Scegliere come nome d’arte “Viperette” e fare musica per nulla guizzante suona come un paradosso che forse solo l’interessata (vero nome Jesy Fortino) potrebbe spiegare. Tiny Vipers si propone infatti come la più introversa fra le cantautrici introverse, da far sembrare Alela Diane un’icona neo-glam e Cat Power un musical di Broadway. Per fortuna la ragazza di Seattle riesce ad essere, in questo suo secondo album, abbastanza intensa da non cadere nella parodia della complessata-che-fa-musica, esprimendo anzi trasognata intensità (Eyes Like Ours), epos scheletrico ( Twilight Property) e aneliti d’introversa speranza (la lunga Life On Earth). E’ d’altro canto vero che 64 minuti di voce, chitarra, introversione e poco altro rappresentano un bel peccato di ( inconsapevole?) vanità. Per il futuro si auspica almeno un tamburello. (Antonio Vivaldi)
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