Londra è e rimarrà sempre fucina di novità e tendenze innovative e visionarie. Dalla palude della musica da club, dai ritmi ossessivi e incalzanti della jungle e del 2-step, ha preso forma una nuova creatura, subito ribattezzata Dubstep. E l’artefice è tal Burial, nome misterioso, nessuno sa chi sia, niente performance dal vivo, niente interviste (o quasi), niente foto. Per lui parlano solo i ritmi dub dilatati e sporcati da bassi ossessivi e ruvidi, il tutto mescolato da distorsioni vocali appese tra il soul e il garage. Untrue rapisce, crea una dimensione ovattata, quasi oppiacea che riempie l’anima, forte di una carica ipnotica senza pari. Il/la giovane londinese oltrepassa di gran lunga i confini tracciati da Goldie e Tricky, facendo del “grime”, della sporcizia, della contaminazione, la sua stella polare. (Giovanni Besio)
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