Il Diario di Disco Club

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Diario del 26 luglio
Ed eccolo il terzo pensionato: Mimmo, l'amante (platonico) di Emmylou Harris. Vi ho già raccontato del famoso concerto di Vienna della "signora del country", se non ve lo ricordate passate al venerdì pomeriggio e lui sarà ben felice di ripetere per la ventesima volta (e mi limito) la storia che si conclude sempre nella stessa maniera "i biglietti erano carissimi, ma chi se ne frega, si vive una volta sola, ed io ero stravaccato su una poltrona della prima fila a vedere cantare la signora del country". A proposito, per il Record Store Day di aprile era prevista l'uscita di un cofanetto con i primi lp di Emmylou, appena Mimmo lo sa si precipita ad ordinarli (anche se li ha già tutti), li ordino, ma dopo pochi giorni gli dico che non ho la certezza che arrivino. Angoscia, come fare? Si confessa col pluriespulso, che, vedendolo così disperato, gli propone "Te lo ordino dal negozio di Biella dove prendo dei dischi", telefona, passa il telefono a Mimmo ed ecco fatto, cofanetto ordinato. Siamo certi che arrivi? Mimmo è in ansia, un amico esperto di internet gli dice "Te lo ordino io in America", fatto anche questo terzo ordine. Pochi giorni dopo il RSD, il cofanetto arriva a noi, arriva a Biella e, chissà, forse arriva anche a Mimmo dagli USA. Risultato? Ora a Genova e a Biella campeggiano due copie invendute del mitico cofanetto. Mimmo è anche un po' (e mi limito) sbruffone, oggi arriva un cd di Connie Francis, Marco l'Elettrico glielo fa vedere, lui "Sai, quando uno ha a casa 385 cd, è difficile trovare qualcosa che non abbia". Dovrei fargli presente che, per mio fortuna, ho un bel po' di clienti che in casa hanno qualche (e anche qui mi limito) disco in più di lui, ma lascio perdere. Lui continua, "A ogni modo ci saranno le solite cose, almeno c'è Tango della Gelosia?" (ma non fa parte delle solite cose?), l'Elettrico, "I titoli sono in inglese, non so com'è il titolo in inglese", e Mimmo prontamente in perfetto inglese, "No, non è la gelosia".

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Diario del 25 luglio
Rieccoci con i pensionati. Oggi tocca al pittoresco Alessandro, harleysiano convinto e gran casinista. I suoi ingressi in negozio sono sempre uguali, entra tenendosi la patta e chiede, "Scusi, dov'è il bagno, mi scappa?", lasciando sbigottiti i clienti che non lo conoscono, anche per l'abbigliamento eccentrico e la bandana in testa (deve averne una collezione infinita), io rispondo, "Guardi che ha sbagliato porta, il bar è di fianco" e lo sbatto fuori tra gli sguardi sempre più sorpresi dei non habitué; a questo punto lui scoppia nella sua risata contagiosa, che rasserena l'ambiente, e parte a parlare; l'argomento odierno è la provenienza dei cantautori della scuola genovese, a parte Fabrizio De Andrè. Non ne azzecca uno: "Gino Paoli non è mica genovese, è nato a Viareggio", "Sbagliato, è nato a Monfalcone", "Davvero? Belin, non lo sapevo. Ad ogni modo nemmeno Bruno Lauzi è nato a Genova, è di Sestri Levante", "Risbagliato. E' nato in Eritrea ad Asmara", "Belin qui. Meno male che almeno uno è nato a Genova", "Chi è?", "Luigi Tenco!", "Ale, non ne azzecchi una. Speravo dicessi Umberto Bindi, almeno lui è nato a Bogliasco. Tenco era piemontese, di Ricaldone", "Ma cosa me ne frega a me (rafforzativo) dei cantautori genovesi. Lo sai che a me piace il southern rock, i Lynyrd Skynyrd, quelli sì che hanno il sangue nelle vene, non quelle lagne dei cantautori", "Avevano Ale, sono tutti morti".
Oggi al centro dell'attenzione c'è stata anche la "fragola". Qualche buontempone ha lasciato una fragola appoggiata sopra l'espositore dei cd. L'ha trovata Lorenzo e quando l'ha presa in mano mi è venuto da dirgli, "Adesso sei Lorenzo Fragola". Da qui l'idea di lanciare il rebus, ma il primo che ha risposto, Edoardo Pasteur, ha indovinato. Gli abbiamo messo da parte il premio: la fragola.
p.s. T-shirt della pecora nera arrivata a sei giorni, le pecore bianche reggono ancora bene.

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Diario del 24 luglio
Parliamo un po' dei nostri pensionati, cioè di quei nostri clienti storici che sono riusciti a diventare dipendenti dell'Inps.
Il numero uno non può essere altro che il Pluriespulso. Oggi indossa per il quinto giorno la t-shirt della pecora nera (vediamo se questa volta supera la barriera degli otto giorni raggiunta nel mese da altre due magliette); racconta un episodio, già ripetuto più di una volta con platea diversa (io sempre presente), accaduto quando ancora lavorava al pronto soccorso di San Martino, "Ero sul piazzale a fumarmi una sigaretta, quando mi si avvicina Bilancia", "Chi? Il serial killer?", "Sì, proprio lui, era di casa al pronto soccorso, mi dice 'Carlo fammi accendere la sigaretta', io prendo l'accendino e faccio per accendergliela, in quel momento una mano mi blocca, ' Tranquillo, la accendiamo noi', erano due poliziotti in borghese, che lo hanno spinto in una macchina e portato via". Il nostro Pluriespulso testimone dell'arresto del maggior assassino della storia criminale genovese, l'ultimo ad averlo visto libero. Questa storia, come detto, l'ho sentita più volte e ho dato per scontato che fosse vera, ma oggi, mentre la stavo scrivendo, sono andato a leggere wikipedia, ecco la sua versione dell'arresto: "Donato Bilancia venne arrestato il 6 maggio 1998, appena uscito da casa sua in via Leonardo Montaldo a Marassi". Sono da anni che ci attanaglia un dubbio, davvero il pluriespulso ha tre manifesti del concerto dei Beatles a Genova e il biglietto del concerto di Elvis Presley al Madison Square Garden che fine ha fatto?
p.s. Nei prossimi giorni altre puntate dedicate agli over

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Diario del 20 luglio
Per fortuna stasera suona Gabbani e così finisce il supplizio della prevendita. Siccome per molti prevendita significa comprare il biglietto poche ore prima del concerto, oggi ci hanno massacrato di telefonate, le "o" e le "u" di Discoclub si sono moltiplicate e abbiamo dovuto far fronte alle richieste più strane. Esempio, "Discooooocluuuub", donna, "Il polpo come lo facciamo, è buono al verde...", finalmente si accorge che io ho risposto e allora, "Pronto Orlandini?", "Mi spiace ha chiuso qualche anno fa", "E allora lei chi è?", "L'ho appena detto, Discoclub, anzi discoooocluuuub", "Ma li ha lei i biglietti di Gabbani?", "Per ora sì, ma tra poco vengono gli organizzatori a riprenderseli", "Allora facciamo così, lei me ne tiene cinque, quando vengo glieli pago, se vuole le do il numero della mia carta di credito", "?!?!?".
Ecco in negozio un'altra donna, è tutta sgarzellina, nonostante l'età non proprio verde, "Ha i biglietti di Gabbani?", "Sì, eccoli, quanti ne vuole?", mi guarda come se avessi fatto una domanda scema, "Ma uno, no?", glielo porgo, lei lo guarda delusissima, "Me l'aspettavo più grande" con la sua espressione da donna/bambina.
Oggi è rispuntato anche il Ciondolone, la domanda è la stessa, "Scusi se la disturbo, ma io ci tengo tanto, non sa mica come sta Milva?".
L'oscar odierno spetta però a una ragazza che ci chiede, "Avete dischi del 2017?", ovviamente viene subissata da battute e prese in giro di tutti i vecchi satiri del negozio (è simpatica e carina), lei non si tira indietro e alla fine si porta via una raccolta inutile di inutili successi estivi, ma è contenta (e anch'io, ho fatto fuori un altro pezzo dell'angolo della vergogna).
Quest'anno il pluriespulso (a proposito, oggi a pochi centimetri dall'ennesima espulsione, causa il vinile dell'ultima incisione di Chuck Berry, ordinato da un altro cliente e che lui sosteneva essere il suo) non ci vuole dare soddisfazione, anche la t-shirt Napapijri non ha passato gli otto giorni ed è stata sostituita da quella con la pecora nera, quelle bianche oggi erano veramente bianchissime!

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Diario del 19 luglio
Quello che mi sorprende ultimamente è il numero di ragazzi storditi che entrano in negozio e non storditi per "merito" di droghe o alcol, ma proprio al naturale. Qualcuno lo si distingue subito dall'aspetto, altri invece ti fregano come quello di oggi, un bel ragazzo e dallo sguardo sveglio. Entra e mi chiede, "Dove sono i cd degli Ac/Dc?", me lo aveva già chiesto pochi giorni fa, se lo è già dimenticato, eppure sono proprio lì, all'inizio della fila davanti a lui; glieli mostro e lui, "Sono il mio gruppo preferito", li guarda indeciso, "Vorrei prenderne uno, mi consiglia?", "Se sono i tuoi preferiti li avrai quasi tutti, no?", "No", "Ah, allora incomincia da quelli vecchi, il classico Back in Black", non lo convinco, è attratto dalla copertina di Rock or Bust, titubante, "Questo?", "E' l'ultimo, non è certo il migliore", un po' vergognoso, "A me piace questo", "E prenditi questo". Paga, ma non se ne va, "Posso chiederle ancora una cosa?", "E chiedila", "Avete qualcosa di dark?"; adesso questo cosa intenderà per dark? Glielo chiedo, "Tipo?", "I Darkness".

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Diario del 18 luglio
Chi passa in negozio, inevitabilmente, lo vede, perché non salta un giorno, chi non è assiduo o abita lontano (ad esempio Utri) no e ci chiede sue notizie; chi è? Il Pluriespulso.
Nelle estati di qualche anno fa si è esibito in performances difficilmente superabili, il record della maglietta indossata per più giorni consecutivi ad agosto è suo, 23 giorni con la t-shirt Sun Records.
Anche quest'anno la detentrice del primato ha fatto un rientro, ma di breve durata. I suoi quasi trent'anni si notano da tutta una serie di buchetti, che la fanno assomigliare a quel gioco della Settimana Enigmistica, in cui bisogna unire i punti per vedere un disegno; in questo caso è il contrario se si uniscono i buchi la scritta sparisce. Altre veterane si sono alternate, tipo la "Pecora Nera", un gregge di pecore bianche con in fondo una nera, che non è all'altezza della Sun perché dopo qualche giorno le bianche diventano grigie e si confondono con la nera; ma due settimane fa la sorpresa, si presenta dopo anni con una t-shirt nuova, mai indossata, con l'effige di Elvis, del resto anche lui ha fatto parte della scuderia Sun Records. Abbiamo puntato forte su questa, qualcuno si è sbilanciato a scommettere sul superamento del record, ma, probabilmente per colpa del Geometra che ogni giorno gli faceva il conteggio (6 giorni, 7 giorni, e lui "ma io non sudo") ha fatto sì che il tentativo di record abortisse dopo solo 8 giorni. Ora siamo tornati a una vecchia maglietta degli anni '90 (una Napapijri), con oggi sono 7 giorni. Vi tengo aggiornati.

Top ten del mese

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