Era da sei anni e dal bellissimo Neon Golden che i Notwist non si facevano più sentire. The Devil, You + Me cambia di poco le carte sonore in tavola e ascoltando il primo brano, Good Lies (con chitarre fra Mogwai e shoegazing), fa effetto pensare che il 2002 sia già così lontano (e siano già così lontani termini come come post-rock, indie, alternative che allora avevano un valore quasi etico). Dunque il canovaccio resta quello della melodia pensosa, cantata in modo sommesso e screziata di elettronica e poiché i fratelli Acher e i loro compagni sono bravi a fare tutte e tre le cose, il risultato è nell’insieme positivo, specie in Hands On Us e Where In This World dove i suoni elettronici si fondono con quelli orchestrali creando atmosfere sospese e oscure. In realtà si sarebbe potuto camminare di più lungo questa strada (o su quella quasi electro- pop di Boneless), visto che altrove si viaggia un po’ troppo con il pilota automatico della malinconia (Sleep) o dell’acustico-drakiano (Gone Gone Gone, The Devil, You + Me). Niente di grave, a parte il fatto che Neon Golden era più bello o forse era più ‘alla moda’ rispetto all’oggi in cui i suoni che fanno tendenza sotterranea sono l’ epico-nerd degli Okkervil River, il bizzarro-folk di Devendra o il sentimental- etnico dei Devotchka. (Antonio Vivaldi)
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