Steve Nieve, pianista e sodale di Elvis Costello, ha lavorato a “Welcome to the Voice”, con la compagna Muriel Teodori che ne ha scritto il libretto, per più di dieci anni. La storia non è proprio una novità: l’ossessione di un’amante dell’opera (Sting) per una stella della lirica (la soprano Barbara Bonney). Qui il protagonista è un metalmeccanico, occasione per Robert Wyatt di intonare il medley “Grand grand freedom/We Are the Workers”, che sfugge all’arresto di un Costello/poliziotto. Nella scrittura, per quartetto d’archi (Brodsky quartet) e pianoforte con le improvvisazioni dei fiati del bravissimo Ned Rothenberg, Nieve non sceglie la strada dell’opera-rock, restando piuttosto nell’alveo di una musica contemporanea con sfumature pop: purtroppo senza convincere in entrambe le sponde. (Danilo Di Termini)





