 1965 al Théâtre des Champs-Élysées a Parigi esce finalmente nella sua interezza, con i titoli corretti (i due volumi della BYG, poi ristampati dalla Affinity, erano infatti incompleti) e con un audio impeccabile, frutto della collaborazione della Resonance record con l’Institut National de l'Audiovisuel, e di una rimasterizzazione direttamente dai nastri originali. Il gruppo, allestito praticamente per il tour europeo, è composto da Harold Mabern al pianoforte, dal contrabbassista Arthur Harper, dal batterista Jimmy Lovelace e ospita in tre brani il meraviglioso sax tenore di Johnny Griffin. Montgomery è in un momento di grazia e affronta il suo repertorio (“Four on Six”, “Jingles”) come gli standard (“Here's That Rainy Day”) o un gioiello come “Impressions” di Coltrane, con una grazie e una leggerezza inarrivabili. Quando poi arriva Johnny Griffin ("Full House", "'Round Midnight" and "Blue 'N Boogie/West Coast Blues") verrebbe voglia di salire sul palco e abbracciarli tutti. (Danilo Di Termini)

Valutazione Autore
 
82 (2)
Valutazione Utenti
 
0 (0)
 STEFANO BOLLANI - Mediterraneo

“Jazz alla Filarmonica di Berlino” è una bella serie di concerti (giunti con questa registrazione al diciassettesimo capitolo) che cerca di dare un ritratto sonoro delle molte famiglie musicali jazz, classiche e folk che tutte assieme possiamo definire come “Europa”, termine un po' in ribasso in questi tempi. Dunque qualsiasi argine culturale messo a presidio dell'intelligenza, contro chi predica grette chiusure campanilistiche e pseudo identitarie è benvenuta. Qui è all'opera il trio nordico da molti anni attivo guidato da quel folletto dei tasti che è Stefano Bollani, trio rinforzato dalla fisarmonica di Vincent Peirani, con la presenza naturalmente della “piccola orchestra” ritagliata nei ranghi della Filarmonica. Resta un po' ambiguo il concetto se questo disco sia dedicato al “Mediterraneo” o se tale caratteristica vada intesa come attributo principe dello stivale geografico lanciato come un pontile sull'acqua nell'Europa meridionale: forse vale questa ipotesi, perché si parte da Monteverdi, si transita per Rota e Morricone, poi per Paolo conte, Puccini e Rossini. Scelte dunque abbastanza convenzionali, perfino prevedibili, per noi. Ma la classe strumentale è intatta, e le singole scelte indiscutibili, per valore. (Guido Festinese)

Valutazione Autore
 
78
Valutazione Utenti
 
0 (0)
GREGORY PORTER - Nat King Cole & Me

Insieme a Josè James, Gregory Porter è sicuramente la voce più originale apparsa negli ultimi anni nel jazz maschile. Dopo quattro dischi, in cui oltre alle sue indubbie doti canore si evidenziava un non comune capacità di autore, questo omaggio a Nat King Cole segna una decisa svolta nel suo percorso artistico. Quanto caldeggiata dalla sua etichetta, in vista anche del decisivo mercato natalizio, non è dato sapere; di certo se il repertorio scelto si concentra sulla fase più ‘pop’ del cantante di Montgomery, da “Mona Lisa” a “L-O-V-E”, da “Nature Boy” a “Quizas, Quizas, Quizas“, gli arrangiamenti per orchestra di  Vince Mendoza non lasciano dubbi sul tipo di pubblico destinatario del progetto. Eppure, nonostante queste premesse, non proprio incoraggianti, proseguendo nell’ascolto del disco, la voce di Porter riesce a conquistare, con una leggiadria che ricorda l’eleganza (e la brunitura) di un gigante come Lou Rawls. E riesce anche nel non facile impresa di rendere di dare nuovo lustro a classiconi come “For All We Know” o “But Beautiful”. Se lo acquistate per regalarlo al vostro anziano zio, attenti a non ascoltarlo prima, potreste decidere di tenerlo per voi. (Danilo Di Termini)

Valutazione Autore
 
94
Valutazione Utenti
 
0 (0)
VIJAY IYER - Far From Home

Il pianista di origine indiana, ma nato ad Albany, stato di New York, nel 2016 ci aveva regalato uno dei più bei dischi dell’anno insieme al trombettista Wadada Leo Smith. Ora ritorna con dieci composizioni originali eseguite da una formazione del tutto inedita (anche se con collaboratori di vecchia data), un sestetto completato da Graham Haynes (tromba), Steve Lehman (sax alto), Mark Shim (sax tenore), Stephan Crump (contrabbasso), Tyshawn Sorey (batteria). Inserendosi idealmente nel solco del collettivo M-Base di Steve Coleman (di cui Haynes è stato una delle colonne portanti e che Iyer aveva chiamato a collaborare nel suo primo disco nel lontano 1995), il progetto esprime al meglio il pensiero musicale del pianista: parti scritte e improvvisate si combinano senza soluzione di continuità, nel funky elettrico di “Nope” come nella pulsazione indianeggiante di “Good On The Ground”.

Valutazione Autore
 
55
Valutazione Utenti
 
0 (0)
ELLA FITZGERALD WITH THE LONDON SYMPHONY ORCHESTRA - Someone To Watch Over Me

Tra il 1956 e il 1964 Ella Fitzgerald entra in studio per incidere otto album dedicati ai songbook di altrettanti compositori. L’idea è del patron della Verve Norman Granz e per il repertorio di giganti come Cole Porter, Rodgers & Hart, Duke Ellington, Irving Berlin, George e Ira Gershwin le affianca arrangiatori del calibro di Billy May, Nelson Riddle Buddy Bregman o addirittura lo stesso Ellington con Billy Strayhorn. Da queste incisioni, di altissimo livello artistico (ma anche tecnico), e dalle session con Louis Armstrong, provengono quasi tutte le canzoni scelte per celebrare, a cent’anni dalla nascita, il talento inarrivabile di Ella. Ma, con le case discografiche c’è sempre un ma, se la voce è quella originale (in due brani “They Can't Take That Away from Me” e “Let's Call the Whole Thing Off” si ascolta anche il grande Satchmo) la musica è rieseguita, con nuovi arrangiamenti, dalla London Symphony Orchestra. In un solo caso, nell’apertura di “People Will Say We’re in Love” viene aggiunta un partner contemporaneo, Gregory Porter, per un duetto un po’ lugubre, nonostante il risultato comunque dignitoso. Insomma, l’operazione, se pur accettabile all’ascolto, suona abbastanza incomprensibile, tanto da consigliare l’acquisto del cd solo se proprio non avete voglia di cercare tra gli scaffali i dischi originali. Anzi, come mai non li avete già tutti? (Danilo Di Termini)

Top ten del mese

1.
Valutazione Autore
 
94
Valutazione Utenti
 
0 (0)
2.
Valutazione Autore
 
92
Valutazione Utenti
 
0 (0)
3.
Valutazione Autore
 
86
Valutazione Utenti
 
0 (0)
4.
Valutazione Autore
 
86
Valutazione Utenti
 
0 (0)
5.
Valutazione Autore
 
84
Valutazione Utenti
 
0 (0)
6.
Valutazione Autore
 
82 (2)
Valutazione Utenti
 
0 (0)
7.
Valutazione Autore
 
82
Valutazione Utenti
 
0 (0)
8.
Valutazione Autore
 
80
Valutazione Utenti
 
0 (0)
9.
Valutazione Autore
 
80
Valutazione Utenti
 
0 (0)
10.
Valutazione Autore
 
78
Valutazione Utenti
 
0 (0)