Per questa nuova fatica marca Eels (sottotitolata “12 canzoni di desiderio”) Mark E Everett, barbuto titolare della sigla, ricicla e si ricicla. Dopo l’opulenza del precedente album (il doppio e ottimo “Blinking Lights and Other Revelations”) sceglie la concisione e l’impatto, chiudendo in 40 minuti circa una moltitudine di idee e forme, provenienti da vari passati. Ci sono rock’n’roll puri e duri (Lilac Breeze è un aggiornamento di Jailhouse Rock), ballate indie dolci e avvolgenti (The Look You Give That Guy), blues modernisti, addirittura una canzone licantropa (l’hombre lobo del titolo) con tanto di ululato, e rimando al Werewolf of London di Warren Zevon (True Blood). Insomma, un piacevolissimo disco di passaggio per un fuoriclasse come E. Un disco che, senza pretese, può fare la gioia di ogni tipo d’ascoltatore. (Marco Sideri)
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