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GIL SCOTT-HERON - I'm New Here (XL 2010)

 
GIL SCOTT-HERON - I'm New Here (XL 2010)
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Artista GIL SCOTT-HERON
Titolo I'm New Here
Anno 2010
Casa discografica XL

Il fulminante esordio giusto quarant’anni fa, con “Small Talk At 125th and Lenox” e la prima versione della profetica “The revolution will not be televised”. Dopo anni di silenzio per drammatici problemi di droga, Gil Scott-Heron, il poeta del ‘Black nationalism’, annuncia: “I’m new here”. La voce è invecchiata, ma ha guadagnato in spessore e profondità (la versione urbana di Teddy Pendergrass). Le quindici canzoni, in parte interludi in forma di poetry speaking, sono attraversate da una tensione palpabile, mai risolta; ma sono tutte piccoli gioielli, da “Me and the devil” a “I'll Take Care Of You”, dal brano che dà titolo al disco a “Coming from a Broken Home”, in cui cita “Flashing Lights” di Kanye West e chiude il cerchio con le nuove generazioni di rapper che gli devono tanto. Capolavoro. (Danilo Di Termini)

 

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Il termine sopravvissuto è utilizzato con estrema disinvoltura per indicare chiunque venga (artisticamente) da un’altra epoca. Nel caso di Gil Scott-Heron, tuttavia, l’impiego è totalmente giustificato. Voce rap prima che il rap nascesse, Gil viene dagli anni 70, quando parlava/cantava su sfondi percussivi e grossomodo jazz. La sua The Revolution Will Not Be Televised resta oggi una canzone simbolo di quei tempi, senza aver perso la sua rilevanza. Negli ultimi tempi, però, Gil non si è goduto i diritti al sole della Florida: dipendenze, carcere e malattia hanno accompagnato la sua strada. I’m New Here è un ritorno (13 anni dal disco precedente) dolente: la voce più roca e vissuta, gli sfondi rarefatti e sinuosi. Si sfiora il blues, si carezza persino il folk, abbondano intermezzi e frammenti vari. Un disco “difficile”, forse, ma anche intenso come pochi.(Marco Sideri

 
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