Il Diario di Disco Club

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Diario del 1 marzo

Diario del 1 marzo
Internet qualche volta è veramente di aiuto. Non so se vi ricordate Parodi, protagonista sia del Mondo visto da Disco Club (il maniaco dei bollini siae) sia di più puntate del Diario. Per rammentarvelo vi ripropongo la puntata del 8 dicembre 2015: "Parodi non ha mai avuto una grande presenza (si avvicina Natale e mi sento buono), adesso è anche ingrassato a livello rospo, in realtà lui si sente più tacchino, dopo avermi ordinato un dvd, mi dice "Conosci qualche bella ragazza che si interessi di musica", io, perplesso, "Non so, perché?", "Se la conosci puoi farmela conoscere, magari mandarmela a casa, io ho tanti cd e dvd, mi raccomando che sia bella". Mi si raggela il sangue a pensare a una povera (e bella, conditio sine qua non, come da sua richiesta) ragazza alle prese col mio cliente-rospo (nemmeno un bacio potrebbe trasformarlo in principe), che dalla solita collezione di farfalle è passato ai dischi". Quella volta l'ho trattato decisamente male e mi sono ripetuto in altre occasioni, pensavo che fosse questo il motivo per il quale non passava quasi più. Invece no, oggi ho scoperto il vero motivo. Viene e mi dice, "Sai adesso compro meno, perché c'è internet".
Ma non è finita, Ecco Scussssi. Tempo fa vi avevo parlato di lui, "il cliente con la pancia (direi anzi panciona) a punta, come se si fosse ingoiato intera la prua di una barca, e col suo caratteristico intercalare "scussssi" (con quattro esse). Oggi ritorna e, per l'occasione, vi propongo un potpourri di sue perle. "Scussssi, gli UB40 sono britannici?", è l'unico che usa il termine britannico al posto di inglese. "Scussssi, Made in Japan dei Deep Purple è stato registrato proprio in Giappone?". "Sì, e Made in Europe in Europa", lapalissiano". Rispunta anche lui, "Scussssi, non vengo più, perché sento i dischi su youtube":
Grazie internet!
Terzo Rompi storico: Ottavio (il rompipalle telefonico n. 1). Lui si vede meno dalla mia parte dopo la doppia sanguinosa espulsione di qualche mese fa. Ci prova, ma non gli rivolgo la parola. Nel reparto usato si fa vedere e anche lì è protagonista. Guarda un cd, ma non riesce a leggere cosa c'è scritto, allora chiede al ragazzo dell'usato, "Mi dai gli occhiali per vedere da vicino?", quello è sorpreso "Non ne abbiamo", lui scandalizzato "Come? Non avete gli occhiali per i clienti?".
Effettivamente, vista l'età, di clienti presbiti ne ho parecchi. A proposito, la settimana scorsa ho fatto due buoni acquisto per due clienti diversi. In entrambi i casi sono i colleghi che fanno un regalo a uno di loro che va in pensione. Gli anni passano, una volta i buoni li facevo, a Natale o a luglio per la promozione all'esame di maturità, a ragazzi sotto i 20 anni. Adesso i buoni vanno sempre a favore degli stessi. Infatti uno di loro, quando oggi passa a ritirare i dischi mi dice, "Pensare che mi avevano fatto un buono qui 55 anni fa per la promozione!".
Concludiamo col Festival di Sanremo. Incomincia domani, mi raccomando seguitelo, altrimenti di cosa parliamo? Il calcio del Covid ha perso parecchio del suo appeal, quindi puntiamo sul Festival. Oggi ho ricevuto l'e-mail che leggete sotto. Mi raccomando, non venite a chiedermi prima di venerdì il disco di Orietta Berti (anche in 45giri), non potrei vendervelo. Ripensandoci però anche se venite venerdì forse non potrò vendervelo...

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Diario del 16 febbraio
Oggi torniamo a parlare dei vecchi protagonisti del Diario.
Incominciamo da Fabio Schenker. Era un po' che non passava, io "Come va?", lui "E' morta la mamma", non faccio in tempo a dirgli "mi dispiace", perché lui continua "Schenker, è uscito niente di Schenker?", "Sì", "Tienimelo, che poi passo a prenderlo" e se ne va...
Passiamo a Ivano, quello di "Quanto rompe la mamma". Brutto momento per i protagonisti storici del Diario. Anche a lui è mancata la mamma, ma non l'ha presa con sufficienza come Fabio. Quasi tutti i giorni va a trovarla a Staglieno e le porta un fiore. Poi passa da noi e cerca spiegazioni per la sua morte, "Gian, secondo te può essere stato perché le piacevano le aranciate?", "Le aranciate?", "Sì aveva il diabete", "Ma no, dai. Non è quello", "Me lo ha detto anche un testimone di Geova". Poi riprende, "Sai, la mamma avrebbe preferito stare con me" (li avevano separati da un anno) "non si trovava bene a Basilea", "Basilea? In Svizzera?", lui mi guarda come se fossi scemo. Poi capisco perché, ovviamente non parlava della città, ma di una residenza protetta per anziani. Non lo spingo fuori come facevo una volta, gli dico solo di andare a salutare anche Fabio nel reparto usato e lui ci va non prima di avermi salutato col suo solito "Gian sei immortale, sei la luna", forse si riferisce alla mia testa pelata.
Concludiamo con due vecchi non clienti.
Il primo entra in negozio gongolante "Saranno 40 anni che non entro in un negozio di dischi. Questi sono cd?", e indica i lp, "e queste sono le cassette?", e indica i cd.
Il secondo non entra, è fuori dal bar Verdi. Sento che dice "Io lavoravo alla Sip e 40 anni fa venivo qui a prendere il caffè e lei c'era già" rivolgendosi ad Alessandro, che all'epoca di anni ne aveva poco più di 10. Interviene Veronica "No, 40 anni fa c'era mio padre". Lui ribadisce, "40 anni fa venivo sempre e qui di fianco c'era quello dei dischi", ancora Veronica "C'è ancora". Lui è sorpreso, per essere sicuro che non lo prendano in giro si affaccia sulla porta e guarda dentro. Mi va bene, non mi ha preso per il proprietario dell'epoca...

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Diario del 15 febbraio
Nel mondo moderno direi che non c'è più spazio per una rivoluzione tipo quella francese del 1789 o quella russa del 1917, quelle erano dovute allo scontro di classe, alla ribellione dei poveri contro i ricchi e i potenti. Ora gli scontri sono tra poveri, in qualche caso relativamente poveri (in rapporto ai veri ricchi), in altri veramente poveri. Vi ricordate del ragazzo di colore migrante che il 20 gennaio 2018 ho trovato a dormire davanti alla mia vetrina? Lo avevo svegliato con un colpo alla serranda e lui era balzato spaventato, probabilmente temeva che fosse la polizia. Davanti alla vetrina del negozio di fianco (Outsider) dormiva un rumeno, quindi lui non era un extra comunitario e, indicandomi il migrante che si allontanava, mi disse "Mi ha fregato il posto (quello davanti alla mia vetrina) quel negro di merda". Il rumeno è sparito da anni, Mohammed invece non ha più migrato o meglio sì, si è spostato davanti alla vetrina di Outsider. Ogni mattina quando arrivo dorme ancora e mi tocca svegliarlo perché occupa un po' del nostro spazio. Questa mattina ci si è bloccata la serranda e mentre il tecnico la stava aggiustando, Mohammed si è avvicinato e mi ha detto, "Questa notte un ubriaco dava dei colpi alla tua serranda, era un marocchino di merda". Insomma la famiglia dei Di Merda è in continua evoluzione ed espansione, a seconda della latitudine o della longitudine, siamo passati dai Terroni di Merda, ai Bauscia di Merda, ai Crucchi di Merda con anche differenziazioni dovute alla fede calcistica, più che a quella politica, che ha perso importanza.
In negozio poi c'è un'altra categoria: la musica Di Merda. Oggi una ragazza cerca un disco da regalare a un lui, "La musica è la sua passione, ma ascolta solo Sanremo". Appunto...
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Diario del 23 gennaio

Diario del 23 gennaio
Per l'anniversario di Disco Club, un cliente/amico, Maurizio Pisani, mi ha regalato il libro di Rachel Joyce, "il negozio di musica". Oggi l'ho finito.
Parla, ovviamente, di un "dischivendolo", Frank, che negli anni ottanta ha aperto un negozio di dischi (nello stesso periodo io ho rilevato Disco Club). Frank non sapeva suonare, non era capace di leggere uno spartito (idem io), la caratteristica principale che lo contraddistingue è la sua testardaggine e la caparbietà con cui continua imperterrito a difendere il vinile rifiutando di mischiare i suoi preziosi dischi con CD di plastica e cassette: "Come faceva la gente a entusiasmarsi per un pezzo di plastica luccicante? I cd non sarebbero durati, erano solo una trovata del momento, e anche le cassette. Non mi interessa quello che dicono gli altri, Il futuro è il vinile", ripeteva Frank.
Ed eccomi al punto. A fine anni ottanta il problema si è posto anche a me, lp o cd? All'inizio l'ho risolto trasferendo cd e mc (queste ultime le avevo già bandite da anni) nel nostro locale dietro l'angolo (oggi negozio dell'usato), ma poi la produzione di cd è ancora aumentata, ci voleva qualcosa di più grosso. Mi guardo intorno, trovo un locale libero sempre in via S.Vincenzo, più avanti e sulla destra, e sposto gli "odiati" cd e mc là, scelgo il nome Camarillo Brillo (da Frank Zappa), ma mia sorella, che lo gestiva, lo accetta parzialmente, così nasce Kamarillo e io posso continuare con i miei amati ellepi!
Era il 1987, non avevo calcolato che dopo solo quattro anni le case discografiche avrebbero incominciato a stampare sempre meno lp. Cosa fare? Alzare bandiera bianca o arrendermi ai cd? Scelgo la seconda, non posso abbandonare il negozio dei miei sogni. Inevitabilmente ci separiamo da Kamarillo e cerco di trovare un modo per recuperare il tempo (e il denaro) perso. Dalle arcigne case discografiche mi faccio fare un cambio lp contro cd, in negozio faccio svendite continue e cedo il bancone centrale, dischi compresi, a un collega dei vicoli. Gli altri mobili decido di tenerli e di adattare, a malavoglia, gli espositori da cd allo spazio dei lp, stessa cosa per la vetrina. Alla fine mi avanza ancora un bel po' di dischi invenduti, quelli che nessuno ha voluto nemmeno in regalo sono ancora nel soppalco.
Cosa è successo a Frank non ve lo dico, altrimenti vi toglierei il gusto di leggere il libro, cosa è successo a me e al mio negozio lo sapete anche voi. Sono ancora qui dopo altri 30 anni e sapete cosa sto facendo adesso? Sto rimettendo gli ellepi al loro posto sia nei mobili sia in vetrina!

 

Nella galleria fotografica la solita foto del 1975; io sono alla cassa con la mia fidanzata, dopo (e tuttora) moglie, ero ancora bancario e si capisce da giacca e cravatta. I mobili, come si vede dalle foto odierne, sono gli stessi e anche la vterina; tra l'altro da oggi è stata ripristinata l'anta metal, quella a sinistra dove per anni ho esposto i lp di quel genere per i metallari che stazionavano davanti a noi. Poi la copertina del libro e la dedica di Maurizio.

 

 

 

 

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Diario del 22 gennaio

Diario del 22 gennaio
Il 4 dicembre 2011 nella rubrica Il Mondo visto da Disco Club parlavo della lotta per vincere il Campionato dell'anno dei Rompipalle. Ecco cosa scrivevo: "Dicevamo della lotta tra il biondo pluricampione e l'ex tassista, il vantaggio del primo sembrava assolutamente di tranquillità per l'undicesimo scudetto, ma un'improvvisa malattia lo ha costretto a casa per parecchio tempo: probabilmente le mie mancate risposte ai suoi saluti gli hanno provocato un aggravamento del suo stato depressivo. Tra l'altro proprio in quel periodo il taxista si è scatenato con un forcing che gli ha permesso di quasi annullare il gap con il lider maximo. Si presenta all'alba di lunedì con le sue solite liste informative (alcuni esempi? Eccoli: Carter, Bo- Dalhart, Vernon- Duncan, Johnny- Falcon, Joe- Jackson, Stonewall- Knox, Buddy- Knox, Buddy- Loesser, Frank.... Ne conoscete qualcuno?). Finito di snocciolarmi questi nomi, mi chiede "Quando arriva il pacco?", "Non prima di venerdì", "Bene allora ci rivediamo venerdì". Infatti alle 14:50 dello stesso lunedì eccolo che mi aspetta davanti alla porta, "Volevo ordinarti qualche disco di quelli della lista di questa mattina", "Ok" e si riparte daccapo, questa volta con l'ordinazione. Finita l'operazione se ne va dicendo "Allora ci vediamo venerdì". Infatti martedì all'alba è di nuovo lì con tre foglietti in mano; "Mi sono dimenticato due titoli" (in tre foglietti?). Ovviamente i titoli sono in realtà una decina, ma dopo ognuno mi dice "Ancora uno e ho finito e ti lascio in pace". La solfa continua così mattina e pomeriggio per tutta la settimana fino all'arrivo del fatidico pacco: ovviamente è presente quando il corriere porto il collo e la sua testa sostituisce quella del pluriespulso Carletto (che ovviamente si lamenta del diverso trattamento riservato a lui in questi casi, cartellino rosso e bastonata sulla zucca, non tenendo però conto che la sua azione disturbatrice dura da vent'anni contro i due del taxman) nel frapporsi tra i miei occhi e i cd. Alla fine però sbotto e gli intimo di passare una volta alla settimana, perchè non ho tempo da perdere. Pensavo di non ottenere un grande risultato e invece a sorpresa non lo vedo per tutta la settimana e quando mi chiama al giovedì per telefono mi dice "Scusa siccome posso venire solo una volta, mi dici quando arriva il pacco, così facciamo tutto insieme, ritiro i dischi e ti faccio l'ordinazione".
Ora il biondo è tornato per difendere la sua posizione, cosa che potrebbe riuscirgli visto che il tassista ha sorprendentemente ubbidito al mio diktat e si presenta solo una volta alla settimana, ma sarà, in ogni caso, sicuramente una vittoria sul filo di lana".
Incredibile sono passati quasi 10 anni e i protagonisti sono sempre gli stessi. Lasciando perdere il pluricampione sempre presente, l'ex taxista dal taxi giallo (ripresentatosi dopo anni di assenza per un mio doppio cartellino giallo, quindi rosso) ha trovato un nuovo rivale, quest'ultimo, un professore con la risata più irritante tra tutti i clienti, gli contende le attenzioni di Dario alla riapertura delle 15. Entrambi si presentano con in una mano un pizzino con su scritto i dischi da provare a ordinare. L'ex taxista per sicurezza si aggira davanti alla vetrina prima delle 15 e quindi batte l'ex professore (l'ho già detto ieri che siamo pieni di pensionati). Le poche volte che viene anticipato si isola in un angolo del negozio borbottando insulti contro il rivale ("che rompipalle!" sibila tra i denti). Li ho beccati in due match pomeridiani: nel primo, al tempo della postazione esterna di Dario, il Taxista si era fatto fregare, nel secondo i due contendenti erano agli angoli del ring in attesa dell'arbitro (Dario). Taxman c'era anche oggi, nonostante la pioggia, senza rivali, e ha concluso la sua performance col solito, "Domani non arriva niente, quindi non vengo" , ma poi aggiunge "A meno che non mi serva qualcosa". Domani alle 15 sarà qui.

 

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Diario del 21 gennaio

Diario del 21 gennaio
Il 26 novembre 2010 vi avevamo parlato nel nostro sito (vedi link) del nostro progetto di trasformare una villa del Pluriespulso nella Casa di Riposo Disco Club. Sono passati quindi più di 10 anni e il progetto non è ancora andato in porto. Allora oggi, per fare in maniera che i nostri pensionati, privati in questo momento degli scavi e dei campi da bocce, si distraessero un po', ho deciso di rivoluzionare interno ed esterno del negozio, infatti subito, prima tre e poi un quarto, si sono piazzati davanti alla vetrina. Nelle foto le opere in corso con i nostri spettatori e il risultato finale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

http://www.discoclub65.it/il-mondo-visto-da-disco-club/archivio-mainmenu-44/3907-il-mondo-visto-da-disco-club-la-casa-di-riposo.html?fbclid=IwAR0UJJ488N2AN4Oy1bW-wvOLE00GnQDl5_FAYJRqtpAEOhIAYlmxv-8DIfk

 

Top ten del mese

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