Il mondo visto da Disco Club
| 25 Aprile 2012
La passione porta a coltivare il proprio sogno. Gian ha un modo tutto suo di gestire un negozio di dischi. Spesso riprende i suoi clienti, fa richiami all'ordine, stabilisce strane leggi per quel feudo di pochi metri quadri e a discapito di crisi etiche e economiche non molla l'avamposto. Attorno a lui macerie di grandi catene...Fnac, lo store al porto Antico e via dicendo.Forse potrei offendere qualcuno dicendo che persino l'alluvione lo ha risparmiato...schizzandogli appena appena la vetrina. Ostinazione e passione, corrisposta da chi come il sottoscritto continua da lui a comperare, cercare e pure fotografare. Dal parco memorabilia uno scatto del giorno in cui Nick Hornby passò di lì per visitare quel piccolo negozio che tanto ricorda il suo romanzo Alta Fedeltà'. (Alberto Terrile)
| 15 Marzo 2012
Negli anni ottanta, quando usciva il nuovo lp di un big ne arrivava una notevole quantità. A giugno 1986 uscì Invisible Touch dei Genesis e, anche se non si trattava di un'incisione memorabile, ne arrivarono in negozio un'ottantina di copie (erano altri tempi). Avevamo liberato uno scaffale all'ingresso per piazzarci i dischi e, quel sabato, il primo genesisiano ad entrare fu, inevitabilmente, l'Uomo del Monte. Inevitabilmente, perchè era il fan più accanito e perché, oltre che accanito, era molto pignolo e quindi voleva scegliersi la copia migliore. Eccolo quindi a tirare fuori uno per uno gli ottanta lp (tutti sigillati). Ogni tanto ne tiene uno da parte, poi ne trova un altro che gli sembra buono e lo confronta con quello messo da parte e così fino alla fine, quando si presenta alla cassa con il prescelto (conto fino a dieci per trattenermi dall'insultarlo).
Una quindicina d'anni dopo, come sempre al sabato, vado in negozio poco dopo le otto, quindi prima dell'orario di apertura, e, come al solito, mi entra dietro l'Uomo del Monte. In questo periodo la sua genesismania si è andata accentuando: oltre a tutte le edizioni che trova del gruppo, è alla caccia dei cd dei singoli componenti, dei familiari, degli ospiti e ai Genesis si sono aggiunti ora anche Yes, E.L.P., Corrs (?) e qualche altro (non troppi). Ogni sabato mattina (ora fa il taxista ed è il suo giorno di riposo) mi si piazza davanti, tira fuori dalla sua solita valigetta le sue liste e mi costringe a lunghe ricerche (deve essere un'abitudine dei taxisti, vedi puntata "Il mondo visto da Disco Club: Una puntata (quasi) seria"). Il fatto è che non sempre le sue indicazioni sono precise, così una volta mi ordina un disco mai sentito di Tony Banks: peccato che non sia quel Tony Banks, ma uno sconosciuto musicista americano. Quando con una faccia sorpresa mi dice che quel cd non gli interessa, devo contare ben oltre il dieci, per non mollargli un cazzotto in testa (non avevo ancora le armi attuali). Quel sabato però non andò così.
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Poco lontano da dove abito, il signor Alba gestisce amorevolmente un pezzo di 'terra di nessuno' da lui trasformato in giardino. Ne ricava un po' di frutta e verdura, ma c'è da pensare che lo faccia soprattutto per passione. Essendo un po' rialzato rispetto al piano stradale, il terreno-giardino è ben visibile e al tempo stesso dà l'idea di essere inaccessibile, per quanto il signor Alba sia tutt'altro che maldisposto verso i visitatori. Qualcosa di simile accade all'interno di Disco Club, che ospita una sezione jazz amorevolmente curata da Danilo Di Termini, autorevole collaboratore di questo sito. Il jazz si trova nella parte posteriore del negozio, quella che rimane sempre vuota, visto che la clientela tende a stazionare, anche con effetti da autobus all'ora di punta, nei tre metri quadrati intorno al banco di vendita. Vi sono ovviamente eccezioni: chi voglia conversare con un po' di riservatezza, sa di poterla trovare usando come piano d'appoggio gli scaffali con i cd di Miles Davis e Sonny Rollins. Per le stesse ragioni il settore è molto apprezzato dal medico curante di Giancarlo Balduzzi e di svariati suoi clienti per consigli e consulti volanti. Ultimissimi per numero sono i clienti davvero interessati al jazz: entrano furtivi, scelgono il cd o il vinile da acquistare, passano alla cassa ed escono con un rapido saluto in stile negozio XXX. Eppure Danilo, con indefessa passione e a dispetto di impegni familiari e lavorativi (vive a Milano), aggiorna, risistema, riordina...
Le feste sono finite e si può tornare ad essere cattivi. Devo trovare un nuovo bersaglio tra i miei clienti. Sto pensando a questo quando squilla il telefono; rispondo e mentre sto parlando, entra il matematico e, come al solito incurante di quello che faccio (servire un cliente, parlare al telefono, lavorare al computer), mi apostrofa "dammi quel cd in vetrina, è arrivato qualcos'altro?, cosa c'è in quei pacchi?". Eccolo trovato il bersaglio: il matematico. Perchè lo chiamo così? Perchè matematico lo è di mestiere (professore all'università) e, soprattutto, come modus vivendi. Tutta la sua vita è improntata sul calcolo matematico. Quando entra in negozio, mi dice quanti minuti può fermarsi, quando va via so che mancano cinque minuti alla partenza del treno che lo riporta a casa, dove lo aspettano una serie di incombenze da far coincidere perfettamente: fare la spesa, lezione privata, fare il bucato, altra lezione privata (guai allo studente che arriva in ritardo o in anticipo e gli fa sballare la tabella di marcia).