Nel pop contemporaneo è un po’ come in cucina. Nessuno inventa gusti nuovi e gli chef più bravi sono quelli che sanno accostare fra loro ingredienti che, in teoria, non sembrerebbero andare troppo bene insieme. Giunti al secondo lavoro, gli svedesi Shout Out Louds azzeccano la ricetta giusta prendendo come base i Cure (diciamo del periodo Head On The Door) e guarnendoli con i Belle And Sebastian. Dei primi ci sono il cantato sofferente e le tessiture scure unite a un ritmo che resta sempre abbastanza sostenuto (Hard Rain), dei secondi c’è la predilezione per il pop malinconico (Impossibile, Normandie). Il risultato, se non profondissimo, è simpatico e improntato ad un angst giovanile sospiroso ma senza melodrammi e in cui non è difficile identificarsi grazie alla scorrevolezza delle melodie (Parents Livingroom, You Are Dreaming). L’edizione italiana contiene due pezzi in più: la bella ballata acustica Bicycle e la poco efficace Don't Get Yourself Involved. (Antonio Vivaldi)
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