Terzo live in poco più di due anni per il Principe. Summer in The Southeast era sorprendentemente rock e molto bello, Wilding In The West non dissimile ma meno a fuoco, mentre questo Is It The Sea? opera in ambito folk. Non è certo un’uscita volta a mascherare una stasi creativa (il recente Lie Down In The Light è ottimo lavoro di studio) e, rispetto alla media dei dischi dal vivo, può contare su una sua specificità data dall’accompagnamento acustico degli scozzesi Harem Scarem (violino, banjo, flauto e fisarmonica) e da suggestive armonie a più voci. Il concerto (registrato a Edimburgo nel 2006) inizia benissimo con arrangiamenti perfetti per sottolineare la nitidezza di melodie come Minor Place, Love Comes To Me e la fragile e splendida Bed Is For Sleeping. Poi, per qualche minuto, l’equilibrio si spezza, con un’affilatura sbagliata per Arise Therefore e un’evidente spuntatura in pezzi come Wolf Among Wolves e Ain’t You Wealthy? Ain’t You Wise?. Una Cursed Sleep affrontata senza rischi rimette in carreggiata i suoni preparando il pezzo forte del concerto, la ballata tradizionale di morte e magia Molly Bawn, dove il nostro dà forma spettacolarmente compiuta al suo amore per il lato oscuro della musica tradizionale con strepitosi dialoghi vocali e una straordinaria tensione strumentale. Da qui in avanti tutto scorre a meraviglia in affascinante equilibrio tra fluidità e psicosi, pacificazione e ansia, limpidezza melodica e ombre testuali. E se il concetto oggi alla moda di psych-folk diventa qui vita vissuta, è bello per la salute dell’artista percepire che il folk sembra, nell’insieme, prevalere sullo psych. (Antonio Vivaldi)
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