Qualche settimana fa, proprio su queste pagine, recensendo la ristampa di “Sebadoh III” si accennava ad una sorta di “sacra triade” del rock indipendente americano. I Pavement, si diceva, i Sebadoh, e i Dinosaur Jr. Beh, ci sbagliavamo, o meglio, dimenticavamo un nome, non meno importante o influente dei tre citati, ancorché più isterico ed eclettico nella ricerca stilistica: i Yo La Tengo, da Hoboken, New Jersey.
Rimediamo cogliendo l’occasione di un nuovo, ennesimo, album che riporta i tre, dopo un periodo appannato, agli splendori cui ci hanno abituati. Il problema, a questo punto, è scegliere un disco “storico” da raccomandare. Chiedetelo a cinque seguaci del gruppo e, probabilmente, otterrete cinque risposte diverse. Chi propende per l’esordio “Ride The Tiger” (1986), all’insegna del recupero folk rock; chi per le meraviglie acustiche di “Fakebook” (1990); chi per la consacrazione di “May I Sing With Me” (1992) o per il capolavoro tardo ed eclettico “And Then Nothing…” (2000). O ancora, ovviamente, per “Painful!” che, in una nuvola di melodia elettrica, aggiorna alle tensioni moderne del rock una scrittura di calibro assoluto.
Non importa, alla fine, scegliere. Quello che conta è che i Yo La Tengo, senza perdere l’entusiasmo artigianale degli esordi, hanno continuato negli anni a seguire, con perizia e inventiva, strade sempre nuove e sperimentali, pur rimanendo nei confini formali spesso angusti del “gruppo rock”: basso, chitarra, batteria, voci e poco altro. Seguirli ha significato, e significa, scoprire luoghi meravigliosi, a volte goffi, a volte sublimi. Stupirsi ogni volta un poco di più davanti a un talento e una personalità vivi e sconfinati come la fantasia dei bambini. (Marco Sideri)
- Big Day Coming
- From A Motel
- Double Dare
- Superstar-Watcher
- Nowhere Near
- Sudden Organ
- {mmp3}Yo La Tengo-A Worrying Thing.mp3&typ=loop{/mmp3}
A Worrying Thing
- I Was The Fool Beside You For Too Long
- The Whole Of The Law
- Big Day Coming
- I Heard You Looking