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BREWER AND SHIPLEY - Weeds

Ci sono nomi, nella storia del rock, che dopo qualche anno di fulgore passano in un oblio immeritato,  diventando quindi candidati ideali a periodiche riscoperte, per la gioia dei cacciatori di “antiche novità” che hanno fatto scaturire il nostro presente. Se ad esempio vi appassiona il folk rock che gravita su chitarre acustiche tintinnanti su arpeggi da manuale, voci che sanno innestarsi l’una sull’altra sprigionando voli di armonici, molte buone idee in sede di composizione, e la capacità, anche, di suonare qualche cover scoprendo angoli nascosti nell’originale, allora questa ristampa fa per voi. Brewer and Shipley ebbero un bel momento di fulgore allo scorcio dei ’60 e nella prima metà dei ’70 con una serie di dischi azzeccati e tutta sostanza, perfettamente in linea con quanto andavano facendo Crosby & Nash, Loggins & Messina, e tante altre celebri coppie in musica della California libertaria che fu. Loro erano del Midwest, ma si ambientarono perfettamente.

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LES TROUBADOURS DU ROI BAUDOUIN - Missa Luba

Non tutte le ristampe in cd riescono ad andare oltre la soglia della mera curiosità, del recupero per collezionisti maniacali, della saturazione, insomma, di un mercato già ben saturo. Nel caso di questo cd finalmente ristampato, invece, siamo al recupero di un “pezzo” che non è esagerato definire epocale. E' il 1958: un francescano belga, Guido Haazen, struttura il poderoso gruppo congolese del “trovatori di Re Baldovino”, con un coro di giovani e un odi bambini. Il Congo non è ancora uno stato indipendente, e porta ancora le tracce del terrificante olocausto perpetuato da Leopoldo II del Belgio: un massacro infinito che, in parte, solo i missionari riuscirono ad arginare. La Missa Luba è il primo, clamoroso esempio di “messa etnica”: è cantata in latino, ma su un flusso imponente di percussioni strutturate poliritmicamente, e su profili melodici ondulati e flessuosi. In pratica, come sentire una “rumba” cubana cantata nella lingua dei nostri progenitori del Tevere. Esperienza spiazzante, ed al contempo esaltante. Tant'è che Pier Paolo Pasolini ne usò un parte per il suo Vangelo secondo Matteo. E un film dell'avanguardia anglosassone anni Sessanta, If, ne usò la totalità come colonna sonora, da qui presero le mosse tutte le successive “messe etniche”, a partire dalla Messa Creola. Un “pezzo” non convenzionale, ma decisamente sorprendente anche quasi sessant'anni dopo. (Guido Festinese)

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COLIN NEWMAN - A-Z / Provisionally Entitled The Singing Fish/Not To

Le ristampe sono, in genere, uno dei maggiori indotti dell'imprenditoria musicale e si declinano in una molteplicità di formati tali che l'ascoltatore, spesso fan, si senta comunque portato all'acquisto con il risultato di portarsi a casa l'ennesima copia dello stesso disco. Accade invece che alcune ristampe siano da considerarsi addirittura necessarie come nel caso oggetto del presente scritto. I primi tre lavori solisti di Colin Newman erano da tempo fisicamente irreperibili e costituivano l'ideale ponte sonoro tra la prima era Wire e la ricostituzione, la seconda di almeno tre, del periodo Mute. Appare quindi chiaro che l'urgenza espressiva dei lavori in oggetto sia figlia legittima di un'orfananza obbligata e pertanto, due su tre, debitori della casa madre ma, si sottolinea, comunque ricchi di suggestioni che del moniker Wire fecero innamorare le generazioni della prima ondata.

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LED ZEPPELIN - Presence, In Through the Out Door, Coda

Con le ultime tre pubblicazioni, si conclude la serie di uscite rimasterizzate dei Led Zeppelin. Il prossimo 31 luglio giungeranno sul mercato le ristampe di “Presence” (1976), “In Through the Out Door” (1979) e “Coda” (1982) concludendo così il lavoro di ricerca Jimmy Page negli archivi della rockband.

Presence, In Through The Out Door e Coda saranno disponibili nei seguenti formati: 
CD singolo – Album originale rimasterizzato. Per Presence e Coda il package sarà un gatefold card wallet, tutte le versioni in CD e LP di In Through The Out Door saranno confezionate in una busta marrone che rimanda a quella utilizzata per l’uscita originale.

Deluxe Edition (2CD e 3 CD) – Album rimasterizzato, più un secondo disco di inediti. Coda conterrà due dischi di inediti.

LP singolo – Album rimasterizzato su vinile da 180 grammi (‘sleeve package’ che replica la versione LP originale nei minimi dettagli). Tutte le versioni in vinile di In Through The Out Door conterranno anche l’inserto sensibile all’acqua replica di quello contenuto nella versione originale

Deluxe Edition Vinile – Album rimasterizzato e disco di inediti su vinile da 180 grammi. Coda avrà due vinili per il materiale inedito.

Super Deluxe Box Set – Questa confezione speciale include: Album rimasterizzato in CD contenuto in ‘vinyl replica sleeve’.- Disco di inediti in CD contenuto in ‘card wallet’.- Album rimasterizzato su vinile da 180 grammi contenuto in uno ‘sleeve package’ che replica la versione LP originale.- Disco di inediti su vinile da 180 grammi.- HD audio download card di tutto il contenuto del box a 96kHz/24 bit- Libro hardcover di oltre 72 pagine riccamente illustrato di foto rare - in certi casi inedite - e memorabilia. Stampa in alta qualità della cover dell’album originale (le prime 30.000 saranno numerate).

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BUDDY GUY - First Time I Met The Blues

Se dovessimo indicare uno stile antitetico alla sobria, scarnificata essenzialità del trance boogie blues di John Lee Hooker, pur mantenendo la rotta in solide coordinate blues, un nome verrebbe alla mente: Buddy Guy. Tanto “the Hook” era dedito alla sottrazione ed al “mumble” minimale, tanto Buddy Guy, tutt'ora vivo e e vegeto, del blues ha una concezione spumeggiante e sudata, febbricitante e carica di suono, anche distorto: appena il caso di ricordare il furioso “bending” cui il Nostro sottopone le corde. Ha influenzato Hendrix, Clapton, Vaughan, ma a volte è bene tornare a ascoltare lui, il vero maestro: specie in cd come questo, che raccoglie materiale raro da diverse etichette storiche, tra il 1958 ed il 1963, ed accanto a Guy c'era gente come Otis Rush, Willie Dixon, Otis Spann, e sezioni fiati stellari, come si suol dire. L'inizio di tutto, insomma. (Guido Festinese)

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MICAH P. HINSON - Micah P. Hinson And The Gospel of Progress

“Micah P. Hinson anche the Gospel of Progress” fu il favoloso debutto del cantautore folk noir texano Micah P. Hinson. Prodotto dal collettivo The Earlies, il musicista esordì con queste 13 canzoni riversando tutti i sentimenti legati dolore, perdita e separazione. Uscito originariamente nel 2004 per l’inglese Sketchbook Records, l’album ricevette eccellenti recensioni dalla stampa specializzata, rimasta affascinata già all’epoca dalla capacità di Micah di esplorare in maniera totale le ripercussioni emotive, dovute alla fine di una relazione. All’uscita seguì un intenso tour in compagnia di The Earlies e Iron & Wine. Alla fine dell’anno il disco fu inserito in numerose playlist, tra cui Uncut, Time Out e The Indipendent, e raggiunse la posizione n°5 nella classifica dei migliori 100 album del 2004 per il negozio Rough Trade. L’album, fuori catalogo da molto tempo, è stato adesso ristampato e rimasterizzato da Talitres, etichetta che ha fatto uscire anche l’ultimo lavoro di Micah, “Micah P.Hinson and the Nothing” nel marzo di quest’anno. Il disco sarà disponibile per la prima volta anche in vinile (gatefold, doppio LP) con l’aggiunta della traccia bonus ‘Can’t Change a Thing’, originariamente pubblicata sul 10” “The Day Texas Sank to the Bottom of the Sea”. Sono passati 10 anni, ma rimane un lavoro straordinario, oggi più che mai.

CD in vendita da Disco Club a partire da mercoledì 19 novembre 2014

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