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A COLLOQUIO CON LA COSCIENZA DI ZENO A COLLOQUIO CON LA COSCIENZA DI ZENO Hot

Il progressive rock, quello più puro e classicamente sinfonico, c'è ancora. A ricordarcelo, in tempi che vedono proliferare contaminazioni d'ogni sorta, contribuisce lo splendido CD pubblicato dalla Coscienza di Zeno per la Mellow Records. Gruppo ligure per un'etichetta ligure, a confermare – in Genova e nella sua regione, una grande e lunga tradizione prog, che annoda le fila del presente con quelle del passato. Abbiamo avuto recentemente il piacere di incontrare Andrea, batterista della Coscienza di Zeno, per realizzare l'intervista che segue.andrea orlando


Dove, quando e come è nato il gruppo?

Siamo un gruppo progressive nato a Genova nell'Ottobre del 2007 per iniziativa del bassista Gabriele Guidi Colombi (Trama, Narrow Pass, Armalite, Tempio delle Clessidre, Hidebehind), del sottoscritto (Malombra, Finisterre, Real Dream [una Genesis cover band]), e del cantante Alessio Calandriello (Narrow Pass, Hidebehind, Lucid Dream). Nel giugno del 2008 si è aggiunto al gruppo il tastierista Stefano Agnini. Con questa formazione abbiamo registrato il primo brano (Parergon, una prima versione di "Cronovisione", presente ora nel nostro nel CD). A settembre del 2008 è entrato nel gruppo il chitarrista Davide Serpico e l'anno dopo il tastierista-chitarrista Andrea Lotti. Con questa formazione abbiamo iniziato a lavorare alla composizione e all'arrangiamento dei brani che sono entrati a far parte del compact. A maggio del 2010, all'Hilary Studio di Genova, abbiamo iniziato le registrazioni del disco, al quale hanno partecipato anche alcuni musicisti ospiti (Luca Scherani alla fisarmonica, Joanne Roan al flauto, Lidia Molinari al recitato ed il nostro fonico Rossano Villa, che si è occupato dell'arrangiamento degli archi in due brani). Frutto di molto lavoro ma anche di molto entusiasmo, l'album è uscito nel Maggio di quest'anno. Poco dopo aver concluso l'album abbiamo deciso di metterci alla prova con una cover, accettando la proposta di partecipare all'album tributo agli Yes, che sarà pubblicato anch'esso da Mellow Records, probabilmente entro la fine di quest'anno. Il brano è "Homeworld", dall'album "The ladder". A Marzo di quest'anno siamo entrati in studio per registrare un altro brano, questa volta scritto da noi, "Il Paradiso degli altri", che farà parte di una raccolta dedicata al "Decameron" di Boccaccio. Attualmente, stiamo lavorando per presentare dal vivo il disco. Molto probabilmente della scaletta faranno parte alcune cover, non solo brani prog, sulle quali stiamo ancora discutendo (molto civilmente però!).


Quale è la vostra proposta musicale?

Se dovessimo descrivere la nostra proposta musicale potremmo dire che è orientata verso il progressive e che risente soprattutto dell'influenza del rock sinfonico degli anni Settanta (Museo Rosenbach, Locanda delle Fate, Banco del mutuo soccorso, Latte e Miele, Alphataurus) e dei grandi interpreti della scena britannica degli stessi anni (Genesis, King Crimson, Yes), ma col tempo - e soprattutto grazie alla combinazione, a volte un po' misteriosa, delle diverse influenze di ognuno - ha acquisito secondo noi uno stile e un linguaggio più "personali". Diciamo che io, Gabriele e in parte anche Stefano (che però nel prossimo album probabilmente si dedicherà solo alla scrittura dei testi) siamo nati con il progressive e amiamo questo genere, mentre Alessio, Davide e Andrea sono entrati in questa realtà progressivamente (ti giuro che il gioco di parole non è voluto!). Per loro è stata una scoperta e in parte una sfida, ma siamo convinti che la convivenza di tante anime musicali diverse si sia rivelata una risorsa per il gruppo (forse lo è per ogni gruppo), poiché ha permesso di arricchire non solo la musica, ma anche noi che l'abbiamo suonata. E' l'incontro di diverse sensibilità e diversi "mondi interiori", che genera la fisionomia dei nostri brani, e naturalmente ciò non è stato il frutto di un lavoro a tavolino. Ad ogni modo ci piace dedicare molto spazio ai testi (scritti da Stefano), perché attraverso le storie e i personaggi raccontati nei nostri brani cerchiamo di trasmettere non un particolare messaggio, ma semplicemente il bisogno di indagare dentro se stessi (che richiama non a caso il nome – altisonante e ambizioso! [N.d.R.] – che abbiamo deciso di dare al gruppo).


Quali sono i vostri progetti per il futuro?

coscienza di zenoDobbiamo dire che il nostro disco ha suscitato generalmente giudizi positivi, anche fuori dall'Italia, e questo ci ha dato una grande soddisfazione. Come ti ho già detto, dietro c'è molto lavoro e molto sacrificio, ma nello stesso tempo anche entusiasmo, perché, nonostante qualche discussione ogni tanto, andiamo d'accordo tra di noi e spesso ci vediamo anche fuori dalla sala prove – aspetto, a nostro avviso, non secondario in un gruppo. Adesso, il nostro obiettivo è naturalmente quello di fare concerti per presentare il disco appena uscito. Ti confesso che non è facile, perché come sai nella nostra regione non ci sono molte possibilità di suonare dal vivo, soprattutto se la proposta musicale è differente rispetto a quello che in genere la massa vuole. Comunque noi siamo caparbi e non ci perdiamo d'animo. Se capiterà (dipende molto dal coraggio di chi gestisce i locali...), suoneremo anche in luoghi dove il progressive non si sa cosa sia e dove ci si potrebbe aspettare altra musica per "passare la serata"; ma se si crede in un progetto è doveroso portarlo avanti, senza rinunciare in partenza a coinvolgere anche chi non ha nelle orecchie un certo tipo di musica. Sarà naturalmente il pubblico a dire se sei piaciuto o meno. Però ti confesso che ci intriga molto l'idea di disorientare, in senso positivo, un certo tipo di ascoltatore; quando vediamo dal palco qualcuno che non conosce il nostro genere e che aggrotta le sopracciglia e ci guarda con aria stranita, pensiamo: forse siamo sulla strada giusta... Abbiamo poi già alcune idee per il prossimo disco, e devo dirti che abbiamo voglia di metterci subito al lavoro. Ma, come ti ho detto, adesso dobbiamo concentrarci soprattutto sui concerti. Considera che nessuno di noi è professionista, anche se Andrea Lotti sta cercando di diventarlo, e quindi non sempre riusciamo a dedicare alla musica il tempo che vorremmo e a vivere solo di essa.

Come lavorate sui brani?

Come ti ho detto, è Stefano l'autore dei testi, mentre tutto il gruppo lavora all'aspetto musicale. In questo primo disco ci sono alcuni brani di cui Stefano ha scritto anche la musica, ma tutti sono stati arrangiati e rielaborati da tutti, prima di assumere la forma che si può sentire nel disco. Scriviamo in genere assieme, in due o in tre, perché è il modo che troviamo più congeniale e più stimolante. In fase di registrazione ci ha dato un grosso aiuto Rossano Villa, dell'Hilary Studio, che oltre ad essere bravissimo nel suo lavoro è intervenuto, guidandoci con consigli preziosi e utili, soprattutto perché provenienti da chi non è propriamente dentro il genere. E' questo, secondo noi, il segreto. (Davide Arecco)

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