Se avete superato i trent'anni da un pezzo e ascoltate ancora il pop obliquo e nervoso di quando ne avevate venti “That’s How We Burn” è il disco perfetto da ascoltare mentre vi recate al lavoro in una calda mattina di agosto e avete bisogno di una raccolta di chicche indiepop per affrontare la giornata. In trentadue minuti e undici tracce il quartetto di Milwaukee (Wisconsin) riesce a condensare il meglio del pop indipendente americano degli ultimi due decenni fino a disorientarvi e farvi sentire come se foste alla fine anni ’90 o durante la proiezione di un film di qualche giovane regista al Sundance Festival. Tre canzoni in evidenza sono “Thank Us Later”, psychopop alla Shins, “The Stroller”, con reminescenze new wave, e “That’s How We Burn”, tutto ritmo e melodia sbilenca. (Francesco Fossa)
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JAILL - That's How We Burn
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