Figlia dello spirito comunitario che sembra pervadere da qualche anno a questa parte la musica indipendente canadese (già al lavoro con i Metric e i più blasonati Broken Social Scene), Emily Haines si butta nell’avventura solista armata solo di pianoforte e voce. Poco importa che intorno amici e compagni di strada (i Soft Skeleton) aggiungano suoni e arrangiamenti: il disco rimane nella sostanza una delicata prova d’autore, piegata verso melodie soul bianche, ora più eteree, ora più corpose. Come tanti dischi simili, “Knives…” poggia tanto sulla scrittura (spesso buona) quanto sull’atmosfera di fondo (avvolgente e intensa), vera chiave di volta dell’operazione. Unica pecca il fatto che album così (pur assai gradevoli) escano oramai a ciclo (quasi) continuo. (Marco Sideri)
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