Il mondo visto da Disco Club

nick e gianLa passione porta a coltivare il proprio sogno. Gian ha un modo tutto suo di gestire un negozio di dischi. Spesso riprende i suoi clienti, fa richiami all'ordine, stabilisce strane leggi per quel feudo di pochi metri quadri e a discapito di crisi etiche e economiche non molla l'avamposto. Attorno a lui macerie di grandi catene...Fnac, lo store al porto Antico e via dicendo.Forse potrei offendere qualcuno dicendo che persino l'alluvione lo ha risparmiato...schizzandogli appena appena la vetrina. Ostinazione e passione, corrisposta da chi come il sottoscritto continua da lui a comperare, cercare e pure fotografare. Dal parco memorabilia uno scatto del giorno in cui Nick Hornby passò di lì per visitare quel piccolo negozio che tanto ricorda il suo romanzo Alta Fedeltà'. (Alberto Terrile)

Negli anni ottanta, quando usciva il nuovo lp di un big ne arrivava una notevole quantità. A giugno 1986 uscì Invisible Touch dei Genesis e, anche se non si trattava di un'incisione memorabile, ne arrivarono in negozio un'ottantina di copie (erano altri tempi). Avevamo liberato uno scaffale all'ingresso per piazzarci i dischi e, quel sabato, il primo genesisiano ad entrare fu, inevitabilmente, l'Uomo del Monte. Inevitabilmente, perchè era il fan più accanito e perché, oltre che accanito, era molto pignolo e quindi voleva scegliersi la copia migliore. Eccolo quindi a tirare fuori uno per uno gli ottanta lp (tutti sigillati). Ogni tanto ne tiene uno da parte, poi ne trova un altro che gli sembra buono e lo confronta con quello messo da parte e così fino alla fine, quando si presenta alla cassa con il prescelto (conto fino a dieci per trattenermi dall'insultarlo). genesis-taxi-logo1Una quindicina d'anni dopo, come sempre al sabato, vado in negozio poco dopo le otto, quindi prima dell'orario di apertura, e, come al solito, mi entra dietro l'Uomo del Monte. In questo periodo la sua genesismania si è andata accentuando: oltre a tutte le edizioni che trova del gruppo, è alla caccia dei cd dei singoli componenti, dei familiari, degli ospiti e ai Genesis si sono aggiunti ora anche Yes, E.L.P., Corrs (?) e qualche altro (non troppi). Ogni sabato mattina (ora fa il taxista ed è il suo giorno di riposo) mi si piazza davanti, tira fuori dalla sua solita valigetta le sue liste e mi costringe a lunghe ricerche (deve essere un'abitudine dei taxisti, vedi puntata "Il mondo visto da Disco Club: Una puntata (quasi) seria"). Il fatto è che non sempre le sue indicazioni sono precise, così una volta mi ordina un disco mai sentito di Tony Banks: peccato che non sia quel Tony Banks, ma uno sconosciuto musicista americano. Quando con una faccia sorpresa mi dice che quel cd non gli interessa, devo contare ben oltre il dieci, per non mollargli un cazzotto in testa (non avevo ancora le armi attuali). Quel sabato però non andò così.

I DIECI COMANDAMENTI DI DISCO CLUBcom dc

  1. Io sono il Negozio tuo: Non avrai altro Disco Club fuori di me

(tanto sono rimasto quasi l’unico negozio di dischi in Italia).

  1. Non nominare il nome di Giancarlo Balduzzi invano (in particolare telefonando all’ora di chiusura per chiedere: “Gian, sono arrivati i dischi dall’Olanda?”).

  2. Ricordati di santificare le feste (dopo averlo desiderato per mesi, a Natale comprati il cofanetto con tutti gli album degli Smiths, che peraltro possiedi già in vinile e in cd).

  3. Onora il padre. la madre e la vecchia zia proprietaria di appartamenti (per il compleanno, anziché la solita cravatta con lo stemma di Genova o il foulard con motivi floreali, regala loro Bocelli o Zucchero ‘delac’ - ormai Disco Club li tiene).

  4. Non uccidere [la musica scaricando] (oppure scarica, ma i dischi che ti piacciono davvero passa poi a ordinarli da Disco Club).

  5. Non commettere atti impuri (tipo comprare un cd alla Fnac perché costa 49 centesimi meno che da Disco Club. Con quei soldi non ci compri nemmeno un caffè).

  6. Non rubare (è un reato e, soprattutto, se lo fai da Gian finisci sputtanato nella rubrica “Il mondo visto da Disco Club”).

  7. Non dire falsa testimonianza (“Gian, i Lambchop te li avevo ordinati io tre mesi fa, quando Di Termini nemmeno sapeva che dovessero uscire”).

  8. Non desiderare i dischi d'altri (Ad esempio, le ristampe dei Nine Below Zero che non hai mai considerato, ma ti basta vederle apparire in negozio ordinate da altri per desiderarle subito: “Le prendo io. A Sideri gliele riordini, tanto ora è alla settimana bianca.” [dove “ora” è il 20 giugno] )

  9. Non desiderare i cofanetti d'altri (e soprattutto non nasconderli dietro i sagomati di Springsteen che poi Gian ti espelle dal negozio).

Ma poiché Disco Club è “qualcosa di più”, i suoi comandamenti sono 11. Si può anzi dire che l’11° li riassume tutti sotto forma di codifica etico-estetica se non, per usare un termine oggi in voga, di “mission”:

NON ASCOLTERAI PRINCE. DI SICURO NON NELLO STEREO DEL NEGOZIO. NÉ FISCHIETTERAI LE SUE CANZONI DAVANTI AL BANCO. LO ORDINERAI, NEL CASO, IN OLANDA. QUANDO ARRIVERÁ IL TUO TURNO.

 

viv-danPoco lontano da dove abito, il signor Alba gestisce amorevolmente un pezzo di 'terra di nessuno' da lui trasformato in giardino. Ne ricava un po' di frutta e verdura, ma c'è da pensare che lo faccia soprattutto per passione. Essendo un po' rialzato rispetto al piano stradale, il terreno-giardino è ben visibile e al tempo stesso dà l'idea di essere inaccessibile, per quanto il signor Alba sia tutt'altro che maldisposto verso i visitatori. Qualcosa di simile accade all'interno di Disco Club, che ospita una sezione jazz amorevolmente curata da Danilo Di Termini, autorevole collaboratore di questo sito. Il jazz si trova nella parte posteriore del negozio, quella che rimane sempre vuota, visto che la clientela tende a stazionare, anche con effetti da autobus all'ora di punta, nei tre metri quadrati intorno al banco di vendita. Vi sono ovviamente eccezioni: chi voglia conversare con un po' di riservatezza, sa di poterla trovare usando come piano d'appoggio gli scaffali con i cd di Miles Davis e Sonny Rollins. Per le stesse ragioni il settore è molto apprezzato dal medico curante di Giancarlo Balduzzi e di svariati suoi clienti per consigli e consulti volanti. Ultimissimi per numero sono i clienti davvero interessati al jazz: entrano furtivi, scelgono il cd o il vinile da acquistare, passano alla cassa ed escono con un rapido saluto in stile negozio XXX. Eppure Danilo, con indefessa passione e a dispetto di impegni familiari e lavorativi (vive a Milano), aggiorna, risistema, riordina...
Danilo, perché lo fai?
Credo di farlo, anzi sono sicuro, lo faccio per me; niente mi rilassa come sistemare un cd di Freddie Hubbard o l'ultimo arrivo di Michel Portal; lo so che non serve a niente, ma è un modo per credere di combattere l'entropia del mondo. Un po' come quei tizi che manifestano contro la guerra in silenzio ogni mercoledì da più di 500 settimane in piazza De Ferrari.
Il tuo amore per il jazz è vivo ora come qualche anno fa?
Sì, direi di sì, a volte lo trascuro un po' per inseguire il rock e non sentirmi fuori luogo in negozio o con i più giovani. Ma poi quando rimetto Coltrane...

 

ida-antonio

Il tragico semiaffondamento della 'Costa Concordia' ha, fra le altre cose, riportato alla ribalta una parola che pareva legata al passato: ammutinamento. Ebbene, anche il sito di Disco Club, addirittura in anticipo rispetto alla performance del Comandante Schettino, ha fatto registrare il suo ammutinamento. Responsabile dell'incredibile gesto è Ida Tiberio, una collaboratrice di lunga data di discoclub65.it, nonché voce radiofonica di Rai Stereonotte qualche anno fa e di Radio 19 oggi. La cosa è già stata notata da alcuni di voi: Ida Tiberio non ha partecipato al referendum indetto dal nostro sito per il disco dell'anno 2011. Insomma si è ammutinata di fronte all'ordine perentorio dell'amato leader Balduzzi (ndr: nella foto sotto con Ida): votate! Stupefatti, abbiamo voluto interpellare la nostra temeraria collega a proposito dell'insano gesto e abbiamo scoperto che aveva già provveduto a cautelarsi legalmente.

Ida Tiberio (ndr: a destra a colloquio con l'intervistatore), spiegaci perché non hai voluto votare i migliori dischi del 2011. Possibile tu non ne abbia trovati dieci (ma anche cinque bastavano) di tuo gradimento?

Cari inquirenti disco-clubbici, su consiglio dei miei agguerriti avvocati, tutti in servizio presso lo Studio Legale Goldberg, Goldstein e Levy (con sede in Park Avenue, NYC), ho deciso di NON avvalermi della facoltà di non rispondere. Vado, dunque, a chiarire ciò che va chiarito. Devo ammetterlo, quest'anno ho maturato una certa insofferenza nei confronti delle classifiche. Cosa inserire? Cosa scartare? Come giustificare una scelta, magari a scapito di un'altra? Lo so, è un gioco e il prossimo anno tornerò a partecipare. Ma ora, il lassismo, il morboso attaccamento ai bei tempi andati e l'obnubilamento senile la fanno da padroni.  Nessun gesto di protesta consapevole, dunque. In fondo sono questi (lassismo, vecchiaia e nostalgia) i tre elementi che spiegano la mia inopinata fuga dalle classifiche. A tale proposito, i miei preziosi giureconsulti mi suggeriscono l'espressione "concorso di colpa". Beh, con quello che li pago, che almeno si sforzino di trovare i termini giusti, no?!!

il matematico ritagliatoLe feste sono finite e si può tornare ad essere cattivi. Devo trovare un nuovo bersaglio tra i miei clienti. Sto pensando a questo quando squilla il telefono; rispondo e mentre sto parlando, entra il matematico e, come al solito incurante di quello che faccio (servire un cliente, parlare al telefono, lavorare al computer), mi apostrofa "dammi quel cd in vetrina, è arrivato qualcos'altro?, cosa c'è in quei pacchi?". Eccolo trovato il bersaglio: il matematico. Perchè lo chiamo così? Perchè matematico lo è di mestiere (professore all'università) e, soprattutto, come modus vivendi. Tutta la sua vita è improntata sul calcolo matematico. Quando entra in negozio, mi dice quanti minuti può fermarsi, quando va via so che mancano cinque minuti alla partenza del treno che lo riporta a casa, dove lo aspettano una serie di incombenze da far coincidere perfettamente: fare la spesa, lezione privata, fare il bucato, altra lezione privata (guai allo studente che arriva in ritardo o in anticipo e gli fa sballare la tabella di marcia).
Tornando all'oggetto che più mi interessa, il disco, provate a chiedergli quanti ne ha: con precisione vi dirà quanti vinili (45, mix, lp), quanti cd e quanti video (vhs o dvd) ha. Ma questo è ancora niente, anche riguardo alla musica, ai film e alla lettura ha una sua tabella di marcia: ha calcolato quanti 45, mix, lp, video, libri deve comprare ogni settimana, ogni mese, per arrivare ad averne una certa quantità all'età della pensione (e quì ci pensano i politici a complicargli i calcoli, spostandogliela sempre più in là).

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