Vic Chesnutt è una garanzia. Anche i suoi lavori meno ispirati possono contare su almeno un paio di canzoni da pathos onnicomprensivo oltreché, naturalmente, sul disagio a prova di cinico indotto dalla sua voce. Dopo la collaborazione dello scorso anno con gli Elf Power per Dark Developments, Chesnutt torna a registrare insieme ai canadesi Silver Mount Zion con cui, nel 2007, aveva prodotto l’apocalittico North Star Deserter e partecipato al film-concerto Empires Of Tin per la regia di Jem Cohen. Il primo brano di At The Cut, Coward, è una versione in studio di uno dei pezzi presenti su Empires Of Tin e farebbe pensare all’album come a una prosecuzione del discorso sulla caduta degli ‘imperi ’ vecchi e nuovi su cui il film era centrato . In realtà il resto del materiale segue un percorso più legato al privato (i testi di Chain, Granny) e alla melodia disagiata ma strutturata e quasi gentile (Chinaberry Tree, Flirted With You All My Life, dove ‘you’ non è una fidanzata…). Potrebbe essere un lavoro di transizione; ad ascoltarlo bene si colloca nella fascia medio-alta della produzione del musicista di Athens. (Antonio Vivaldi)
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