Il Diario di Disco Club

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Diario del 5 marzo
Il freddo polare (per noi genovesi non abituati) ha portato in negozio un orso. Ad annunciarlo prima ancora dell'ingresso è un forte odore di bestino che assale le nostre papille olfattive; eccolo, entra e ci rendiamo conto di avere sbagliato, non è un orso bianco, quello che fuoriesce dal vestiario che lo ricopre è una folta peluria nera. E' venuto per annunciarmi una verità assoluta, "Quando i Rolling hanno fatto Sticky Fingers hanno messo in riga tutti, Jagger è la figura centrale per tutti noi, Lennon la sera dell'uscita non ha dormito", io "Perché?", l'orso "Era invidioso, avrebbe voluto farlo lui". Lo assecondo, spero se ne vada quanto prima, non perché sia pericoloso (sembra addomesticato), ma ha trasformato l'aria di Disco Club in quella di una gabbia del circo.
Telefono, "Discooocluuub", "Buongiorno, mi sa dire a chi posso chiedere come funziona un bilancino per testine?", io, interdetto, "A un negozio di alta fedeltà", lui "L'ho comprato da Amazon, è tanto carino, ma non so come funziona e a cosa serva. Non c'è nemmeno un libretto di istruzioni". Mi chiedo, ma perché l'ha comprato se non sa nemmeno a cosa serva, solo perché era "carino"? Lo dirotto "Vada da Auditorium in Galleria Mazzini", lui nemmeno questo sa, "Galleria Mazzini? Ma dove è?".

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Diario del 1 marzo

Diario del 1 marzo
Io ci sono, e voi? Il mio amico "negretto" sì, ha dormito anche questa notte qui davanti, nonostante il freddo e il nevischio, che svolazzava sotto i portici; l'ho mandato al bar Verdi a prendersi qualcosa di caldo. Una cliente ieri sera mi ha lasciato per lui un pacchetto di sigarette, la ringrazia. Il "guardiano" di Outsider è ancora al lavoro davanti alla loro vetrina.... Il primo cliente è già passato, mi aspettava fuori da un quarto d'ora (sono arrivato alle 8:30) e ha comprato il cofanettone dell'ultimo U2 (99€), forse è per questo che nevica.....

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Diario del 26 febbraio
Per interrompere questo eccesso di buonismo nei miei confronti, vi dirò che alla fine la presenza notturna del mio amico migrante mi fa anche un piacere, anzi direi che lo sfrutto. Lui si posiziona davanti alla porta e impedisce a chiunque di entrare e mi costa solo qualche pacco di biscotti e ogni tanto una colazione. Molto più economico di un abbonamento alla Lubrani e con una presenza continua e non un passaggio ogni qualche ora!
Oggi aspettavo il corriere che era in ritardo, mi sembra di vederlo all'inizio della strada e vorrei andare a vedere se ha il mio pacco. Il problema è che con me davanti alla vetrina c'è solo lo "strinato", il cleptomane di una puntata del Mondo visto da Disco Club sul sito. Infine decido di andare e apostrofo il cleptomane "Stai sulla porta e non far entrare nessuno, soprattutto non entrare tu".
C'è un vecchietto che da una settimana mi stressa. Vuole a tutti i costi un cd di Connie Francis con la canzone "Chitarra romana". Non c'è e nemmeno i miei fornitori lo hanno. Si trova solo una qualche edizione di case discografiche veramente scarse e non me la sento di dargliele, anche se forse a lui andrebbero bene. Torna anche oggi e mi lascia il suo numero di telefono "Avvisami se lo trovi". Missione quasi impossibile, poi cerco sul "temibile" Amazon ed ecco lì un cd che avevo anni fa con la canzone, ne hanno solo due copie, quasi quasi lo ordino, sì però il numero di telefono dov'è finito? Mi sa che il Maratoneta ha già fatto il suo lavoro pomeridiano, ha buttato via le scatole con la spazzatura fuori dal negozio e il biglietto era lì......

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Diario del 24 febbraio
Iniziare la mattina aumentando la propria autostima da soddisfazione. Uso il termine autostima perché è il più usato dai cronisti sportivi nelle loro telecronache, a quanto pare è determinante per i calciatori che avvenga un qualche accadimento che procuri un aumento dell'autostima, altrimenti si demoralizzano e non ne azzeccano una. Il mio benefattore è l'amico negretto (in senso affettuoso, in realtà sarà quasi un metro e novanta centimetri), quello che ormai mi fa da guardiano notturno al negozio. Al sabato arrivo sempre un po' dopo, così gli concedo una mezzora in più di sonno. Oggi però alle 8:40 dorme ancora, mi tocca di nuovo suonargli la sveglia con un calcetto alla serranda, i suoi occhi sbucano dalle coperte, "Ou, hai fatto tardi?" gli chiedo, lui mi sorride "Sì". Si alza e si sbriga a togliere i cartoni e le coperte, mentre io apro. Quando finisce, si affaccia sulla porta "Hai una broom?", lo guardo perplesso, lui fa un gesto che mi fa capire cosa intende: una scopa (lui sa l'inglese, io no). Gliela porto e lui si mette a scopare energicamente il porticato. Quando finisce mi chiama fuori, non entra mai in negozio, al massimo sulla soglia, mi indica il suolo pulito, "Va bene?", è perfetto, "Sì, grazie", ma lui mi spiazza "Grazie a te sei un grande uomo". Ecco qui l'autostima che sale alle stelle, probabilmente a questo punto potrei fare un gol in rovesciata! Lo mando al bar Verdi a prendersi un caffellatte con una brioche col cioccolato (intendiamoci, lo avevo già detto prima a Daiana di offrirgli la colazione, non mi sono fatto comprare da un complimento!).

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Diario del 8 febbraio
Oggi ingresso senza problemi, gli homeless se ne sono andati presto. In cambio non faccio in tempo ad entrare che già squilla il telefono, guardo il numero, non rispondo, cosa mai vorrà questo alle 8:40? Due minuti e di nuovo il telefono, stesso numero, stessa non risposta, il negozio apre alle 9:00. Altri cinque minuti, telefono, sempre lui, aspetto che smetta e guardo la lista delle chiamate perse: dalle 7:40 di questa mattina alle 8:47 ha chiamato sette volte! Cosa mai vorrà questo? Alla prossima rispondo. Telefono, stesso numero, gli lancio addosso un cattivissimo "DISCOOOOCUUUUB", un po' si spaventa, "Scusi", poi continua "Avete mica voi i biglietti per il concerto di Riki al Porto Antico del 9 luglio?", "Non li abbiamo e non li avremo, ma si rende conto che il concerto è tra CINQUEE MESIIII e UN GIORNOOO????". Poso. Ma oggi il telefono non mi da tregua, "Discooocluuuub", un anziano, almeno dalla voce, "Comprate dischi usati vecchi?", mi aspetto che come al solito mi voglia proporre i 78 giri e quindi metto le mani avanti, "Sì, ma dipende da cosa ha", lui "Dischi della seconda guerra mondiale e di Mussolini", "?!?!?".
Niente da fare, il telefono non mi molla, "Discooocluuuub", altro anziano (chissà se lui pensa la stessa cosa di me), "Volevo sapere se mi potete caricare una pennetta con delle canzoni", io "No, è proibito", lui "Ah sì? Una cassetta è invece possibile?", perdo un po' la pazienza, "I negozi non possono registrare niente, deve farselo lei da solo", lui "Io non sono capace. Avete dei vecchi lp?", vorrà mica chiedermi se gli registro i vecchi lp? "Sì, li abbiamo", e lui conclude, "Bene allora passo a vederli", "?!?!?".
La confusione tra i vari supporti continua con la signora di mezza età che entra subito dopo in negozio, "Scusi siamo un po' arretrati, ma è ancora possibile trovare in cd un disco tipo quello dei Maneskin?", "Sì" (confesso, lo abbiamo), lei "Meno male, pensavo che i cd non esistessero più", "?!?!?".

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Diario del 7 febbraio
Anche questa mattina due homeless mi aspettano davanti alla vetrina. No, non vogliono comprare un disco, dormono, uno a destra e uno a sinistra. Solito calcio alla vetrina e urlo "Devo entrare!". Quello a sinistra si alza velocemente e raccatta le sue cose, quello a destra non è molto d'accordo, "Cosa vuoi? Tu hai casa, noi no. Noi dormiamo qui". Non è il solito africano dei "biscotti", questo è rumeno e molto meno accondiscendente a lasciare il posto. Alla fine si alza, continuando a borbottarmi contro, e con una certa calma toglie i cartoni, le bottiglie di vino (vuote) e alla fine mi propone una tregua "Ci paghi il caffè?", io "Con quello che mi hai detto direi di no", lui (memoria lunga) "Anche l'altra volta mi hai detto di no" (mesi fa), io "Va bene ve lo pago, ma la prossima volta mettetevi davanti alla vetrina di Outsider, dovresti saperlo che lei apre alle dieci, mentre io arrivo alle otto e mezza", lui mi indica una calza dentro il vaso dei vicini "No, vedi, c'era quel negro di merda (sempre lui, il mio gentile amico dei biscotti)". "Divide et impera" era un motto degli antichi romani e vale sempre, così come la conseguente guerra tra poveri. Per il barbone rumeno il nemico non è il ricco, ma il migrante africano che gli ha fregato il posto davanti alla vetrina dove si può stare un'ora di più a dormire alla mattina.

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