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HERBIE HANCOCK - The Imagine Project

 
HERBIE HANCOCK - The Imagine Project
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Artista HERBIE HANCOCK
Titolo The Imagine Project
Anno 2010
Casa discografica Universal

"Non volevo fare un disco di world music, volevo realizzare delle composizioni originali con artisti differenti, in modo che ogni canzone potesse rappresentare l'idea che la musica supera ogni confine". Così ha dichiarato, non proprio in maniera originale, Herbie Hancock e si è messo al lavoro riunendo nello stesso disco Jeff Beck, Seal, John Legend, Los Lobos e i Chieftains (non nello stesso brano), Dave Matthews, Derek Trucks, Shankar e altri. Il risultato è una decina di brani a dir poco storici (“Imagine”, “Don’t give up”, “The Times They Are A' Changin” tra gli altri), riletti secondo l’estro degli ospiti presenti. Risultato altalenante, a volte sorprendente, altre deludente, soprattutto quando nella confusione si ritrova il piano di Hancock e s’immagina quello che avrebbe potuto essere. (Danilo Di Termini)

 

 

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Voto medio dell'autore: 2 user(s)

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HERBIE HANCOCK - The Imagine Project - 2010

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Un progetto e non un semplice e banale disco di covers, questo il nuovo lavoro proposto da Herbie Hancock.
Registrato in diverse parti del modo ( New York, Parigi, Los Angeles, Londra, Rio De Janeiro, Miami, Dublino e Mumbai ) e con tantissimi ospiti, a rappresentare luoghi e forme sonore ben inquadrati nel mondo delle musica. Sempre pronto, quest'ultimo, a creare muri ed etichette, dove un cantante pop o rock deve essere solo quello, senza avere la possibilità di cavalcare generi diversi per non modificare la maschera indossata per raggiungere il successo.
Hancock cerca di distruggere i confini, le barriere, facendo cantare nelle stessa canzone P!nk e Oumou Sangaré o passando attraverso la chitarra di Jeff Beck o il sitar di Anoushka Shankar.
Il pianista trasforma 10 noti brani in opere dove ogni artista e diverse culture trovano il loro spazio.
Un disco complesso, ricco di colori e suggestioni.
Merita di essere ascoltato.

Andrea V.

 
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Recensione Utenti

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Opinione inserita da Giuseppe Vagge
13 Dicembre, 2010
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0 persone su 0 hanno trovato questa recensione utile

Francamente, Danilo, mi hai sovente dato ottimi consigli ma questo disco l'ho trovato inutile e inascoltabile.
Ciao,
Pepi

 
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1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile

Non concordo. Il disco è assolutamente apprezzabile, con alcuni idee semi geniali. certo non è il disco che ti aspetteresti da Hancock. Però se fosse del misconosciuto pianista di "nonsodove" lo avremmo ascoltato con orecchie diverse...

 
 
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