In “Part- Monster” il quintetto anglo-francese recupera certamente l'estetica musicale degli eighties, ma lo fa in un modo ancora diverso rispetto ai precedenti lavori. Questa volta, infatti, mostra un dinamismo nuovo, a tratti brutale, che li allontana un po' dalla definizione di band cold wave, ambient e ghost rock che li ha spesso accompagnati. Chi ha avuto l'opportunità di vederli in concerto recentemente sa di cosa stiamo parlando: l'ombrosa introspezione dei dischi scompare nella dimensione live per lasciare spazio ad una incredibile energia. Un'energia che viene perfettamente ricreata in “Part-Monster”. La scelta di un produttore come Guy Fixsen (dei Laika - producer engineer di Pixies, Moonshake, The Breeders, Joy Zipper, Stereolab, Lush e soprattutto di "Loveless" dei My Bloody Valentine), dimostra chiaramente l'intenzione del gruppo di perseguire un suono più duro e potente. Con questo lavoro i Piano Magic riescono, infatti, a bilanciare meravigliosamente la propria verve romantica con questo dinamismo catartico. Da una parte giocano con il proprio sound e lo trasformano in un qualche cosa fuori dal tempo, dall'altra riprendono le tematiche preferite della band, soprattutto la fascinazione per la parte più crudele e tragica della loro città madre –Londra- con un omaggio al più speciale dei suoi reietti, Joseph Carey Merrick/The Elephant Man. Il risultato di questa operazione sono 10 brani di una bellezza struggente che rendono “Part Monster” un album davvero definitivo.





