Non possiamo annoverarlo tra i migliori album di Springsteen? E sia. La copertina travalica l’idea stessa di bruttezza? Vero. Le sonorità hanno un’evidente impronta pop? Innegabile. Ciò non toglie che Working On A Dream trasudi onestà e passione da ogni singola nota. Al punto che perfino i suoi momenti più deboli (vedi l’insipida Surprise, Surprise) appaiono accettabili. Il clima di rinnovata speranza che attraversa gli Stati Uniti sembra essere la chiave di lettura giusta per interpretare un album quieto e poetico come questo, proteso verso un sogno collettivo di cambiamento. Il romanzo americano dai tratti epici, quello di Faulkner e Steinbeck riecheggia nella grande ballata Outlaw Pete e nella canzone candidata all’Oscar, The Wrestler. Un toccante omaggio ai “beautiful losers” a cui Bruce Springsteen riserva, da sempre, il meglio di se stesso. (Ida Tiberio)
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