Rock
| 72 | 0.0 (0) |
Terzo disco, momento della resa dei conti, solitamente. Al terzo disco ci si aspetta la maturazione e consolidazione in termini musicali ed espressivi. E’ così anche per M.I.A.? L’esuberante cantante cingalese forse si fa prendere un po’ troppo la mano dall’entusiasmo e nell’intento di sfondare o per lo meno di conquistare uno spazio nella scena mainstream. L’essersi circondata di una pletora di produttori dal tocco fatato (i soliti Diplo e Switch, oltre a Blaqstarr, Rusko e John Hill) non produce il risultato sperato. La sostanza c’è, la rabbia contro un sistema da abbattere con più violenza possibile ribolle in tutto il disco, ma la volontà di cercare il mix perfetto tra bhangra, l’hip-hop, l’electro e il pop non è certo un’impresa semplice (ritroviamo pure i Sucide in Born Free). M.I.A. è senza compromessi, prendere o lasciare. (Giovanni Besio)
vedi sotto video
| 99 | 0.0 (0) |
Se questo giochino concettuale l'avesso fatto qualche testa d'uovo più nota e vaccasacramente intoccabile sai che reazioni? Insomma, tutti fanno (o meglio glielo fanno fare le case discografiche e ci infilano pure dei patetici inediti così te lo compri per completismo...) i best of, i greatest hits, vabbè, le raccolte dai. Così gli Squeeze, che in Italia non hanno mai sfondato se non , compresa la mia, alcune teste di nicchia, con i due principali autori e cantori, Difford e Tillbrook e buoni sessionisti alle spalle cosa hanno fatto? Hanno preso le loro , appunto, hits e le hanno risuonate pari o più o meno pari. Mi spiego; se le conosci, metti su il cd e dici: 'azz, ma è uguale! E invece no, e qui sta il giochino concept: i brani suonano perlopiù identici agli originali ma con infinitesimali differenze che solo gli hard core fans risuciranno a cogliere. E così, cogliendo cogliendo ( e facendoci anche un pò coglionare) risentiamo le canzoni che già abbiamo sentito mille e mille volte e, pur riconoscendone l'indiscusso valore pop, come i francesi di Conte, le palle ancora ci girano perchè magari un dischetto di materiale nuovo potevano pure farcelo. E non si può neppure più andare al cine.
Andiamo allora a sentire il meno giovane (è del 2008) solo di Tillbrook con i Fluffers che tanto richiama nelle grafica i Beach Boys (e pure in qualche suono) ma che ospita, attenzione, Vanessa Paradis e Johnny Depp... (Marcello Valeri)
vedi sotto video
Altri articoli...
- ELI "PAPERBOY" REED - Come And Get It
- JAILL - That's How We Burn
- ARCADE FIRE - The Suburbs
- MARK OLSON - Many Colored Kite
- OTIS REDDING - Live On The Sunset Strip
- MENOMENA - Mines
- CHATAM COUNTY LINE - Wildwood
- PETER CASE - Wig!
- HINDI ZAHRA - Handmade
- CLYDE MCPHATTER - Lover Please: The Complete MGM & Mercury
- MOGWAI - Special Moves/Burning
- MORCHEEBA - Blood Like Lemonade
Top ten del mese
| 1. |
Categoria: Recensioni
|
| 2. |
Categoria: Recensioni
|
| 3. |
Categoria: Recensioni
|
| 4. |
Categoria: Recensioni
|
| 5. |
Categoria: Recensioni
|
| 6. |
Categoria: Recensioni
|
| 7. |
Categoria: Recensioni
|
| 8. |
Categoria: Recensioni
|
| 9. |
Categoria: Recensioni
|
| 10. |
Categoria: Recensioni
|






