Il Diario di Disco Club

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Diario del 29 agosto
Telefono, "Discoocluuub", "Pronto, buongiorno, sono a Genova da qualche giorno, sono un collezionista, cerco il cartonato pubblicitario dell'ultimo disco dei Decibel", "Mi dispiace, non l'ho mai avuto".
Appena poso entra un signore, mi porge un foglietto con un numero, "Devo fare la ricarica di 10 € del telefonino". Lo liquido mentre squilla di nuovo il telefono, "Discooocluuuuub", "Pronto buongiorno, sono un collezionista, sto facendo una ricerca, vorrei il cart....", "....onato dei Decibel, NON LO ABBIAMOOOO".
Nell'atletica leggera, quando si parla di un record storico difficilmente battibile, si cita sempre il famoso salto in lungo di Bob Beamon: 8,90 alle Olimpiadi del 1968 di Città del Messico. Per batterlo ci sono voluti la bellezza di 23 anni. E 23 è un numero ricorrente anche per un altro record, non così importante in generale, ma per le nostre narici sì, i giorni consecutivi di "indossamento" di una t-shirt da parte di un nostro cliente, record detenuto dalla famosa Sun Records del Pluriespulso. Bene, ora c'è in corso un serio tentativo di battere questo record storico, la t-shirt dei Beatles sempre del Pluriespulso ha raggiunto i 19 giorni! Tra gli habitué c'è ansia, cadrà il record? Ormai vengo informato ancora prima che entri il Pluriespulso, c'è sempre qualcuno che entra esultante "Ce l'ha ancora!". Adesso però sorge un problema, se la maglietta resiste fino a sabato sono esattamente 23 giorni, che eguaglia, ma non supera il record. Mi toccherà mica aprire domenica per poter convalidare il nuovo record?

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Diario del 23 agosto
Agosto, mese di vacanze, ma non per tutti: il Centro di Saluta Mentale Discoclub è aperto, altrimenti dove potrebbero andare il Maratoneta, Marcello Andrea, Quasimodo, Scussssi, il Ciondolone, il Rompiballe n.1 e in aggiunta qualche new entry, piombato qui per la chiusura estiva della sua Casa di Salute preferita. Manca solo uno: il batterista di James Brown, ma è giustificato, è in trasferta. Come faccio a saperlo? Nella mia settimana di ferie in Val d'Aosta, un pomeriggio ero in giro per Morgex, quando ecco che mi sbuca davanti a passo di carica una figura ben conosciuta, sì, proprio lui, il batterista di James Brown! Temo che mi veda e che come al solito si metta a rendere noto a tutti chi sono "E' Gian! E' mio amico, E' quello di Disco Club", a Morgex non avrebbero avuto un grande interesse a sapere chi sono e cosa è Disco Club. Ma lui per fortuna continua la sua corsa, cercano di bloccarlo dei ragazzotti con un "Ciao grande", ma lui non considera quattro paesanotti, lui è il BATTERISTA DI JAMES BROWN!!!
Agosto, mese di campionato. Quello di calcio? No, quello della t-shirt più puzzolente. Oggi c'è stato uno scontro decisivo, per dieci minuti tutti i pretendenti alla vittoria si sono affrontati, mettendo in fuga i clienti, davanti al mio banco: Scussssi, il Pluriespulso, U Megu e il Maratoneta. Sembrava che si fossero messi d'accordo, a turno uno alla volta usciva, così era più facile giudicare il livello di puzza dell'altro. Alla fin fine non c'è stata partita, la giuria, composta da me, mia moglie e due clienti, ha decretato vincitore nettamente il Pluriespulso, che oggi indossava per il dodicesimo giorno consecutivo la maglietta dei Beatles! Scusssi vince la classifica di maggior "sudatore" del negozio, dopo dieci minuti di permanenza nel clima "temperato" di Discoclub la sua maglia è completamente bagnata, ma questo non gli basta per battere il campione, lui si cambia tutti i giorni e si accontenta del secondo posto davanti per un niente a U Megu, anche la sua t-shirt Greece ha passato molte battaglie, ma, come dice lui, "La metto solo al pomeriggio", questo gli consente di incidere meno sull'olfatto dei presenti. Il Maratoneta deve ancora fare i suoi 20 chilometri quotidiani e rimane giù dal podio, anche se la maglietta è la stessa dei due giorni precedenti e quindi ha già fatto 40 chilometri. Capitan Achab conclude la tenzone con "Che clienti puzzolenti hai!".
Quando rimango solo, per riprendermi, metto sul un disco uscito il 23 agosto 1994, ventitre anni fa e, per me, resta il più bello di tutto questo periodo: Grace di Jeff Buckley.

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Diario del 28 luglio

Diario del 28 luglio
Ieri sono arrivate le novità settimanali. Nonostante il periodo estivo sono state sufficienti a farmi cambiare metà della vetrina. Sono uscito fuori ad ammirarla e mi sono reso conto che dovrei cambiare il cartello che avevo scritto qualche anno fa. Ve lo ricordate? Era questo: "Lo so non conosci quasi nessuno dei cd in vetrina, ma è proprio per questo che sono ancora aperto". Ora forse dovrei scrivere così: "Lo so non conosco quasi nessuno dei cd in vetrina, nonostante questo sono ancora aperto". Negli ultimi tempi il numero di nuove uscite settimanali è veramente esagerato ed è impossibile stare dietro a questa massa di musica che si riversa in negozio.
Dopo Gabbani a torturarci con telefonate varie sono stati i fans dei Pirati dei Carruggi. Incomincia all'alba una ragazza, "Buona sera, anzi, no, scusi, buongiorno. Avete i biglietti per lo spettacolo di stasera?", "No, è più di un mese che li vendo, ormai sono finiti. Prevendita vuole dire comprarli prima i biglietti, non il giorno stesso", "Ah, sì, ha ragione. Ad ogni modo, buona serata". Niente da fare, questa confonde il giorno con la sera,
A proposito di concerti, un nostro cliente è stato a vedere il Gezmataz Festival e ha tratto queste conclusioni: "Il jazz dal vivo mi piace anche, ma in disco non riesco a sentirlo, mi fa venire l'abbacchio".
Concludiamo col Pluriespulso. Ieri ha fatto il furbo, si è presentato con una nuova t-shirt (doveva avere un appuntamento galante), ma oggi eccolo qui con la sua Pecora Nera. Cosa devo fare, posso continuare il conteggio o devo ricominciare daccapo?

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Diario del 27 luglio
Il primo cliente del mattino, ben prima delle nove, è il Ciondolone. Incomincia a parlare quando è ancora fuori, "Sono sempre io", poi entra, "Scusi, non vorrei disturbarla, ma vorrei farle una domanda"; alé, adesso mi chiede come sta Milva, penso, invece no, "Lei conosce Morandi e Celentano, sa chi sono, vero? I cantanti", "Sì, li conosco", "Bene, mi dica, come stanno?", lo rassicuro, "Bene, stanno bene". Ci vuole poco a fare una persona felice, lui è entusiasta per la buona salute dei due, se ne va quasi saltellando, per quanto glielo permetta il suo fisico, mi affaccio dalla vetrina e lo vedo che prima parte deciso verso destra, poi sterza a sinistra sempre sorridendo e parlando da solo. Domani vorrà sapere lo stato di salute di qualche altro cantante degli anni sessanta?
Sono ancora con la testa in vetrina che ammiro l'esibizione del Ciondolone, quando sento un "Ciao Marcello"; si sono dati il cambio, ora tocca ad Andrea/Marcello (che poi Marcello per lui sarei io). Finalmente dopo decenni si stacca dai Duran Duran, oggi mi chiede Simple Minds e Soft Cell, ma da un po' di tempo gli sta a cuore un'altra cosa: tenermi informato sul suo personale calendario; oggi tocca a: "Marcello, lo sai che il 3 agosto sono vent'anni e sei mesi che sono in manicomio, anzi adesso devo rientrare. Ciao Marcello".
Il Pluriespulso non è più lo stesso, anche la t-shirt Pecora Nera ha già lasciato il posto dopo solo sette giorni a un'altra e per di più anche questa nuova (gliel'ha portata dalla Grecia qualche anno fa il Geometra, ma lui non l'aveva ancora messa). Penso proprio che i 23 giorni del record antico rimarranno imbattuti.

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Diario del 26 luglio
Ed eccolo il terzo pensionato: Mimmo, l'amante (platonico) di Emmylou Harris. Vi ho già raccontato del famoso concerto di Vienna della "signora del country", se non ve lo ricordate passate al venerdì pomeriggio e lui sarà ben felice di ripetere per la ventesima volta (e mi limito) la storia che si conclude sempre nella stessa maniera "i biglietti erano carissimi, ma chi se ne frega, si vive una volta sola, ed io ero stravaccato su una poltrona della prima fila a vedere cantare la signora del country". A proposito, per il Record Store Day di aprile era prevista l'uscita di un cofanetto con i primi lp di Emmylou, appena Mimmo lo sa si precipita ad ordinarli (anche se li ha già tutti), li ordino, ma dopo pochi giorni gli dico che non ho la certezza che arrivino. Angoscia, come fare? Si confessa col pluriespulso, che, vedendolo così disperato, gli propone "Te lo ordino dal negozio di Biella dove prendo dei dischi", telefona, passa il telefono a Mimmo ed ecco fatto, cofanetto ordinato. Siamo certi che arrivi? Mimmo è in ansia, un amico esperto di internet gli dice "Te lo ordino io in America", fatto anche questo terzo ordine. Pochi giorni dopo il RSD, il cofanetto arriva a noi, arriva a Biella e, chissà, forse arriva anche a Mimmo dagli USA. Risultato? Ora a Genova e a Biella campeggiano due copie invendute del mitico cofanetto. Mimmo è anche un po' (e mi limito) sbruffone, oggi arriva un cd di Connie Francis, Marco l'Elettrico glielo fa vedere, lui "Sai, quando uno ha a casa 385 cd, è difficile trovare qualcosa che non abbia". Dovrei fargli presente che, per mio fortuna, ho un bel po' di clienti che in casa hanno qualche (e anche qui mi limito) disco in più di lui, ma lascio perdere. Lui continua, "A ogni modo ci saranno le solite cose, almeno c'è Tango della Gelosia?" (ma non fa parte delle solite cose?), l'Elettrico, "I titoli sono in inglese, non so com'è il titolo in inglese", e Mimmo prontamente in perfetto inglese, "No, non è la gelosia".

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Diario del 25 luglio
Rieccoci con i pensionati. Oggi tocca al pittoresco Alessandro, harleysiano convinto e gran casinista. I suoi ingressi in negozio sono sempre uguali, entra tenendosi la patta e chiede, "Scusi, dov'è il bagno, mi scappa?", lasciando sbigottiti i clienti che non lo conoscono, anche per l'abbigliamento eccentrico e la bandana in testa (deve averne una collezione infinita), io rispondo, "Guardi che ha sbagliato porta, il bar è di fianco" e lo sbatto fuori tra gli sguardi sempre più sorpresi dei non habitué; a questo punto lui scoppia nella sua risata contagiosa, che rasserena l'ambiente, e parte a parlare; l'argomento odierno è la provenienza dei cantautori della scuola genovese, a parte Fabrizio De Andrè. Non ne azzecca uno: "Gino Paoli non è mica genovese, è nato a Viareggio", "Sbagliato, è nato a Monfalcone", "Davvero? Belin, non lo sapevo. Ad ogni modo nemmeno Bruno Lauzi è nato a Genova, è di Sestri Levante", "Risbagliato. E' nato in Eritrea ad Asmara", "Belin qui. Meno male che almeno uno è nato a Genova", "Chi è?", "Luigi Tenco!", "Ale, non ne azzecchi una. Speravo dicessi Umberto Bindi, almeno lui è nato a Bogliasco. Tenco era piemontese, di Ricaldone", "Ma cosa me ne frega a me (rafforzativo) dei cantautori genovesi. Lo sai che a me piace il southern rock, i Lynyrd Skynyrd, quelli sì che hanno il sangue nelle vene, non quelle lagne dei cantautori", "Avevano Ale, sono tutti morti".
Oggi al centro dell'attenzione c'è stata anche la "fragola". Qualche buontempone ha lasciato una fragola appoggiata sopra l'espositore dei cd. L'ha trovata Lorenzo e quando l'ha presa in mano mi è venuto da dirgli, "Adesso sei Lorenzo Fragola". Da qui l'idea di lanciare il rebus, ma il primo che ha risposto, Edoardo Pasteur, ha indovinato. Gli abbiamo messo da parte il premio: la fragola.
p.s. T-shirt della pecora nera arrivata a sei giorni, le pecore bianche reggono ancora bene.

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