Fin da bambino Elvrum ha sempre avuto in mente l’immagine di Mount Eerie. Affacciandosi alla finestra rimase tanto affascinato da quelle forme, che non resistette a disegnarle sul muro di camera sua, poi in bagno col rossetto della mamma, poi ancora col gesso sul marciapiede fino a quando, ormai divenuto adulto, ha dedicato al monte un concept album, legato al tema della primitiva energia della terra.
Una sorta di rivelazione mitica, di morte e rinascita, schizzate a pastello lungo una difficile ascesa, d’abbandono del mondo reale verso una remota dimensione ultraterrena. Ascoltando “Mount Eerie” non ci si può distrarre. Il viaggio senza tempo e spazio in cui ci guida non ha soste, le sue sonorità inquietanti e cupe sfumano dolcemente in melodie cullanti che ci avvolgono in un’atmosfera permeata di tensione primordiale. (Giovanni Besio)





