Per il pianista cubano un sogno che si avvera: registrare le proprie composizioni, intrise di simbolismo "santero" (la religione sincretica di Cuba con cui gli afroamericani hanno incorporato cristianesimo e politeismo) con la North German Radio, un ensemble allargato che non ha alcun timore reverenziale per la gran messe di note nate dall'incontro tra Africa e Occidente, via America. Affidati gli arrangiamenti al brasiliano Jacques Morelenbaum, uno che ha saputo trovare rifiniture e suono, mutatis mutandis, per Caetano Veloso e Gilberto Gil, ecco Ceremony, dieci brani in sequenza che si aprono con un omaggio allo "spirito guardiano" della Santeria, Elegba. Chi ha amato il suono grande, grosso e duttile delle orchestre di Machito, O'Farrill, Gillespie troverà qui un sostanzioso appoggio alla tradizione del "latin jazz" storico orchestrale, tutto guizzi e colori come da una tavolozza: diverso il discorso per chi ha amato, di Sosa, il lato più introspettivo e di ricerca, quell'inquieto "ricercare" che a volte esplode in torrenziali, vitalistiche cascate di note sul pianoforte. (Guido Festinese)











