Il Diario di Disco Club

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 20 maggio
Signora un po' "ariosa", "Cerco un cd di Cristina D'Avena, però non con i pezzi soliti perché quelli li abbiamo scaricati", io "Direi che è difficile", lei, scandalizzata " Ma come un negozio di dischi dovrebbe averli, bisogna pensare anche ai bambini, se non lo trovo qui dove lo trovo", io, modestamente, "Da nessuna parte", lei, ormai furiosa, ci lascia con un "Che mondo!"
Proprio l'opposto l'anziano che entra dopo di lei. Si sente quasi in colpa quando mi chiede "Non me ne vogliate, ma avete ancora cd di Claudio Villa?". Mi dispiace non accontentarlo, ma Claudio Villa è in testa alla mia lista nera già da sessantanni, ben venti prima di Pupo.
Ecco l'esponente di un'altra categoria "i non amanti della musica, ma dell'oggetto che la trasmette", "Sono un maniaco di hi-fi, cerco un vinile di Patricia Barber a 45 gradi".
Oggi proprio non accontento i clienti (si fa per dire), Anche questo se ne va a mani vuote. Ecco la sua richiesta, "Voglio un cd con musica per un compleanno"
La serie continua: "Non so come porre la domanda, cerco un vinile colorato di musica rock, che avevo tanti anni fa. Non mi ricordo nemmeno un titolo", io "L'artista?", lui "No, so solo che era colorato ed era rock".
Ancora, ragazza, "Avete le etichette per i vinili 45 o 33?".
Altra ragazza, "Dove sono i vinili vintage?".
Signora, vede un cliente "Posso chiedere a lei?", lui "No, io non c'entro", lei "Ah l'avevo visto con la barba" (???). Cosa cercava? "Vorrei il disco di quel concorrente di Amici con quella bella voce da cantante lirico". La cassa tace anche in questo caso.
Quello che si aggira per il negozio a curiosare tutti gli scaffali, forse, ci darà soddisfazione. Guardiamo cosa cerca. "Senta, negli anni sessanta a Loano suonava un complesso, Los Merenderos, musica bella, non come quella da drogati di adesso, rap, trap, prep... Avete qualcosa?". Secondo voi il mio dito ha potuto finalmente toccare i tasti della cassa?
Rimango solo, davanti alla vetrina tre ragazzi parlano di prossime uscite. Uno chiede all'amico, "Sai quando esce il nuovo disco di Bruce?". Il suo amico non lo sa, io sì. Metto sulle casse esterne la nuova canzone di Springsteen e col microfono (sì, ho comprato un microfono, così posso interagire con quelli che non entrano) gli annuncio "Il 14 giugno". Lui entra e mi ringrazia. Oggi non compra, ma il 14 giugno, forse, sì.

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 11 aprile
Ogni volta che si avvicina una qualche occasione per la quale si parla dei negozi di dischi spuntano miei vecchi clienti che non vedo da decenni. Adesso si sta avvicinando il giorno del Record Store Day, la festa mondiale dei piccoli negozi di dischi. A proposito ricordatevi, sabato, oltre a venire a comprare le edizioni limitate in vinile che usciranno per quel giorno, dalle 17.00 si esibiranno davanti alla vetrina i Big Fat Mama con un cantante d'eccezione: il nostro Dario!
Torniamo ai vecchi clienti. Uno si ricorda di quando era abbonato alla nostra rivista, Pop Records, e mi chiede "Sono ancora abbonato? Perché non mi è più arrivata". Ho paura di svegliarlo bruscamente, tipo la madre di Good Bye, Lenin!, il fatto è che in quel film si trattava di otto mesi, qui di quasi 44 anni. Rimango nel vago, "Purtroppo non lo facciamo più", lui "Peccato era bello. Ma io sono ancora iscritto?", non lo deludo, "Sì, sì, ci sei ancora".
Ecco un altro. Compra un disco e, trattenendo le lacrime per la commozione, "Pensa, il primo disco l'ho comprato qui nel 1973. Tu c'eri, vero?", "Sì, c'ero", e lui sempre più commosso "E l'ultimo anche" e fugge.
Sullo stesso tema il mio miglior cliente di Vobbia (gli piace vincere facile, è l'unico che compra dischi nel paese). Conclude sempre le sue visite con "Non so se ci vedremo ancora". Questa volta va oltre, "Devo dire a mia moglie che, se dovesse succedere, porti i miei dischi a voi. Mi raccomando resistete", io "Tranquillo, accontenterò tutte le vostre vedove".

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 10 aprile

Primo cliente del giorno un anziano, “Avete quel macchinario professionale per pulire i dvd?”, io “I lettori?”, lui “No, i dischi, ho un film con Nicole Kidman e non si vede più bene”. Non un ragazzino, ma più giovane il secondo. Ci racconta la sua lunga frequentazione del negozio e in particolare di un episodio, “Tu non te lo ricorderai nemmeno, nel 1979 ero qui con un amico e lui ti ha chiesto se sapevi quale era quella canzone nuova che si sentiva sempre alla radio, gli hai chiesto di chi era, ma lui non conosceva l’autore, allora gli dici, ma come fa?, e lui la la la la, ma proprio così, liscio liscio senza nessuna intonazione, rido ancora adesso se penso alla tua faccia. Ah poi abbiamo scoperto che la canzone era Born to be Alive di Patrick Hernandez. Non te lo ricordavi vero?”. Tutto molto divertente, ma effettivamente non me lo ricordavo anche perché nel 1979 io ero sì a Disco Club, ma quello di Santa Margherita. Terzo, e per oggi chiudo, “Avete dischi di tango?”, “Mi dispiace, no”. Lui gira un po’ per il negozio, poi torna, abbastanza adirato, con in mano un cd, “Lei mi ha detto che non avete tango e invece eccolo uno”, guardo il disco, “Non è proprio tango”, lui mi interrompe, “Come no? C’è scritto sopra”, io “ C’è andato vicino, ma questo è Django”, era un cd di Django Reinhardt.

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 8 aprile
Arrivo davanti al negozio e ci trovo di tutto, avanzi di mangiare, lattina di birra, scartoffie varie. Pulisco e, sorpresa, sotto la spazzatura spuntano due euro. Evidentemente mi hanno pagato il disturbo. Effettivamente l'altro giorno c'era meno "rumenta" e solo cinquanta centesimi.
Entro come al solito ben prima delle nove. Sto accendendo il computer con ancora le luci spente, quando entra l'uomo eco (quello che ripete sempre le ultime parole che gli rivolgo), ""Non è ancora aperto di là?" (ottimista, intende il reparto usato), sono lapidario "Nemmeno io", lo confondo e ripete "Nemmeno io", si accorge dell'errore "Nemmeno tu" ed esce.
Due telefonate. "Discooocluuuub", "Voi affittate anche film?", "Anche???".
Altro cliente telefonico, "Vorrei ordinare un disco di Oldfield". Lo troviamo e glielo ordiniamo, Dario "Come ti chiami?", "Devo dare il nome vero?", Dario "Fai tu", "Allora Alì". Dopo un po' squilla di nuovo il telefono, "Discooocluuub" (questa volta sono io), lui "Sono Gianfranco, quello di prima", io "Prima quando?", "Quello di Oldfield", "Ma non eri Alì", "Ah è vero, vi ho detto Alì", "???".
Veniamo ai clienti storici. Ci sono sempre, tranquilli. Il Pluriespulso è quotidiano come al solito. Ha tirato fuori dall'armadio l'abbigliamento da mezza stagione: la giacchetta grigia, camicia e calzoni jeans sdruciti per l'anzianità. Lui, previdente li ha preservati per qualche lustro, tenendoli lontani dalla lavatrice e, vi assicuro, si vede e, soprattutto, si sente. Oggi con l'amico Francesco stavamo parlando di storia (beh, cosa c'è di strano? Mica parliamo solo di belinate). L'argomento era il medioevo, delle scomodità dell'epoca, dei liquami buttati in strada... Ecco a questo punto interviene il Pluriespulso, "A quei tempi non avevano nemmeno le strade asfaltate", "!!!".

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 18 marzo
E' un po' che non ci si sente, vero? Non preoccupatevi, non è che i miei clienti si siano improvvisamente rinsaviti, sono io che mi sono un po' impigrito. Oggi un cliente mi ha detto che sua figlia, finito il liceo, vuole intraprendere un qualche corso per la cura delle persone psicolabili, gli ho proposto di mandare la figlia da noi, avrebbe un bel campione da studiare.
Tipo, il protagonista del Diario del 10 gennaio 2018 (ecco il link, http://www.discoclub65.it/prossime-uscite-menuright-79/6833-diario-del-10-gennaio.html), quello con la faccia rotonda da porcello, fan di Amandla di Miles Davis. Questa mattina è il primo ad entrare, "Gianni Carlo (sarei io), è uscito l'ultimo di Louis Armstrong?", "No, è morto, non lo sapevi? Lo hanno scritto anche su televideo", lui, spiritoso, "Ha trombato troppo!!" e come tutte le mattine quando passa, mi invita "Vieni a prendere un caffè al bar Verdi, dai", io, "No, grazie, prendo solo due caffè al giorno, sennò MI INNERVOSISCO TROPPO!!!!", gli urlo dietro, un po' lo spavento e ritirandosi mi dice "Mi sa che ne hai già presi più di due, sei già abbastanza nervoso" e batte in ritirata.
Tipo, Andrea, quello che all'improvviso ha incominciato a chiamarmi Marcello, dopo avermi chiamato per anni Gian, e che ultimamente, su consiglio di una sua amica, è tornato a chiamarmi Giancarlo. I suoi idoli rimangono i Duran Duran, ma non trova più niente che non abbia. Allora è passato ai Sex Pistols, la ricerca qui è durata poco, Vicious non ha avuto molto tempo per fare tanti dischi; non si rassegna però e ogni tanto passa alla ricerca di qualche novità. Eccolo anche oggi, "Ciao Giancarlo, qualcosa di nuovo dei Sex Pistols?", io "Andrea, te l'ho già detto, hai preso tutto", lui, rassegnato, se ne va e sulla porta mi saluta "Ciao Marcello".
Tipo, il cliente sordo, il più anomalo tra i clienti di un negozio di dischi. Per anni ho cercato di dissuaderlo all'acquisto di dischi (mi sembrava di rubargli i soldi), ma niente da fare, lui non si rassegnava. Poi ha frainteso la mia poca voglia di servirlo e si è trasferito da dei miei concorrenti. Oggi è riapparso con un saccone pieno, "Quando apre il reparto usato, ho da vendergli un mucchio di cd". Si è rassegnato.
Tipo, un nuovo cliente. Cerca per un amico una raccolta degli UB 40, io "In negozio non ce l'ho, ma posso ordinargliela in Olanda", lui "Va bene, ma se poi non lo vuole, sa io sono la testa di ariete, mi hanno mandato in avanscoperta", io "Costa 9 euro, quando vuole, lo ordino", lui "Beh, se costa così poco me lo ordini subito". Invio l'ordine e dopo tre minuti lui rientra "Disdico l'ordine (peccato che ormai lo avevo fatto), ha visto che sono corretto, sono venuto a dirglielo subito, sa io sono la testa di ariete". A me sembrava che fosse un altro tipo di testa...
Tipo, la signora che mi chiede un disco cantato da Evita Peron, io, perplesso, "Non ne ho", lei, sorpresa, "Non ne ha? Come mai? Hanno anche fatto un film", io "Sì, ma non cantava lei", lei, sbalordita, "Non cantava lei?!?!?". Se ne va con un mito distrutto.
Tipo, un'altra anziana, mi ordina "Mi dia il disco con la canzone Una coperta ricamata", rimango spiazzato, ma devo deluderla "Non la conosco", lei, esterrefatta, "NON LA CONOSCE? Ma se questo pezzo è tanto bello che lo fanno suonare da tutte le parti! Accenda la radio e lo sentirà" e mi lascia nella mia ignoranza.
Andrea (il mio amico), manda tua figlia qui, è una bella scuola.

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 15 febbraio
Telefono, "Discooocluuub", "Buongiorno, vorrei parlare col direttore artistico", "Non c'è".
Davanti alla vetrina, bambinetto "Mamma cosa sono questi libri?", la mamma "Non è una libreria è un negozio di dischi", bambino "Oh figo figo".
Squinternato (non bimbo) con mamma, cerca dischi italiani, ci chiede "Dite un po', voi che siete del mestiere, Vasco Rossi, qual è il vero nome?".
Anziano, "Sto cercando Giorgia di Ray Charles in 45gg", "Usato", lui "No, nuovo", "Non lo fanno più da anni", lui, sorpreso, "Ah, non si trova?!?".
Telefono, "Discooocluuub", "Scusi, per il pagamento anche il bancomat va bene?". Il pagamento di cosa? Boh, in tutti i casi rispondo "Sì".
Svampito, non giovane, "Avete il disco di Giusy Ferrero con la canzone Alghero? Quelle sì che erano canzoni, non quelle di ora, le schifezze di Sanremo". Va bene, ma chi cantava Alghero? Giusy Ferrero, Giusy Ferreri, Giusi Romeo o Giuni Russo?
Telefono, "Discooocluuuub", signora "Vende dvd?", io secco "No". Un minuto dopo, telefono, "Discoooocluuuub", lei "Vende dvd?", io "Me lo ha già chiesto poco fa", lei, piccata, "Ho guardato le pagine gialle e c'è scritto che lei li vende", io "Non l'ho fatto scrivere io, visto che non li abbiamo mai avuti", lei, sempre più innervosita, "Sì, ma sulle pagine gialle c'è scritto!". Facciamo a gara a chi sbatte giù il telefono per primo.
Ancora telefono (e bastaaaa!), "Discooooocluuuuuuub", "E' tanto che non compro dischi, com'è adesso per regalare i dischi?", "In che senso?", "Non so, esistono ancora i cd o i lp?", "Esistono entrambi, non c'è problema", lei, rassicurata, "Bene vorrei regalare il cd dei Volo", ahia ecco che c'è un problema, "Non c'è".
Un problema lo ha anche il Maratoneta, è qualche giorno che cammina grattandosi il fondo schiena, chiediamo "Cosa hai?". Non lo avessimo mai fatto, lui parte dall'inizio "Pensavo di avere le emorroidi", prosegue con una descrizione accurata prima della visita del dottore (vi risparmiamo i particolari, soprattutto sulla lunghezza del dito indagatore), poi delle conseguenze della malattia: "Quando vado di corpo brucia un po', però la faccio bella" (questo ci rassicura) e conclude con l'esito della visita, "Non ho le emorroidi, ho le arachidi". Effettivamente le arachidi in quel posto devono essere dolorose.

Top ten del mese

1.
Valutazione Autore
 
90
Valutazione Utenti
 
0 (0)
2.
Valutazione Autore
 
88
Valutazione Utenti
 
0 (0)
3.
Valutazione Autore
 
87
Valutazione Utenti
 
0 (0)
4.
Valutazione Autore
 
80
Valutazione Utenti
 
0 (0)
5.
Valutazione Autore
 
77
Valutazione Utenti
 
0 (0)
6.
Valutazione Autore
 
75
Valutazione Utenti
 
0 (0)
7.
Valutazione Autore
 
70
Valutazione Utenti
 
0 (0)