Dal 2004 ad oggi Nick Cave ha attraversato un periodo straordinariamente prolifico. Come spesso in questi casi, serpeggiava quindi il vago timore che il nuovo disco con i Bad Seeds potesse rappresentare una sorpresa non troppo felice. Chiariamo subito che, almeno per chi scrive, si può tirare un sospiro di sollievo. "Dig, Lazarus, Dig!!!" è un'ottima prova, di quelle che piacciono al primo ascolto; che posto occuperà nel canone generale della sua opera è una cosa che solo il tempo ci dirà e che, al momento, interessa poco. Nelle varie interviste rilasciate nelle settimane che ne hanno preceduto l'uscita, Nick Cave ha ripetuto che l'esperienza dei Grinderman avrebbe condizionato anche il nuovo disco, e in effetti è così; poco pianoforte, una presenza preponderante di Warren Ellis rispetto a quella più consueta di Mick Harvey, brani più immediati, sebbene anche più puliti in confronto a quelli dei Grinderman. Come già detto, il risultato è positivo, con alcuni brani ("Moonland", "Hold On To Yourself", "Jesus Of The Moon", "Midnight Man") davvero belli; qualcuno impressiona meno, come il conclusivo "More News From Nowhere" e il ripetitivo "We Call Upon The Author" (si immagina una scelta ironica, visto che il testo recita "Prolix! Prolix! Nothing a pair of scissors can't fix"), ma sono incidenti di poco conto nel complesso di un'opera riuscita. (Marina Montesano)
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