Con Havilah gli australiani Drones arrivano al quinto album, apprezzati dalla critica e molto meno dal pubblico. Ed è un peccato: la band dovrebbe senz'altro piacere ai tanti che hanno amato il suono australiano degli anni '80, dai Died Pretty ai Triffids degli esordi fino al primo Nick Cave. Al pari degli episodi precedenti, Havilah è un disco molto bello, fatto di chitarre dissonanti e di improvvise aperture melodiche. Rispetto alla scrittura asciutta del precedente Gala Mill, i Drones sembrano tornare alla formula di Wait Long by the River and the Bodies of Your Enemies Will Float By, sinora il loro disco di maggior richiamo. Il singolo The Minotaur e Oh My sono i pezzi che conquistano al primo ascolto, ma è soprattutto l'insieme che ripaga. Vale anche la pena di prestare orecchio ai testi, cupi come sempre e decisamente superiori alla media. (Marina Montesano)
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