Il Diario di Disco Club

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Diario del 10 ottobre

Diario del 10 ottobre
Il 20 gennaio 2018 è apparso davanti alla mia vetrina Mohammed, apparso nel senso che quella mattina l'ho trovato lì che dormiva. Sono passati 5 anni e quasi 9 mesi e Mohammed è sempre qui, si è solo spostato davanti alla vetrina di Outsider, Alessandra non è mattiniera come me e gli lascia più tempo per dormire. Tra l'altro adesso ha un suo "armadio" personale dove deposita il necessario per dormire e il cambio vestiti, oggi l'ho visto uscire dalla sua abitazione (per modo di dire, è sempre all'aperto, dietro le aiuole delle piante) elegante con camicia bianca e calzoni neri, sembrava un cameriere di qualche ristorante stellato. Avrà trovato un lavoro? Mi viene un dubbio, sono un po' di giorni che al suo posto trovo due ragazzi, probabilmente rumeni, che dormono con le sue coperte, ma hanno fatto un'aggiunta, hanno trovato un bancale e lo usano come materasso, un po' duro, ma sempre meglio del pavimento. Avrà mica subaffittato il posto e le coperte?
Domenica sono dovuto passare dal negozio e alle 11 erano ancora lì che dormivano con tutto intorno un gran casino di cartacce e bottigliette. Lancio verso di loro un'occhiata assassina, ma loro mica mi vedono, dormono.
Finito di fare quello che dovevo in negozio, mi appresto a uscire, mi si para davanti quello più giovane. Cosa vuole questo? Vorrà mica una mancia per avermi fatto il guardianaggio notturno lì fuori? No, mi chiede una scopa per pulire. Raccoglie tutto, gli passo un sacchetto della spazzatura e lui va a buttarla via.
Questa mattina lui non c'è, si è già alzato, è rimasto l'altro, che si è piazzato attaccato al dehors del bar Verdi. Faccio un po' di rumore per svegliarlo, alza la testa, apre gli occhi, mi guarda, si rimette giù e si tira le coperte sopra la testa. Alle 9.05 il chiacchierare dei clienti del bar lo sveglia definitivamente, si stiracchia e cerca di alzarsi a fatica. Suona il telefono e rientro per lanciare il mio "Discooocluuuub". Finita la telefonata esco per vedere la situazione; ha tolto tutto, è rimasta solo una bottiglietta vuota d'acqua. Eccolo che torna, prende la bottiglia e va a buttarla via.

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 29 agosto

Oggi tocca a Maurizio Blues. Il nome viene dal suo genere preferito. L'altro giorno ha comprato il lp di The Legendary Typewriter Tape di Janis Joplin e Jorma Kaukonen. Oggi torna e mi dice, "Mi sono pentito di averlo comprato. Credevo che cantasse Janis, invece canta Jorma e lei suona la macchina da scrivere", ci lascia perplessi "In che senso?", lui "Sì, lui canta e si sente lei in lontananza che batte a macchina". Abbiamo già venduto parecchie copie di questo disco e nessuno ha protestato. Dario lo cerca su spotify e lo sentiamo, ovviamente canta Janis e Jorma suona la chitarra. Si sente effettivamente in lontananza una macchina da scrivere, ma, scopriamo dopo, la "suona" la moglie di Jorma. Glielo facciamo presente e lui "No, non sono mica scemo, canta uno solo". E' riuscito a scambiare la voce di Jorma per quella di Janis, proprio uguali vero? Me non si accontenta, decide di cercare qualcosa di Jimi Hendrix che non abbia, tira fuori il lp di Are You Experienced e guarda i titoli " Sì, questo è bello, ah anche questo" e continua così. Ma non cercava qualcosa di Hendrix che gli mancava? Non è che abbia fatto, purtroppo, molti dischi, come fa a non avere questo? Non lo compra, ma è in forma, passa a John Lennon; "Sai quando ero giovane ho comprato il primo disco di John con Yoko, "Unfinished Music No.1 - Two Virgins"

ma mi faceva schifo (finalmente ha detto una cosa giusta) e l'ho dato via subito. Adesso ho l'orecchio fino, l'apprezzo e l'ho ricomprato".
Ci risolleva il morale una ragazza molto giovane, entra e "Scusi, magari dirò una sciocchezza. Cerco il vinile di una canzone, che però il cantante non ha fatto. Potete farmelo voi?", io "In che senso?", lei "Stamparmi voi quella canzone sul vinile". Semplice vero?
&list=PLs6qUl61yIU-2CGpZGBK4Yhr9ysVSOUqu&index=2

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Diario del 14 agosto

Diario del 14 agosto

Ve l'ho detto che noi ci siamo anche oggi, foto delle 08.59.
A proposito, anticipo il Diario quotidiano.
Alle 8.25 salgo sull'autobus e becco un rinco storico del negozio, me ne ero liberato a fine anni novanta cedendolo a un collega. Quel collega ora non c'è più, ma a lui, a quanto pare, non interessano più, per fortuna, i dischi. Gli lascio il posto a sedere, del resto ha 25 anni meno di me, e mi giro dall'altra parte. Niente da fare, non mi molla, "Il negozio è già aperto?" chiede, io "Se sono qua come fa ad essere aperto?", lui "Credevo che aprisse un tuo socio e poi tu andassi giù con calma", io "Sono le 8.26 (ha retto un minuto prima di parlarmi), secondo te scendere in negozio alle 8.40 (quando arrivo) di un lunedì è andare con calma? Molti negozi al lunedì mattina sono chiusi; in più oggi è il 14 agosto e quasi tutti sono chiusi. Secondo te a che ora dovremmo aprire il negozio!", lui ci pensa un po', poi aggrava la sua situazione, fa la domanda fatidica "Quando chiudete per ferie?", io "Non chiudiamo MAI, da agosto 1972". Devo aver urlato il MAI, perché gli altri viaggiatori si girano verso di me, ma mi fanno un sorrisino di approvazione, probabilmente conoscono già l'individuo che ha cambiato carriera da rompi dei negozi di dischi è passato a rompi sull'autobus.

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Diario del 12 agosto

Diario del 12 agosto
Entra un cliente, io "Dimmi", lui "No, niente, vengo, giro un po' e non compro mai niente". Mantiene la promessa.
Subito dopo uno nuovo che sembra normale. Sembra, ho detto; tira fuori il telefonino e non si rivolge a me, chiede al Maratoneta "Posso telefonare col mio?". Ricevuto l'assenso fa un numero. Di nuovo rivolto al Maratoneta "La mamma non risponde". Ci riprova e parte una lunga trattativa per avere il permesso di comprare un cd, non più di uno. Ne prende uno nell'espositore del prog. "Questo mi interessa", si avvicina e cerca di tirare fuori il portafoglio, è un'impresa, tira fuori di tutto sempre più agitato e dopo una lunga lotta con tutte le tasche lo trova. "Mi è venuta un'embolia, pago con la carta, se non mi ricordo il numero non mi caccia via?" Lo rassicuro, ma non è sufficiente, quasi mi urla "Quando appoggio la carta non mi guardi!". Non lo guardo e azzecca il numero. Un po' più rilassato conclude la sua presenza in negozio con "Volevo questo cd, non so cosa sia" e se ne va. Ho detto sembra, ma persino il Maratoneta che era fuggito rientra quando l'altro esce e afferma "Quello di prima è proprio matto".
A proposito di matti, Andrea Marcello batte il suo record di telefonate in una giornata: 16, ovviamente senza risposta.
E a proposito di telefonate, eccone una: "Discooocluuuub", "Ciao Dario, belin a furia di stare con Giancarlo rispondi come lui", io "Non sono Dario, sono L'ORIGINALE!".
In conclusione, ricordatevi, lunedì 14 agosto siamo aperti con orario normale (9/12.30 – 14.45/18/45) e veniteci a trovare pelandroni taccagni!

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Diario del 20 luglio

Diario del 20 luglio
Il refrain di questa estate è "ma che afa fa". Accendete la televisione e in tutti i programmi c'è qualcuno che consiglia cosa mangiare, cosa bere, quando uscire, specialmente gli anziani solo dopo le 17 (e a che ora apro il negozio?). I telegiornali hanno trovato un argomento da anteporre alla guerra in Ucraina. La pubblicità del Ministero ci fa vedere un Carlo Conti abbronzatissimo (più o meno come al solito) su un divano, con alle spalle una boscaglia, che ci dice: "Bambini, anziani e fragili devono essere più protetti del resto della popolazione. Non uscire nelle ore centrali, bere tanta acqua e mangiare molta frutta". Certo uno staff di medici deve avere studiato molto per arrivare a questa conclusione.
Oggi sono sull'autobus e una signora, solo quarantenne, si abbatte sul sedile dicendo, "Non ce la faccio più, c'è da morire, spero che venga una alluvione", proprio mentre passiamo di fianco al Bisagno. Sono davanti al negozio e passa una ragazza trentenne che dichiara, "Il termometro della farmacia segna 34 gradi!", sì era in pieno sole. Entro e un'altra ragazza al telefono informa una sua amica, "Sono andata a Campi a portare la macchina a fare la revisione e sai quanti gradi erano? Quaranta!". Meno male che il termometro sopra il grattacielo non funziona più, quello, in pieno sole e alla sua altezza, segnava temperature record, una volta sul 49 fermo al capolinea una anziana (cosa ci faceva in giro?), lo guarda e grida "43 gradi" e a momenti sviene.
Nell'intervallo, quando entro, vedo Dario trafficare aiutato da Christian Videoforum a montare un potente ventilatore cinese che si piazza a non più di 50 centimetri e di lì non si muove più.
Il caldo deve aver stordito anche un cliente, col quale parliamo di John Martyn, io gli dico "Peccato che sia morto già da un bel po'" e lui "Sì e con una gamba sola", io "Perché con due gambe è diverso?"
Questa sera mi sono impegnato a fare una ricerca. Come era l'estate quando ero più giovane? Prendiamone una a casa, luglio 1983, 40 anni fa, avevo solo 36 anni ed ero a Disco Club di Santa Margherita. Eccovi le temperature di quel luglio e di questo dal bollettino ufficiale dell'Aeronautica. Trovate grosse differenze? E visto che dite sempre "Ma adesso è più umido", confrontate le tabelle. E non ho scelto l'estate più calda, solo una a caso, non il 2003.
Domani quando entro butto via il ventilatore di Dario!

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Diario del 15 luglio

Quando non entrano in negozio gli svalvolati sono seduti al tavolino del bar Verdi adiacente alla nostra porta. Dopo lo schiaffeggiatore mortale di qualche settimana fa (a proposito, non si è più visto, spero non abbia preso lui uno schiaffo mortale) ecco che mentre parlo al telefono con Fabio San Martino sento un urlo da fuori, in realtà è un uomo, con una bella birra, che è convinto di cantare. Mi avvicino e tendo il telefono verso l'urlatore per avere Fabio come testimone di quello che scrivo. Cosa canta? Boh, non si capisce, più o meno dice "Indissolubile e lampeggia e lampeggia, sta arrivando", non la conosco, e voi? Poi continua con un attacco noto "Caro amico ti scrivo", ma il seguito è questo "finché tu paghi va bene, quando non paghi è finita". Starà parlando della birra?
Saluto Fabio, ma il telefono squilla subito, "Discooocluuub", signora "Volevo chiedere una cosa all'avvocato C", io "Qui non c'è nessun avvocato", lei "Non è lo studio dell'avvocato?", io "Ho risposto discoclub, anzi discooocluuuub", lei "Ma io ho questo numero!", alla fine conveniamo che glielo hanno dato sbagliato e posso posare, giusto in tempo per sentire quello fuori (in tutti i sensi) urlare, "Sai cosa ti dico io della regina d'Inghilterra? Che è una gran baldracca, regina d'Egitto una baldracca, regina d'Egitto chiama Bernacca", con chi ce l'ha, con Elisabetta o con la regina consorte? Non si sa, poi conclude malinconicamente "Come puoi andare via così e poi consolarti in così poco tempo?". Sarà conciato in questa maniera per un dispiacere amoroso?
Ancora il telefono, "Discoooocluuuub", la stessa voce, titubante "Allora non c'è l'avvocato C?", io "Se fosse il suo numero avrei risposto avvoocaaaatoooo e non discooocluuuub", lei "Ma a me hanno dato questo numero", io "Scusi signora, se ha chiamato due volte e ho risposto sempre io, cosa vuol dire?", lei "Che il numero è sbagliato", io "Brava!"; questa volta l'ho convinta, mi lascia "Scusi, buona giornata".
Buona giornata mica tanto, entra Claudio Social Distortion (il primo cartellino rosso di Disco Club degli anni 2000), "Gian, ti arriva il nuovo di P.J. Harvey?", "Veramente è già arrivato da un po'", lui, "Ma cosa dici, deve ancora uscire", "Noi lo abbiamo dalla settimana scorsa", "Impossibile, esce il 7 luglio", "Infatti oggi è il 15". Lo compra? No, "Poi passo".

Login