Se la musica è fatta (anche) di personaggi oltre che di accordi e melodie, allora un posto d’onore spetta a (Wild) Billy Childish. Distinto quarantasettenne con annessi baffoni coloniali, Billy incide ruvido garage rock (con occasionali parentesi folk blues, punk e country) da oltre trenta anni. E praticamente non ha mai preso il fiato: il traguardo dei cento dischi è ormai alle sue spalle. Questo nuovo album è identico a tutti gli altri: analogico, rumoroso, melodioso, demodè, coinvolgente, maleducato. Idolo (poi rinnegato dopo un litigio) di gente come Jack White di casa White Stripes, Billy non ha mai prestato attenzione e quisquiglie come la logica o la promozione. E si sente, forte e chiaro. Musica magica e forzatamente laterale. (Marco Sideri)
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