Alla fine se n'è volato via dal pianeta anche Trevor Bolder, bassista dal tocco preciso, duttile e potente: undici dischi in studio con gli Uriah Heep, una manciata di incisioni leggendarie con David Bowie. A lui è dedicato Outsider, nuova uscita per gli inossidabili Uriah Heep, o meglio, per l'idea di Uriah Heep che mantiene viva il chitarrista rock più sottovalutato della storia, Mick Box. Annunciato da una copertina fantasy tra le migliori della loro storia, Outsider regge perfettamente il confronto con Wake The Sleeper e Into The Wild, album del grande ritorno al suono classico. Se fate la tara sull'unico brano indegno, tra l'altro messo in apertura: una Speed Of Sound insulsa come certi brani di fm rock americano. La vera “velocità del suono”, e la pienezza rock arrivano per fortuna subito dopo, con One Minute. E da lì parte una micidiale, elegante cavalcata di organi saturi e chitarre frementi. Cioè la stessa storia di sempre degli Uriah Heep. Dal 1969. Il Signore dei Watt li conservi. (Guido Festinese)





