Ex-Libertines ed ex-Babyshambles, forse a un passo dalla reunion con Carl Barât, Peter (non più Pete) Doherty trova la sua vena migliore nel debutto da solista. Non è un disco perfetto, Grace/Wastelands, e probabilmente la ricerca della perfezione non è nelle corde di Doherty: non tutti i brani sono alla medesima altezza, e in almeno un caso (Sweet By And By) si potrebbe passare subito al successivo. Nonostante questo, siamo di fronte a un disco di alta qualità, che affascina già dal primo ascolto. L'influenza dei Clash, periodo Sandinista, è forte nell'ottimo singolo The Last Of The English Roses e in Broken Love Song, uno tra i pezzi migliori; echi anche dei Blur, via Graham Coxon, che collabora al disco, e dei Gorillaz. Soprendono gli arrangiamenti orchestrali di sapore '60s di alcuni brani, fra i quali il migliore della raccolta, A Little Death Around The Eyes, rinvia (anche nel testo) a Serge Gainsbourg. (Marina Montesano)
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