VIVA LA MAMMA?
Dopo una settimana di tregenda è pian piano successo quello che succede sempre: le canzoni più ostiche o meno memorabili si cominciano a canticchiare, si cominciano ad abbinare nomi sconosciuti a volti e abiti, ci si perde nelle immancabili polemiche (piccole o grandi che siano).
Quest'anno si respirava una pesante aria di smobilitazione, e si è arrivati addirittura alla proclamazione in diretta del successore di Carlo Conti (cioè Stefano De Martino, quello del gioco dei pacchi). Già saprete che lo share non ha premiato quest'ultima edizione e quindi il passaggio di testimone era forse inevitabile.
Quello che è emerso in maniera incontrovertibile è che è proprio vero – l'italiano è mammone sino all'osso, e questo è stato il Festival della Mamma per eccellenza. C'è chi l'ha sbandierata in lungo in largo, portandola sul palco in più di un'occasione (Sayf, che infatti è stato premiato con un secondo posto in classifica totalmente inaspettato), chi l'ha pianta in maniera plateale in struggenti ballate sanremesi (Serena Brancale, che stasera indossava addirittura un vestito appartenuto alla madre). C'è anche chi è sembrato adeguarsi al trend 'in corsa' (vedi Samurai Jay, il gemello cattivo di Sayf che ne ha ricalcato le mosse al termine dell'esibizione). Insomma, viva la mamma (a cui sicuramente piacerà Sal Da Vinci, vincitore della kermesse con un brano che sarebbe sembrato retro anche negli anni '80).
Speriamo adesso in un futuro di festival più snelli, con eliminazioni dirette, minutaggi meno importanti e meno celebrazioni infinite di morti celebri. Lo so, è difficile. Chi vivrà vedrà.
Dario.
La top five ufficiale:
1) Sal Da Vinci
2) Sayf
3) Ditonellapiaga
4) Arisa
5) Fedez e Masini






