Il Diario di Disco Club

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Diario del 27 novembre
"Dinooooo, Dinooo, di Pisa, la frecciaaa", ci fa trovare un bel resâto (n.d.t. spavento) il Maratoneta. Entra urlando ed esultando come se avesse segnato un gol, mi mostra la ragione di tanto entusiasmo: un euro. Sì Dino, il capotreno pisano della freccia, gli ha regalato un euro, che gli serve per ridurre il suo debito per il cd marcato.
Dallo stesso treno è probabilmente scesa la ragazza fiorentina che entra poco dopo, "Posso farvi una richiesta, anche se so che sarà senza speranza", "Dimmi", "Cerco da tutte le parti il cd di Gatto Panceri del 1991 Cavoli amari", "Mi dispiace, non ho niente di Panceri", "Lo so, io sono così, mi piacciono i cantanti italiani", indica con un gesto circolare i dischi stranieri esposti intorno a lei "Sono ottusa, non capisco cosa dicono" e se ne va. Certo, penso che trovare quel disco di Gatto siano veramente cavoli amari.
Improbabile anche la richiesta del successivo cliente, "Voglio un cd di James Brown, ma di quelli che fanno muovere. Ne avevo uno, ma mi si è rotto, quello mi faceva scaldare. Lo mettevo su e gli andavo dietro con la batteria", "In casa?", "Sì", "Saranno stati contenti i vicini; come s'intitolava?", "Disco Inferno", "Non è di James Brown, è dei Trammps", "No, no, io voglio James Brown". Un altro evidentemente che cerca di soffiare il posto al Batterista di James Brown, anche se ha una quarantina di anni di più è anche lui un bambinone.

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Diario del 22 novembre
Li sento che sono ancora fuori dal negozio, parlano tra loro, "Io provo a chiederlo" dice la voce maschile ed infatti eccoli sulla porta. Coppia dell'entroterra, accento genovese e lui un fantastico riporto che gli gira intorno a tutta la testa, "Guardi io glielo chiedo, ma so che è difficile che lo abbiate. Cerco un cd con la canzone Europa dei Santana", io "E' in un disco del 1976, è normalmente in catalogo", interviene lei, quasi per vantarsene "Si figuri che io sono del sessanta", per non demoralizzarla non le dico che io invece sono del 1947. Riparte lui, tutto orgoglioso, "Pensi che io ho cinque cd di Fausto Papetti degli anni settanta, valgono un sacco di soldi, me li hanno già chiesti, ma io me li tengo ben stretti". Non gli faccio presente che il primo cd è apparso nel 1982 (e non era di Papetti), però effettivamente se lui ha cinque cd di Papetti degli anni settanta devono valere davvero un sacco di soldi.
La media età viene ancora alzata dalla successiva cliente, più vicina agli 80 che ai 70. Compra un cd di Fred Bongusto e ne vorrebbe un altro di Bruno Martino, ma su questo la deludiamo, "Non si trova niente", lei, dispiaciuta, "Peccato è per una zia, si è fissata con questi cantanti, sa, lei è vecchia".
Telefono, "Discooocluuuub", "E' Disco Club?", grugnisco un sì, "Vendete cd?", "Eh", "Avete mica Lady of Canton di Joni Mitchell?", "Noi abbiamo Ladies of the Canyon", "Ah, va bene, arrivo a prenderlo", e viene davvero....

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Diario del 17 novembre
Primo cliente della giornata Andrea (quello che mi chiamava Marcello). "Ciao Gianfranco", è già un miglioramento, almeno metà del nome lo ha azzeccato, "Hai la raccolta dei Tears For Fears che è uscita a novembre?", "Sì", "Allora me la tieni, Marcello?". Eh belin no, siamo daccapo, "Sì, te la metto via", "Grazie Marcello" e se ne va, ma rientra subito, "Ci ho ripensato, dammela subito", paga e se ne va, sulla porta mi saluta, "Ciao Giancarlo", eureka!!!
Telefono, "Discooocluuuub", voce da anziana "Pronto, ha il disco di Celentano e Mina Le migliori?", "Sì", "Mi dice quanto costa, che cerco di mandare qualcuno a prenderlo", poi ci ripensa "Può mica spedirlo? Sa, abito lontano", "Dove signora?", "A Voltri".
Aggiornamento sui records del Pluriespulso, la camicia jeans ha chiuso a 58 giorni, non credo che avrà un'altra chance di miglioramento, perché mi sembrava alquanto provata dalla lunga permanenza addosso al Pluriespulso e penso che sia stato il suo canto del cigno.

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Diario del 16 novembre
Tanti anni fa, quando io ero bambino (non parlo dell'ottocento, ma degli anni '50/60' del novecento), nei negozi alimentari quando si faceva la spesa si concludeva con la formula magica "segnalo sul conto", e il commerciante prendeva il suo libretto dove segnava il dare e avere (tipo banca) dei clienti. Oggi Sergio, ormai l'ennesimo pensionato del negozio, viene a ritirare il cd dei Moby Grape ordinato dall'Olanda, ma non paga, mi dice "Segnalo, lo vengo a pagare quando prendo la quattordicesima", "La quattordicesima? Belin Sergio è a giugno", "No, volevo dire la tredicesima. Oggi ho speso un capitale qui" e mi indica il sacchetto di un negozio di abbigliamento, io "Non potevi farti segnare da loro e pagare me?", "No, loro non marcano. Stai tranquillo, è come averli in banca. Lo sai che sono qui tutti i giorni", "Appunto, se ogni giorno ti fai segnare qualcosa... e poi, Sergio, ormai abbiamo una certa età". Se ne va toccandosi, ma non paga.
Il Maratoneta è anche lui pensionato, non di anzianità, e oggi prende il cd dei Queen "A Kind of Magic" e dice "segnalo"; "Ou, per cosa mi avete preso? Per il banco dei pegni?", e il Maratoneta parte con uno dei suoi soliloqui incomprensibili, "Tranquillo, sono qui tutti i giorni (oggi l'avevo già sentita). Cassetto a casa cinque, freccia d'oro Roberto uno, macchine biglietti, tac, colpo secco e resto, poi amici tranvieri e..", lo interrompo e lo spingo fuori, "Vai allora in stazione". Va e torna col bottino 80 centesimi.
p.s. Non pensate domani di venire e dire "Marcalo sul conto"

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Diario del 15 novembre
Richieste varie. Signore, "So che c'è la cover con un angelo, sapete di chi è?", "In che senso?", "E' di un gruppo, so che c'entra Staglieno", io e Dario all'unisono "I Joy Division!", gli facciamo vedere il disco e lui "Grazie" e se ne va.
Anziana, "Vorrei un disco con Hallelujah di quel ragazzo che ha vinto ad Amici"; sarà anche anziana, anzi vecchia, ma questa non gliela passo, "No e non posso procurarla, abbiamo l'originale di...", mi interrompe "Ah sì, l'ha cantata anche quel negro", "Non è un nero, è, anzi era, canadese, oppure la versione di Jeff Buckley, la più famosa". Lei è confusa, "Senta, se io prendo una di queste e poi non va bene, posso portargliela indietro e prendere l'altra?", "Quale altra?", "Quella di quello di Amici", "NOOOOOO".
Cliente (parola un po' grossa per identificarlo) che viene da anni (ho detto viene, non compra), cerca i cd di Sacco ex cantante dei Nomadi, poi mi mostra il biglietto del concerto, "Sai dov'è questo teatro?", "Non sai dov'è il Politeama Genovese? Vicino a piazza Corvetto", lui mi guarda interdetto "E dov'è piazza Corvetto? Sai io sono di Sestri", "Levante?", "No, Ponente", "PONENTE? E non sai dov'è piazza Corvetto? Comprati un navigatore!".

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Diario del 14 novembre
Ieri il pigiama party, la settimana scorsa la cagatina del cagnolino calpestata da Dario, nei mesi scorsi il record della t-shirt del Pluriespulso (tra l'altro oggi arrivato a un incredibile nuovo record: 58 giorni di "indossamento" della stessa camicia jeans, sempre più scolorita e sdrucita), ma non sempre le cose in negozio vanno così. Può capitare che entri la moglie di un vecchio cliente e amico, conosciuto ormai 45 anni fa, e tutto cambia, la voglia di ridere passa e il colore della giornata s'incupisce. Sì, ci ha lasciato Mimmo, il maggior fan di Emmylou Harris, detentore anche di un altro primato: l'espulsione di maggior durata. Sì, i nostri rapporti non sono mai stati troppo idilliaci. Troppo diversi noi due, opposte idee politiche e calcistiche, lontanissimi musicalmente, persino nel motociclismo nemici (lui per Biaggi, io per Rossi), in tutti questi anni non c'è mai stata una cosa su cui eravamo d'accordo. Sì, però alla fine eravamo amici, e adesso con chi potrò discutere accanitamente? Mancherà a me e agli amici coi quali passava il giovedì pomeriggio in negozio o davanti alla vetrina, come ancora è successo il 26 ottobre, giorno della sua ultima presenza. Lo voglio ricordare con la sua frase più celebre, ripetuta a tutti i nuovi amici che incontrava qui: "Non ho mai goduto tanto come quando sono andato a Vienna a vedere il concerto di Emmylou Harris, i biglietti erano carissimi, ma chi se ne frega, si vive una volta sola, ed io ero stravaccato su una poltrona della prima fila a vedere cantare la signora del country". E' vero Mimmo, si vive una volta sola e per fortuna tu non hai rinunciato a quel concerto e hai coronato il tuo sogno. Ciao rompipalle.
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