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Miscellanea Articoli miscellanea SANREMO 2021 - Prima serata
 

SANREMO 2021 - Prima serata

Ieri si è svolta la prima serata del Festival. Voi non ci avete visto, ma c'eravamo anche noi. Il nostro emissarioDario Gaggero era lì, abilmente nascosto (cosa c'è? Vi sembra impossibile?), e ci ha inviato il resoconto della serata.
 
Come e più degli altri anni ho ricevuto da Gian l’arduo compito di seguire Sanremo minuto per minuto: è un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo (e conoscendo la mia passione per il trash avrà immaginato che fossi la persona giusta per farlo, immagino).
Ecco quindi il reportage della prima serata. Ma prima:
Avvertenza 1: lo so, lo so. Non guardate Sanremo perché a) voi ascoltate VERA musica (intellettuale/rock/non commerciale/di impegno sociale…) e quindi non l’avete mai guardato b) bisogna boicottarlo perché non c’è niente da ridere e i ristoratori, gli operatori dello spettacolo, gli impianti sciistici sono senza lavoro da mesi/è uno scandalo tutto quello che li pagano con la gente che muore di fame/fa parte di una cospirazione ordita dai poteri forti per tenerci buoni ma è tutta una montatura, è solo un’influenza, siete delle pecore, ecc.
Continuate pure a non guardarlo e a scassarvi di Masterchef, Grandi Fratelli VIP e campionato di calcio.
Solo non fatene una medaglia al valore, merci.
Avvertenza 2: i seguenti sono pareri personali (miei, di Gian e di qualche altro sventurato che passava).
Se speravate in una sottile analisi musicologica o dotte discettazioni sulla storia personale dei singoli artisti e sul come la loro arte si sia evoluta nel tempo c’è la forte probabilità che rimarrete delusi.
Partiamo?
Conduzione:
Dopo la triste prova dell’anno scorso Amadeus e Fiorello sono ovviamente stati subito riconfermati. Solite scenette deprimenti (Amadeus che canta, i due che ballano la lambada, gag mestissime sull’assenza di pubblico e sulle precauzioni anti Covid) ma ritmo tutto sommato buono. Ciononostante la serata è finita all’una passata come al solito.
Amadeus lo tollero, Fiorello non mi fa ridere. Mai. Sarò l’unico, evidentemente.
Ibrahimovic conduce come se fosse Celentano in un film anni ’80. Stesse battute, stesse pause. Non so se sia un pregio o un difetto.
Presenze femminili della serata: Matilda De Angelis – giovane, carina, spigliata. Ovviamente guardo solo film brutti e zozzi di serie D, quindi non l’ho mai vista recitare. E’ nella serie TV della RAI su Da Vinci, come si premurano di farci subito sapere.
Ah, c’era anche l’infermiera-della-foto-coi-segni-della-mascherina-in-faccia, giusto a rimarcare che loro fan le cose per bene.
I giovani: 4 stasera, 4 domani. 2 per serata passano, gli altri a casa.
Gaudiano: solita roba, pezzo sub Tiziano Ferro. Circolare, non c’è niente da vedere.
Elena Faggi: Pettina e vestito lolitesco, canzone vezzeggiante che ricorda un incrocio inquieto tra ‘Sincerità’, ‘T’Appartengo’ di Ambra e ‘Che brutto affare’ di Jo Chiarello. Scemetta ma simpa.
Avincola: Si presenta con un pallone da calcio e due baffi da Super Mario. Canzone indie abbastanza incolore ma piacevole.
Folcast: nome orrendo, canzone souleggiante con pretese. Non male.
Passano Gaudiano (ovvio) e Folcast.
Gli ospiti:
Diodato: a me piace anche abbastanza. Ma tre pezzi? Abbiate pietà.
Loredana Berté: pettinata da Melina Riccio, decisamente giù di voce. Super medley di successi, cantati così così. Un po’ triste. Spottone sullo speciale RAI in programma a breve.
Achille Lauro: pezzo con ritornello alla Finley, parecchio scarso. Grande vestito, lacrime di sangue, piume ovunque. Promosso.
I BIG (o presunti tali):
Arisa: pezzo scritto da Gigi D’Alessio (con la solita strizzata d’occhio a Tiziano Ferro), niente di che. ‘La Notte’ era decisamente un’altra cosa. Performance vocale nella media. Bella pettinatura.
Colapesce e Di Martino: gli idoli di Fabio (che però aveva già espresso riserve) partoriscono a sorpresa un pezzo ‘Back to Disco’, con tanto di pattinatrice in tutina da aerobica. Divertente.
Aiello: look super trucido, pezzo sub-Tiziano Ferro as usual, voce tipo quello che urla al mercato per vendere i carciofi. Gli riconosco una sua originalità vocale, che però non attenua il fatto che mi faccia solennemente cagare.
Fedez e Francesca Michielin: lui palesemente a disagio e brocchissimo a cantare, lei brava. Il pezzo sembra un mezzo scarto di Mahmood (che in effetti compare tra i 1000 autori del brano).
Max Gazzé: una volta ero un fan. Adesso la sensazione che faccia sempre lo stesso pezzo si fa sempre più forte. Questa parte come ‘Guardie da rock’ di Camerini/Monti e si perde nel solito pastrocchio. Look alla Da Vinci (che si vede va di brutto a Sanremo, quest’anno) sagome di cartone di Hendrix, Marilyn e Igor/Aigor sul palco. Non mi ha convinto.
Noemi: nuovo look con abitino di cotta di maglia e dimagrimento generale (i maligni parlano di plastica). Sembra che non ne abbia molta voglia. Figurarsi noi.
Madame: Piedi nudi, vestito di specchi rotti, postura ingobbita. Non so chi sia ma – a suo modo – convince. Il pezzo, ovviamente, non è nelle mie corde.
Maneskin: Presunta rivelazione rock da talent show, hanno fans insospettabili anche presso i nostri clienti. Probabilmente sono troppo vecchio per apprezzare al meglio tutta questa ribellione (dicono addirittura ‘cazzo’ e ‘coglioni’!!! A Sanremo!). Il look del chitarrista e il Danelectro della bassista sono le uniche cose che salvo, sorry.
Ghemon: Look completamente rinnovato (prima sembrava evaso da un carcere psichiatrico, ora sembra l’Orsetto Rupert con i capelli di Maurizio Lastrico) e pezzo decisamente al di sopra delle sue capacità vocali. L’idea poteva essere quella di mischiare hip hop e swing alla Sergio Caputo, ma il risultato è talmente confuso da essere incommentabile. Magari la versione registrata…
Coma_Cose: altri idoli di Fabio (che quest’anno ha diversi favoriti in gara – stasera c’è pure Fulminacci). Lui non è esattamente impeccabile e il ritornello mi ha ricordato un po’ i Ricchi e Poveri. Simpatici, ma hanno fatto molto di meglio.
Annalisa: La performance vocale migliore della serata, purtroppo al servizio di un pezzo inutile. Presenza scenica paralizzata dalla scollatura vertiginosa, calzature alla schiava improbabili.
Francesco Renga: Capelli alla Alessandro Borghese di 4 ristoranti, controllo vocale assente, pezzo drammatico. Il repertorio da nonne lo sfoggia ormai da secoli, ma almeno una volta garantiva performance canore perlomeno dignitose. Stasera zero totale.
Fasma: ballatona trap convenzionale, ma almeno va parecchio a tempo e non è imbarazzante (doti assenti nella maggior parte degli esecutori di stasera).
 
Finalmente è finita!!! La classifica parziale (completamente inutile, ovviamente) vede prima Annalisa e ultimo l’agghiacciante Aiello.
Fatemi sapere se vi è bastata una puntata o se devo commentarvi anche le altre serate, mi raccomando. fest1

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