Il Diario di Disco Club

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Diario del 21 dicembre
Quattro giorni di assenza del campione assoluto di rompipallismo del nostro negozio fa sì che qualche new entry provi a tentare la fortuna e soffiargli in extremis il trono. Questa mattina, alle 10:15 entra un ragazzo mai visto prima, saluta me, ma si rivolge subito a Dario famigliarmente (saranno vecchi amici, penso) "Ciao", cerca di continuare "Devo chiederti una cosa...", ma si blocca, guardandosi attorno in cerca di un'ispirazione, io e Dario rimaniamo in attesa di questa richiesta per almeno 30 secondi, infine ecco la scintilla, la memoria ritorna e contento chiede "Volevo sapere se avete qualche cd di Pupo". Lo squadro con diffidenza, "Questo me lo ha mandato Guspe per farmi uno scherzo", penso; tenete conto che ho bandito Pupo sin dai tempi di Disco Club di Santa Margherita. Poi lo guardo bene, no, non sarebbe mai in grado di recitare, è proprio così al naturale. Per un po' subissa il suo "amico" Dario di richieste, tutte riguardanti cantanti italiani dell'angolo della vergogna; finito il momento delle domande, passa alla perlustrazione del negozio, ce lo troviamo sempre tra i piedi, non gli sfugge nemmeno uno scaffale, comprese le scatole sul banco, mentre stiamo prezzando i nuovi arrivi. Si giustifica, "Scusate, è per farmi un'idea, devo fare dei regali". Alle 11:35 finalmente chiama Dario, si fa prendere un cd nello scaffale italiano, va alla cassa e paga, guardo il display "10€". Se ne va, "Ciao, ci rivedremo" dice lui, io a Dario "Dove lo hai trovato questo amico?", lui "Non mi ricordo di averlo mai visto prima". Per questo campionato è in ritardo, ma, se si impegna, potrebbe essere un candidato alla vittoria per la prossima stagione.
Telefono, "Buongiorno, Disco Club, in cosa posso esserle utile?", no, non spaventatevi, non è che il clima natalizio abbia addolcito le mie risposte (il mio negozio è stato definito, a causa del mio modo di rispondere, l'unico con lo scazzo alla risposta), è stato Dario. Vedo che ha difficoltà a capire quello che dice il suo interlocutore telefonico, si vede che ha, come tanti miei clienti in questo periodo, un abbassamento di voce. No, il motivo non è quello, Dario finita la telefonata mi spiega "Non capivo bene le domande perché parlava sottovoce, mi ha chiesto se abbiamo dei cd così grossi da mettere nel giradischi e si è giustificata, non della richiesta, ma della voce, dicendo 'Scusi sono in biblioteca'".
p.s. Oggi i due rivali, il Biondo e Ottavio, sono tornati per difendere le loro posizioni.

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Diario del 19 dicembre
Eccoci di nuovo al compleanno del negozio, 53 anni. Dico di nuovo perché mi sembra ieri quando abbiamo festeggiato i 52 e l'altro ieri i 50. Sì, è proprio vero, non ci sono più gli anni di una volta, questi durano meno, qualcuno ci ha fregato dei giorni e noi non ce ne siamo accorti.
Compleanno in tono minore, la giornata piovosa e freschetta ha fatto saltare il previsto concerto dei Big Fat Mama. Una sorpresa però c'è stata, ci siamo accorti che il santo del giorno (uno dei, a quanto pare sono quattro), è San Dario, guardate l'immagine, non trovate un particolare interessante? Ai piedi di Dario c'è una cassetta! Era destino. Tra l'altro giustamente "martire", in quanto si sopporta i vari rompipalle del negozio, tutti quelli in classifica se li becca lui, anzi, diciamo che è per colpa sua se frequentano ancora il negozio, quindi è giusto che sia martirizzato.
A proposito, negli ultimi quattro giorni il campionissimo Biondo non si è visto, probabilmenmte è troppo sicuro di vincere il campionato e si è preso qualche giorno di riposo prima dello sprint finale. Ottavio invece è in gran forma e prova a dare un colpo di coda e scavalcare il Biondo. Ieri ha provato ancora a convincere Dario a fargli i soliti cambi, ma Dario ha rigirato la colpa a me ("E' lui che comanda") e ha resistito. Allora ha girato l'angolo ed è andato da Fabio nell'usato, ma anche lì ha avuto dei rifiuti, "Basta, non ti faccio più cambi", l'ha presa male "Se non me li fai, chiamo i carabinieri". Oggi è tornato alla carica, solo nell'usato, e lo scontro si è fatto più pesante, lui è passato a minacce varie e di nuovo a invocare i carabinieri, Fabio lo ha spinto fuori a forza e gli ha chiuso la posta a chiave. Porca miseria mi ha battuto, io questo non lo avevo mai fatto!
http://www.santodelgiorno.it/san-dario-martire/

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Diario del 16 dicembre
La giornata piovosa e fredda fa il miracolo di tenere lontani i pretendenti al titolo di Rompipalle n. 1, ma le stranezze non mancano mai.
Ore 8.25, telefono, sarei ancora chiuso, ma mi assale la curiosità di sentire chi rompe a quest'ora "Discoocluuuub", "Capo, siete aperti?", io "No", lui "Scusi, credevo che apriste alle 8.30", io "Sono le 8.25".
Ore 8.36, telefono, "Discooocluuuub", "Scusi è il negozio Discotica", io "Ho detto Disco Club", lui "Ma è lo stesso?", io "In che senso? Questo è Disco Club", lui "Perché io cerco quelle borse...", provo a fermarlo "No", ma lui "per metterci", io "No", lui "i lettori di disc...". Linea interrotta.
Si accende una discussione su Beatles e Rolling Stones, secondo Gian Ci Sta "Ai Beatles manca l'icona", la frase risveglia il neo pensionato bancario mega fan dei Rolling, d'aspetto simile a un orso bruno (e purtroppo anche nell'odore), "Certo, Mick Jagger invece è la figura centrale per tutti noi. Passano gli anni ma lui è sempre lì" e indica qualcosa sopra di noi, al centro.
Al pomeriggio la pioggia aumenta, entra un ragazzo "Quando devono dare l'allerta, no la danno, ho le calze tutte bagnate"...
Un signore è alla ricerca delle vecchie videocasette vergini, gli dico che non ne ho, ma un cliente interviene "Ha provato dall'Ikea?"...
Dopo quella su Beatles/Rolling Stones, passiamo a un'altra discussione, questa sui Grateful Dead. Si discute su quale è stato il loro periodo migliore, quasi tutti concordano sul primo, in quanto all'ultimo interviene Andrea M.S. "Poi da quando è morto Andy Garcia"...
La conclusione della giornata spetta a un cliente che entra un po' demoralizzato. Gli chiedo "Cosa ti succede?", "Sono entrato dalla profumeria qui di fianco e la ragazza che mi serviva mi ha guardato in faccia e mi ha chiesto 'lei non ha mai usato creme antirughe' e in realtà non era una domanda".

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Diario del 15 dicembre

Diario del 15 dicembre
Il 4 dicembre 2011 scrivevo nel Mondo visto da Disco Club, "Vi ho lasciato qualche mese fa con il pluricampione, il biondo, insidiato dopo anni da vicino da un serio concorrente: l'ex tassista dal taxi giallo. Oltre a loro lottavano per il podio Ottavio (rompi-telefonico), il puzzone e il cliente quasi sordo. Vediamo come si sono comportati questi campione della "rottura". Sono passati sette anni e il biondo è sempre in testa alla classifica, Ottavio subito lì dietro, Vediamo che fine hanno fatto gli altri. L'ex tassista dal taxi giallo (la sua vecchia Uno ha resistito fino all'ultimo col suo bel colore giallo, invece di quel pallido bianco diventato obbligatorio) è rientrato da pochi giorni dopo un'assenza di anni. Assenza imposta da me. Ricorderete che lui mi martellava quotidianamente con pizzini pieni di ricerche di dischi anni 40/50. Ai tempi ero solo in negozio e non potevo perdere tempo per stare dietro a lui. Allora gli ho dato un aut aut, "Puoi venire solo una volta alla settimana!". C'è rimasto male e si è trasferito a deliziare Fabio alla Feltrinelli. Ora però la Feltrinelli non è in grado di accontentarlo ed eccolo di nuovo qui. La lezione gli è servita, inizia sempre con un "Se hai tempo", "Se non ti disturbo", non solo ogni volta compra qualcosa. Addirittura sorride e accetta le mie sgridate quando, in presenza dei pacchi appena arrivati dall'Olanda, lo allontano dal banco, "Vai laggiù e non disturbare fino a quando non abbiamo finito", lo fa e se ne sta buono buono a guardare lo scaffale anni cinquanta. E' decisamente finito fuori classifica.
Per allontanare il Puzzone mi sono preso un raffreddore, infatti quando lo vedevo arrivare, mi piazzavo sulla porta, così lui proseguiva; era inverno e il malanno era inevitabile, anche se come primo beneficio il naso tappato mi ha impedito di sentire il tremendo olezzo che lui emanava, come secondo la sua definitiva scomparsa dal negozio. Qualche volta l'ho visto transitare dall'altra parte della strada, poi, da anni, più niente. Spero che qualcuno si sia preso cura di lui e magari lo abbia fatto ricoverare in un qualche istituto assistenziale.
Rebolino, il cliente quasi sordo, è anche lui sparito, ma in questo caso non c'è la mia mano. La sordità è aumentata e ha capito che non era il caso di comprare altri dischi.

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Diario del 14 dicembre
Passiamo oggi a due Rompi che ho disinnescato e non hanno nessuna speranza di salire sul podio.
1) Lo Psichiatrico. Ha avuto un momento di grande fulgore. Rispetto agli altri questo è veramente matto. Tra le sue esibizioni è rimasta memorabile quella nel nostro reparto usato, quando si è coricato per terra in mezzo agli altri clienti. Al suo primo ingresso mi aveva accolto con "Come va intellettuale democristiano postbellico?", successivamente sono passato ad essere "Intellettuale postcomunista!". Aveva preso l'abitudine di farsi sentire i dischi, quando mi sono stufato l'ha presa male, ma io l'ho, praticamente, espulso., tanto che i clienti presenti mi hanno detto "Ma sei matto!? Quello è matto davvero". Invece l'ho spuntata io, non è più entrato, si è limitato ad urlare quando passava fuori dal negozio "Ehi, uegia!". Oggi invece si affaccia all'ingresso, "Hai cd di Gillespie?", mentendo gli dico "No", lui "Come va?", io "Andava bene". Matto lo è, ma non del tutto scemo, capisce e se ne va.
2) Ivano. Ci ha assillato per anni coi suoi racconti sulla mamma che si concludevano sempre con "Ma quanto rompe la mamma". Stava diventando davvero insopportabile e non sapevamo come liberarcene anche perché è un bambinone e dispiace maltrattarlo. Un giorno, quando stavo fotografando tutti i clienti con il manifesto "il rompipalle", entra e gli do il cartello "Vieni Ivano, fotografo anche te". Fugge letteralmente, urlando "No, no". Qualche tempo dopo torna, io prendo la macchina fotografica e lo metto di nuovo in fuga, probabilmente come certi nativi americani crede che una foto possa rubare l'anima. Sta di fatto che è sparito e quest'anno lo avremo visto due volte e sempre di sfuggita.

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Diario del 13 dicembre
Stasera tocca al terzo pretendente: Bruno Scusssi. Ve lo ricordate? Il raddoppiatore seriale di consonanti, l'unico uomo con la pancia a punta, quello che ordina discografie intere di musssica gotttica e poi me le lascia, dicendo che non gli piacciono più. Quest'anno l'ho limitato, gli ho detto che non gli ordino più un disco fino a quando non compra quelli che mi ha mollato. Prova a scavalcarmi rivolgendosi a Dario, ma gli lancio un urlo da una parte all'altra del negozio e gli tolgo ogni illusione. Sparisce per qualche mese, in questo siamo aiutati dal fatto che si infatua della nostra vicina del bar Verdi, Veronica, le lancia baci dalla porta. E' un po' farfallone, perché è stato visto da nostri clienti fare la stessa cosa con altre bariste. Ieri rientra; dal Rock Britttannico, al Gotttico Nordico è passato al jazz (qui non può raddoppiare niente), mi chiede "Giancarlo, hai cofffanetti di jazz", senza guardarlo "No", lui, ripetente, "Non hai cofffanetti di jazz?", io, un po' più duro, "Nooo". Fa un rapido giro ed esce, va a lanciare bacini a Veronica.

Top ten del mese

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