Sono ormai cinque anni che gli Espers rimestano, con profitto, nel calderone psichedelico del new folk ispirandosi a importanti band come i Pentangle o i primi Fairport Convention. Dopo l'ottimo 'Espers II' del 2006, il rischio era grande: bisognava affrontare il 'difficile terzo album'; dopo aver risolto abilmente il problema del titolo con il metodo Led Zeppelin, e la copertina con le fantasiose ed elaborate opere di Xavier Schipani, ecco dunque la musica: le ballate sognanti ed evocative flirtano con le arie tradizionali e con i suoni d'epoca, fino alla citazione esplicita di 'Scarborough Fair' avvitata a spirale sull'ipnotico refrain di 'That Which Darkly Thrives'. Sempre affascinante la voce di Meg Baird e ancor più liquide e dilatate le fughe crimsoniane della chitarra di Greg Weeks. (Fausto Meirana)





