Dettagli Recensione
Opinione inserita da Marco Maiocco 22 Settembre, 2013
Top 50 Opinionisti - Guarda tutte le mie opinioni
Per essere un “semplice” texano, nativo di Austin, Bill Callahan si dimostra sempre fin troppo sofisticato, senza per questo volergliene ovviamente. Il suo raggomitolato e intimista alternative country, costituito da una notevole vena compositiva dal carattere postmoderno e profondamente crepuscolare, e privo di un richiamo tangibile, se non in senso metaforico, alla vastità degli spazi dell’ancora frontaliero e insidioso sud ovest americano, potrebbe tranquillamente essere prodotto dall’europea Glitterhouse dell’introspettivo Kris Eckman. In questo “Dream River”, però, l’ex Smog, fino a qualche tempo fa il significativo pseudonimo di Callahan, sembra trovare un maggiore equilibrio, quasi una nuova serenità, soprattutto rispetto al precedente “Apocalypse”, album rappresentativo di una vera e propria disperata e lugubre rassegnazione. E in effetti le avvolgenti otto articolate e sussurate ballate, che compongono quest’ultimo magnetico progetto, dall’andamento quasi jazzy (nel senso buono del termine, privo di frivolezze), newyorkese (potremmo dire), scorrono placide, senza intoppi, intrise di una sorta di indolenza leggiadra, pur risalendo dalle cavernose profondità di qualche canyon scavato nella roccia dalle ostinate e sedimentarie acque del fiume Colorado. In un ambiente rarefatto e al contempo tellurico, dialogano con l’inconfondibile voce di Callahan, baritonale e soffusa, quasi fosse uno sciamanico Nick Drake delle praterie, le coloristiche e sperimentali corde della chitarra elettrica di Matt Kinsey, le percussioni lontanamente caraibiche di Thor Harris, il fiddle di Chojo Jacques e lo straniante flauto di Beth Galiger (ma non solo, come può immaginarsi). Un ottimo viatico per uscire definitivamente dal guscio e inoltrarsi con coraggio negli sconfinati territori dell’ex comancheria. Lunare.
Commenti
| 1 risultati - visualizzati 1 - 1 |
Ordina
|
| 1 risultati - visualizzati 1 - 1 |
I più letti
- 23 aprile 2022 - 15 anni di Record Store Day
- Il 19 dicembre 1965 nasce a Genova il negozio di dischi più vecchio della città: Disco Club.
- THE BEATLES
- DISCO DELL'ANNO DI DISCO CLUB 2009 - Le Playlist
- DISCO DELL'ANNO 2012
- DESIERTOS - La Spagna e i luoghi del western
- CLOCK DVA - Post Sign
- MARK-ALMOND - Una band leggendaria e misteriosa
- DISCO DELL'ANNO 2013 - Classifica provvisoria e liste
- BLUR - All The People Blur Live At Hyde Park



