Il ritorno del gruppo americano dal suono più inglese degli inglesi è addirittura un concept album, con tanto di preludio, intervallo e temi musicali che ricorrono durante tutta la sua durata, non c’è stacco tra un pezzo e l’altro. Il timore era che certe tentazioni prog che affioravano nel precedente “The Crane Wife” potessero assumere dimensioni straripanti; per fortuna non è così, ci sono fraseggi tipici del genere e anche degli inaspettati chitarroni hard-rock vecchio stile. Il tutto nel consueto stile dei Decemberists con un pizzico di orchestra in più, il solito saporino “XTC acustici” e ospiti importanti come Shara Worden (My Brightest Diamond), Jim James (My Morning Jacket) e Robyn Hitchcock. Il tema è quello di un amore contrastato, tra regine, fauni e libertini, ma non c’è lieto fine. E non a caso, la canzone più emozionante è quella cantata dai fantasmi dei bambini morti “The Hazards Of Love 3 (Revenge!)”. Non è un capolavoro assoluto, qualcosa si poteva limare, ma è un ottimo disco, e onore al coraggio di proporre, in questi tempi di ascolti smozzicati tra un mp3 e l’altro, un’unica suite della durata di un’ora. (Andrea Sessarego)
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