Il Diario di Disco Club

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Diario del 13 dicembre
Stasera tocca al terzo pretendente: Bruno Scusssi. Ve lo ricordate? Il raddoppiatore seriale di consonanti, l'unico uomo con la pancia a punta, quello che ordina discografie intere di musssica gotttica e poi me le lascia, dicendo che non gli piacciono più. Quest'anno l'ho limitato, gli ho detto che non gli ordino più un disco fino a quando non compra quelli che mi ha mollato. Prova a scavalcarmi rivolgendosi a Dario, ma gli lancio un urlo da una parte all'altra del negozio e gli tolgo ogni illusione. Sparisce per qualche mese, in questo siamo aiutati dal fatto che si infatua della nostra vicina del bar Verdi, Veronica, le lancia baci dalla porta. E' un po' farfallone, perché è stato visto da nostri clienti fare la stessa cosa con altre bariste. Ieri rientra; dal Rock Britttannico, al Gotttico Nordico è passato al jazz (qui non può raddoppiare niente), mi chiede "Giancarlo, hai cofffanetti di jazz", senza guardarlo "No", lui, ripetente, "Non hai cofffanetti di jazz?", io, un po' più duro, "Nooo". Fa un rapido giro ed esce, va a lanciare bacini a Veronica.

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Diario del 12 dicembre
Eccoci al secondo pretendente al trono di re dei rompipalle di Disco Club: Ottavio.
Lo ricorderete già citato otto anni fa nella rubrica Il mondo visto da Disco Club, all'epoca scrivevo di lui: Il secondo posto assoluto nella classifica dei rompipalle per il 2010 se lo aggiudica Ottavio, vincitore della nuova categoria "rompipalle telefonici". Negli anni successivi la solfa non è cambiata, tanto da costringerci a registrare sul telefonino il suo numero in maniera da evitare di rispondergli. Lui, furbo, ha chiamato con un altro numero, registrato anche questo, Non è finita, altro cambio di numero e altra registrazione. Il mese scorso in un'ora ha chiamato sette volte! Il problema è che, non ricevendo risposta, ha pensato bene di presentarsi quasi quotidianamente in negozio, per mia fortuna nell'intervallo quando c'è Dario. Dario, come sapete, è troppo buono, ha dato, in mia assenza, l'abitudine a Ottavio di cambiargli i cd. Intendiamoci cd nuovi ancora sigillati, sì perché Ottavio compra, ad esempio, Harvest di Neil Young, il giorno dopo torna e lo riporta indietro e si fa dare "Nursery Crime" dei Genesis e continua così per un po' di giorni con altri titoli fino a quando chiude il giro facendosi dare di nuovo Harvest. Per sua sfiga l'altro giorno nell'intervallo c'ero io. E' arrivato On Every Street dei Dire Straits, lo ha ordinato lui, glielo do, lui "No, ne voglio un altro. L'ho ordinato in un momento impulsivo, ne prendo un altro", io "In che senso?", "Intanto lo vendi a qualcun altro, con Dario faccio così", "Allora aspetta Dario, così ne dico due anche a lui". La cosa finisce con un po' di schiamazzi miei contro di lui e il rientrante Dario, "Per te i cambi sono finiti. CAPITOOOO?".
Per due giorni non si vede e spero che l'abbia capita, illusione, lunedì torna e becca di nuovo me e sapete cosa fa? Tira fuori tre cd per cambiarli, non solo, senza vergogna, mi dice che uno di quelli non lo ha preso da noi. Seconda mia sfuriata, alla fine gli dico "Lo vuoi capire o no che io non posso comprare dischi da dei privati?" e lui, ineffabile, "Ma io non sono privato, io sono del pubblico". Lo caccio fuori.
Oggi arriva quando c'è anche Dario, compra un cd e mentre paga sento che si lamenta con Dario "Quando uno non ne ha più voglia, dovrebbe andare in pensione e lasciare spazio ai giovani". Che sia lui il vincitore per quest'anno?
p.s. Ovviamente quello che leggete è la traduzione dal linguaggio ottaviesco a un italiano comprensibile, ci vuole un po' di allenamento per capire quello che dice Ottavio.

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Diario del 11 dicembre

Diario del 11 dicembre
Anche quest'anno si avvia alla fine, fra otto giorni ci sarà il compleanno del negozio (53 anni!) e a seguire il riepilogo di questo 2018. Già su tutte le riviste sono partite le classifiche del disco migliore (oppure, secondo gli interessi, il libro, il film e così via). Qui da noi quella più longeva è la classifica del Rompipalle n. 1 del negozio. Per anni la vittoria è stata appanaggio del biondo. Ricordate? Quello che ha il record di ingressi nello stesso giorno (se ben ricordo 11), quello che immancabilmente appena dentro si piazza davanti alla cassa, tira fuori il suo fazzoletto, sempre lo stesso, ormai grigio, anzi marrone, e per 15 secondi ci delizia con delle furiose soffiate. Undici campionati consecutivi vinti è il suo record, penso imbattibile; poi ha avuto un momento di declino e qualche parvenu di passaggio gli ha soffiato il primato, nessuno però con la sua costanza. In quel periodo i farmaci prescritti per la sua depressione (anche se a dire il vero, la depressione la faceva venire a me al suo solo apparire), lo hanno rallentato, con lunghi periodi di assenza, anche se questi sufficienti per mantenerlo nei primi posti. Quest'anno ha tagliato di sua iniziativa le medicine e da un'andatura da bradipo è passato a una da mezzofondista keniano, sempre di corsa schizza da un negozio all'altro. Alle sette è già in giro, quando io arrivo verso le 8:20 è lì. Entra, non gli rivolgo la parola, se ne va, vola verso il mercatino dell'usato di Sampierdarena, torna in centro nel nostro reparto usato, poi si ricorda di essersi dimenticato di prendere un disco al mercatino dell'usato, di nuovo autobus ed eccolo di ritorno a Sampierdarena, per poco, eccolo avvistato alla Foce, poi via Fiasella e, ovviamente di nuovo da noi dove finalmente trova Dario che (ahi lui) gli da retta. Insomma un vero e proprio tourbillon. Riuscirà il nostro intrepido a conquistare di nuovo la vittoria? O forse dovrà lasciarla a Scussi, a Ivano, allo Psichiatrico, a Ottavio o a qualche altra new entry?
Nei prossimi giorni vi terrò informati.
(continua)

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Diario del 23 novembre
Ogni volta che per una qualche festa riguardante il commercio si parla anche dei negozi di dischi, ecco spuntare clienti (anzi ex clienti) che non vedo da anni. Anche oggi il Black Friday fa affacciare alla nostra porta due desaparecidos.
Il primo sporge timidamente la testa, mi guarda, lo riconosco "Ciao" gli dico, prende coraggio, entra "Ci sei sempre!?" (non ho ben afferrato se si trattava di un punto esclamativo o interrogativo).
Il secondo, più deciso, spalanca la porta e "Belin, ma siete ancora aperti!? – anche qui, esclamativo o interrogativo? – "E ci sei ancora tu!" (questo sicuramente esclamativo).
La mia risposta è uguale per entrambi, "Io non mi sono mai mosso di qui, al prossimo primo gennaio sono 44 anni, oltre ai 4 degli anni '70. Siete voi che siete spariti".
Ecco le risposte: il primo, "Eh, sai ormai scarico tutto, sono anni che non compro dischi"; il secondo, "Mi è più comodo comprare su Amazon, prendo tutto lì".
La loro conclusione è identica, "Sei un Highlander, mi raccomando resisti, sei una delle poche certezze della nostra città".
Se ne vanno con un "ciao" e senza comprare niente nemmeno oggi, si sa, gli Highlander vivono d'aria e, ogni tanto, un po' d'acqua...

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Diario del 30 ottobre
L'abito non fa il monaco, è un modo di dire che si addice perfettamente a questa giornata. Il primo cliente sembra tutto fuorché un riccone, però cambio idea quando parte col suo monologo, "Stia a sentire, stia a sentire, io ho le casse acustiche più care al mondo, stia a sentire, conosce qualcuno che possa essere interessato a delle casse Genesis. Stia a sentire, io e un mio amico di Torino abbiamo avuto l'occasione di prendere a metà prezzo il modello top, invece di 120.000€, solo 60.000€ (si fa per dire, penso io). Poi però lui ha un incidente con la moto, rimane sulla carrozzella, va in depressione e non vuole più saperne, così mi sono ritrovato addossato le Genesis", mi fa vedere la foto, un numero incredibile di woofer e tweeter ricoprono tutta una parete, "Mi stia a sentire, se a qualcuno interessano gliele cedo per solo 30.000€. E' un affare, no?", io "Se nei 30.000€ è compresa anche una casa per farcele stare, sì". Quando se ne va, rimango in compagnia di un altro nuovo cliente, che ha assistito alla scena, anche lui non si aspettava che "Stia a sentire" fosse un tipo granoso, ma la cosa non lo stupisce, "Non bisogna fermarsi alle apparenze. Stia a sentire, no, scusi, mi sono fatto condizionare. Dicevo, io sono un dottore di Piacenza, qualche settimana fa ero in un paesotto per una castagnata alla quale era abbinata una lotteria. Sono arrivati due pezzenti, dall'aspetto, e sa cosa hanno fatto?", non posso saperlo, è una domanda pleonastica, infatti lui continua "Hanno regalato all'ospedale locale un impianto di rianimazione!".
Dopo i due foresti arriva una vecchietta genovese, "Voglio un disco da sentirmi questo pomeriggio a casa mentre stiro". Adesso mi chiederà la Pausini o qualcosa di Radio Z, penso, invece, "Mi dia un cd dei Pink Floyd. Mio nipote mi dice che è da scemi comprarsi i dischi, ti faccio io una pennetta. Ma che pennetta e pennetta, a me piace avere un disco in mano". Se ne va con Atom, "La suite è bella, ma a me piacciono le canzoni del lato b del vinile".
Finalmente uno che mantiene le promesse. Entra e mi sembra un po' stordito. Mi domanda "Il nuovo degli U2 è tutto nuovo", "Non hanno fatto un disco nuovo", "Ah, e questa canzone dei Gossip (mi mostra un foglietto con un titolo) è nel nuovo?", "E' nell'ultimo, ma è uscito sei anni fa", lui non si rassegna "Non è uscito niente della musica che piace a me? Sa io sono andato in pensione e quindi sono un po' fuori". Ce ne eravamo accorti, ma con quel "quindi" cosa intende? Che quando uno va in pensione, va in automatico un po' fuori? Chiedo conferma ai miei tanti clienti pensionati.

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Diario del 18 ottobre

Diario del 18 ottobre
Il Maratoneta negli ultimi tempi si è entusiasmato per due cose: la prima, il fotomontaggio; un suo amico autista degli autobus gli ha insegnato a inserire il suo volto al posto di un cantante, in realtà sempre di Freddy Mercury. La seconda, Lita Ford, sì una delle Runaways, poi metallara solista. Su istagram si è iscritto nel fans club di Lita, oggi ha pubblicato nel profilo un suo fotomontaggio come vice Freddy, ed ecco la sorpresa che ha esaltato il nostro Maratoneta: Lita ha messo un like sulla foto! Oggi il suo ingresso in negozio eguaglia quasi quello famoso del ""Dinooooo, Dinooo, di Pisa", quando il capotreno pisano della freccia, gli ha regalato un euro. Invece di Dinooo, Litaaa.
Uscito lui alla ricerca di resti non ritirati nelle macchinette della stazione, entra un anziano, "Cerco dei cd, ma quelli da sentire in macchina". Non sapevo dell'esistenza di cd specifici per le macchine, tra l'altro lui ne cerca uno in particolare "quello di Marzari", lo deludo e lui "Pensi che quando ero giovane li avevo in 75 giri, se li ricorda i 75 giri?". Non me li ricordo e mi lascia nel dubbio, avrà avuto in casa 45 o 78 giri?

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