Dopo l’esuberante ed entusiasmante debutto con Street Horrrsing dell’anno scorso, il duo di Bristol torna alla ribalta con un album smaccatamente rivolto all’ambiente della musica dance. Abbandonati totalmente i cori e il cantato, Tarot Sport si focalizza su ritmi strumentali, permeati da un beat definito e a tratti lisergico. La pulizia del suono da tutte quelle distorsioni e dai drones sovrapposti che avevano regnato incontrastati nel primo disco, completa il discorso, regalandoci un ritmo pulsante primordiale. Le idee dell’esordio prendono forza, si amalgamano in un suono concreto e incessante, ricco di progressioni sonore ed evoluzioni di beats secchi. Alla fine, ci si ritrova scaraventati in un territorio marginale delle sonorità elettroniche, dove un post-rock alla Mogwai flirta con ritmi trance e tribali tipici dei rave della campagna inglese. (Giovanni Besio)





