Have You In My Wilderness, quarto disco lungo o giù di lì di Miss Holter, è stato votato disco dell’anno sia da Uncut che da Mojo, due delle pubblicazioni musicali sopravvissute all’eccidio della carta. È segno di un fascino ecumenico che effettivamente emerge dalle 10 tracce del disco. Sono canzoni pop (belle melodie, bella voce chiara) vestite da canzoni sperimentali (sospensioni, qualche ritmo ripetuto, John Cage citato nelle interviste). Sono canzoni che riportano alla mente nomi come Kate Bush, o anche una Bjork depurata degli eccessi e del piglio nordico. Canzoni avvolgenti che scontano una certa freddezza, un’impressione di musica di testa più che di cuore (le atmosfere cambiano e abbondano, tutte perfette ma in un certo modo distanti). È un difetto secondario, però; una questione di gusto, direbbero alcuni. Il disco è, senza dubbio, bello. (Marco Sideri)






