Il secondo disco di Elvis Perkins conferma quanto di buono c'era in 'Ash Wednesday', con la differenza che, al posto dei rodati session man di allora, il giovanotto ha formato una band con un terzetto di capelloni che paiono usciti da 'Dead Man', il bizzarro film di Jim Jarmusch; il quartetto, che prende il nome dal disco (o viceversa), si dedica ad una quindicina di strumenti tra i quali non mancano clarinetto, trombone e autoharp! Tuttavia l'ispirazione rimane la stessa, sempre in bilico tra il folk e canzone d'autore; le sonorità e gli arrangiamenti, invece, ricordano talvolta certe struggenti melodie degli anni '60, come nella splendida 'How's Forever Been Baby' che chiude un disco che, assieme agli ultimi lavori di Bright Eyes o di Teddy Thompson, rimarrà a lungo nelle nostre playlist. (Fausto Meirana)
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