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Rock Recensioni STEVE WYNN – Crossing Dragon Bridge (Blue Rose 2008)
 

STEVE WYNN – Crossing Dragon Bridge (Blue Rose 2008) Hot

Image L’attacco dell’iniziale Slovenian Rhapsody potrebbe servire per un buon blindfold test per rocker incalliti dei tempi che furono. Una voce filtrata dalla cornetta, poi una manciata di arpeggi e una voce lievemente riverberata, quietamente nervosa: dalle parti di Cirrus Minor e If, per capirsi. Ma le belle avventure lontane dei Floyd alcaloidi nulla c’entrano. C’entra invece, ed è il cuore del disco, il fatto che Chris Eckman, ormai sloveno a tempo pieno, abbia convocato in studio a Ljubljana il grintoso Signor Dream Syndicate, dandogli carta bianca per scrivere di getto un pugno di canzoni. Poi, in post produzione, l’aggiunta sapiente di qualche arco ( vedi When We Talk About Forever: sembra una out take di Cohen!), secondo quelle declinazioni malinconiche che Chris e i suoi Walkabouts conoscono nel dettaglio, un piccolo coro femminile. Il più stranito, stando alle cronache, era proprio lui, Steve Wynn, alla fine del tutto: s’è ritrovato tra le mani un gran disco morbidamente psichedelico e “roots” che gratta via quasi completamente la scorza ferrosa delle chitarre, e recupera invece una aggraziata dimensione nostalgica semiacustica molto, molto europea. Si dirà: è esattamente la strada dei Walkabouts, quando lasciano nelle custodie le Fender. Appunto. Tutti i conti tornano, conviene attraversare il Ponte del Dragone. (Guido Festinese)

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