“Deep Fried Fanclub”, che senza particolari fanfare riemerge dalle nebbie del tempo, è un’occasione per ricordare il magnifico estro artigiano del gruppo di Glasgow. È, anche, la ristampa di una collezione di singoli e scampoli datati 1991/92, anni in cui la band riordinava le idee prima di trovare definitivamente un’identità con l’ottimo “Bandwagonesque”. Tradizionalmente catalogati come emuli indie di Byrds e Big Star con un pizzico di Neil Young, i TF qui affogano le melodie (Everything Flows) in una distorsione mai eccessiva, e già fanno intravedere le meraviglie a venire. Certo, consigliare “Deep Fried FC” a tutti sarebbe scorretto. È un’uscita indubbiamente di seconda fila. Ma se può servire a indirizzare qualche orecchia fresca verso il mondo del gruppo, beh, allora non ci si vede nulla di male. (Marco Sideri)
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