Questa recensione arriva un pochino in ritardo rispetto all’uscita dell’album (maggio 2008) e grazie ai contributi alla classifica di fine anno del nostro sito. “Ghost Notes” infatti ha raccolto quasi venti preferenze, facendosi così notare nel guazzabuglio delle uscite odierne. Non è difficile individuare il motivo. Gli Everest (da Los Angeles), senza rivoluzioni o forzature formali, mettono in fila dieci morbide canzoni folk rock, alla maniera di CSN&Y, se cercate un riferimento, occasionalmente sbandando verso altri linguaggi (sempre temporalmente limitrofi) per insaporire la formula. Il risultato è un album che cresce lentamente, con gli ascolti, rivelando doti di scrittura e arrangiamento certamente notevoli. Il fatto che esca per la Vapor di Neil Young chiude il cerchio. Per moderni amanti del rock classico. (Marco Sideri)
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