Le belle amicizie durano una vita, e forse anche di più, con i ricordi. Il little big man del jazz italiano senza pregiudizi estetici ha incontrato parecchio tempo fa Omar Sosa, fulcro cinetico e propulsivo del jazz caraibico chiamato a chiudere il “doppio cerchio” delle influenze tra Africa ed Americhe, ed è stata intesa immediata. Vedi alla voce “Alma”, giusto cinque anni fa. Adesso tornano con questo progetto dedicato all'Eros, che girerà per l'Italia la prossima estate, ed è magia assortita che potrebbe esser nel gusto di fasce di ascoltatori assai diverse. Per capirsi: si parte con Teardrop dei Massive Attack, e la voce convocata è quella di una star vera della world music come Natasha Atlas, e si approda anche, sul finale, a What Lies Ahead, l'inedito delizioso che Peter Gabriel regalò al pubblico italiano nel suo ultimo tour. C'è poi il violoncello ispirato di Jacques Morelenbaum, una spolverata intelligente di effetti elettronici distribuiti con grazia qui e là, e spesso il fondale strutturato, del Quartetto Alborada. Una piccola, rilucente meraviglia, nel nome dell'Eros. (Guido Festinese)






