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Rock Recensioni LANGHORNE SLIM - Langhorne Slim (Kemado 2008)
 

LANGHORNE SLIM - Langhorne Slim (Kemado 2008) Hot

Image Se di dischi carini son piene le fosse dell’invenduto, questo secondo album di Langhorne Slim (vero nome Sean Scolnick) appartiene al carino che merita di venire salvato dall’oblio. Il giovanotto di Brooklyn (ma originario della Pennsylvania) sa destreggarsi fra registri compositivi diversi e, a seconda di gusti e momenti, ognuno troverà qui una o due canzoni a cui affezionarsi: l’urgenza tenera e stralunata di Restless, l’imprevista virata ritmica nel finale di Colette, i battiti accelerati in stile White Stripes (ma con meno frenesia) di Hello Sunshine, il finale meditativo di Hummingbird. Più in generale piace la serena vitalità del disco, che suona roots senza essere passatista, gentile senza essere sospiroso, ben arrangiato in chiave acustica ma con i giusti fremiti elettrici. Peccato solo che la voce non sia pazzesca. (Antonio Vivaldi)

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