Vanno veloci i Pearl Jam con questo nuovo lavoro, "Backspacer", talmente veloci da lasciare quasi a bocca asciutta dopo il primo ascolto. Nei 37 minuti d'ascolto gli undici pezzi scivolano via con parecchia facilità, irrompono violenti, stupiscono, e nei (due) casi in cui il tempo rallenta si è troppo trasportati per pensarci su. Ma una volta approfonditi i testi e ascoltato il disco più attentamente (o meno emozionalmente), ci si trova davanti ad un ottimo lavoro, certamente lontano dai fasti di "Ten", ma segno di una band in continua crescita. Merito anche del produttore Brendan O'Brien che, a differenza della sovrapproduzione che lo ha caratterizzato in Springsteen, opta per un mix deciso e diretto caratterizzato da voci e chitarre ben definite, ruvide e veloci come in un vecchio disco punk (ed il riferimento chitarristico ai Sex Pistols, in apertura del disco, non è casuale). Quando alle chitarre elettriche vengono sostituiti archi e chitarre acustiche, l'esperienza solista di Vedder si fa sentire enormente, soprattutto in "Just Breathe" dove le sonorità di "Into The Wild" tornano struggenti come allora. La nuova maturità artistica di Vedder ha trovato un perfetto accordo con le esigenze della band che sicuramente ne ha tratto giovamento. "The End Comes Near, I'm Here, But Not Much Longer" si conclude così "Backspacer", con una frase cupa e ambigua, che ha l'aria di un invito a godersi i Pearl Jam ora, quando un certo spessore artistico e sociale ancora gli appartiene. Carpe Diem, no? (Mattia Meirana)
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TRACK LIST
Gonna See My Friend
Got Some
The Fixer
Johnny Guitar
Just Breathe
Amongst The Waves
Unthought Known
Supersonic
Speed Of Sound
Force Of Nature
The End





