Stephen MacBean, padre padrone di Pink Mountaintops, è un freak nel senso americano e anni ’70 del termine. Apparenza trasandata, aspirazioni musicali “cosmiche”, Stephen lavora per lo più in comunità, circondandosi per le sue molteplici avventure di collaboratori e amici in quantità. Entrambi cromatici e naturalisti, i suoi progetti più stabili sono Black Mountain e Pink Mountaintops. Il primo è un monolite di rock classico. Il secondo, e veniamo a noi, una creatura più libera e sfuggente. In questo (terzo) album la musa scostante di SMcB prende la forma di ballate country, ora virate gospel, ora sfigurate da distorsioni elettriche, ora mutate in assalti proto punk dal suono ‘60. Sembra un minestrone. Non lo è grazie al talento e alla visione del protagonista. Una benvenuta anomalia. (Marco Sideri)
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