Oggi che gli stili tecnicamente demodè (il folk, il blues, il country, la vecchia musica americana) sono tornati prepotentemente di moda, manipolati e rivisti da miriadi di musicisti contemporanei, è curioso vedere come “Notes To An Absent Lover” suoni effettivamente nostalgico, col suo carico di malinconia primi anni ’90. Allora, forse, lo avremmo definito slow-core, tirando in ballo i Red House Painters o, persino, i Low; oggi è un oggetto non identificato: una raccolta di ballate d’amore e ferite da leccare (fin dal titolo) confezionate con gusto melodico e sonico impeccabile, tra scrittura quasi folk e spirito indie. Certo sussurra, “Notes…”, non sgomita per catturare l’attenzione, e quindi non lo troverete su nessuna prima pagina. Ma questo, certamente, non lo rende meno bello. (Marco Sideri)
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